Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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Archeologia. La bottega marmoraria

Indice degli argomenti:

Ara

Architrave

Base

Blocco

Bottega marmoraria

Castrum Caetani

Cinerario

Cippo

Colombario

Forte Appio

Heredem Sequetur

Inumazione ed incinerazione

Iscrizioni funerarie metriche

Lastra

Mensa Sepulcralis

Sarcofago

Stele

Testamento sepolcrale

Titulus pedaturae

La bottega del marmista era attrezzata per la lavorazione della pietra, essa realizzava e vendeva prodotti marmorei di vario tipo. L’importanza dell’officina, la sua attrezzatura e l’abilità degli artigiani che vi lavoravano determinavano la varietà ed il valore dei suoi manufatti e quindi i costi ed il tipo di clientela.

Il cliente che si rivolgeva ad una bottega artigiana poteva ordinare un prodotto originale completamente realizzato secondo i suoi desideri, ma più frequentemente sceglieva uno dei pezzi già predisposti presso l’artigiano, che talora venivano completati e personalizzati secondo le esigenze del committente.

Pertanto ogni officina non poteva mancare di un corredo base di utensili indispensabili per le varie fasi della lavorazione della pietra, che andavano dal blocco sgrossato al prodotto finito: si trattava di strumenti di percussione, di taglio, d’intaglio, di levigatura ed incisione. Tutto questo ci è noto grazie alla raccolta ed al confronto di varie testimonianze di natura diversa: il ritrovamento di attrezzi originali, gli scritti di antichi autori, le raffigurazioni sui manufatti d’epoca, le tracce di lavorazione, che gli strumenti hanno lasciato sugli oggetti e la persistenza delle caratteristiche degli utensili ancora in uso nelle botteghe artigiane.

 

 

 

I principali strumenti con cui la pietra veniva sbozzata, intagliata, incisa e rifinita erano:

 

Bocciarda: aveva la testa irta di punte piramidali e serviva per le rifiniture grossolane.

Compasso (circinus): sia a braccia ricurve, utilizzato in scultura per misurare spessore e diametri interni, sia a braccia dritte, per tracciare linee guida parallele o eseguire semicerchi, circonferenze, fori.

Filo a piombo (perpendiculum): per determinare la verticale di una superficie.

Gradina: scalpello con lama molto simile ad un pettine per via di quattro o più denti, usato per rifinire le superfici.

Lima: per eliminare le asperità di una superficie e levigarla grazie a protuberanze appuntite.

Livella (libella): a forma di A con traversa orizzontale graduata, che con il filo a piombo pendente da un punto, misurava il grado d’inclinazione di un piano.

Mazzuolo: di legno o ferro, aveva un manico corto e duplice bocca piatta per percuotere lo scalpello.

Pietre abrasive, sabbia: usate per la levigatura finale delle superfici.

Regolo (regulo): piccola assicella con  tacche, che indicano i sottomultipli del piede romano, usata per le misurazioni.

Scalpello (scalprum): con lama affilata per incidere e scolpire, usato col mazzuolo.

Sega (serra): di grandi dimensioni e tesa fra le estremità di un telaio rettangolare, possedeva una lama tagliente sprovvista di denti.

Squadra (norma):  aveva la forma di una L e serviva ad appurare  l’ortogonalità di superfici, linee.

Subbia (subula): ferro dalla punta piramidale molto acuminata, impiegato sia per scavare che per sagomare le superfici.

Trapano (terebra):  utilizzato principalmente per realizzare le parti decorative, sfruttando il movimento rotatorio della punta azionata da una corda.

Tornio (tornus): usato per creare le modanature di manufatti circolari.