Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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Archeologia. Forte Appio

Indice degli argomenti:

Ara

Architrave

Base

Blocco

Bottega marmoraria

Castrum Caetani

Cinerario

Cippo

Colombario

Forte Appio

Heredem Sequetur

Inumazione ed incinerazione

Iscrizioni funerarie metriche

Lastra

Mensa Sepulcralis

Sarcofago

Stele

Testamento sepolcrale

Titulus pedaturae

Nel 1877, durante gli anni della trasformazione urbanistica di Roma, divenuta capitale del nuovo regno d’Italia, presero avvio i lavori di sterro per la costruzione del Forte Appio, fortino militare tutt’ora in funzione, sito entro il IV miglio  della via consolare, in località Muracci dell’Ospedaletto.

Gli scavi della fortificazione seguiti dai due archeologi Lanciani e Fiorelli, riportarono in luce resti di età romana tra cui una villa ed una vasta area sepolcrale, che restituì più di 80 iscrizioni.

Il Lanciani, sulla base della dislocazione del materiale epigrafico, riuscì ad individuare la misura della lunghezza in agro della necropoli, che si estendeva per circa 40 metri e constatò che i cippi terminali, indicavano aree sepolcrali di misure costanti, segno di un frazionamento regolare del terreni destinati alle sepolture. Le dimensioni, che si ricavano dalle iscrizioni sono esigue, 12 x 12 pedes (3,5 metri) e raramente si toccano i 20 pedes (circa 6 metri): si trattava nel complesso di piccoli lotti che non superavano i 12 mq.

Dai testi delle iscrizioni si ricava che i titolari dei sepolcri erano di condizione libertina o servile e svolgevano mestieri umili come il turarius (commerciante d’incenso), il venalicius (mercante di schiavi) o il lintiarius (commerciante di stoffe).

Le iscrizioni rinvenute nella necropoli, datata fra l’età augustea ed il III d.C., erano essenzialmente incise su are, cippi, lastre di marmo, travertino e peperino, alcune piuttosto rozze e poco curate nell’impaginazione, ma anche su sarcofagi, urne, olle in vetro, prodotti artigianali di maggior pregio e costo.

I reperti più interessanti sono conservati presso il museo allestito attualmente nell’Antiquarium del Mausoleo di Cecilia Metella.