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Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
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Archeologia. Cinerario |
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Il termine cinerarium indica una tipologia di recipienti (qualificati anche come urna, vas, ossuarium, olla) vari per forma, in marmo o terracotta, atti alla conservazione delle ceneri e delle ossa del defunto cremato secondo il rito dell’incinerazione.
Ad esemplari a forma di vaso sobri o riccamente decorati e chiusi da coperchi ad incastro di fattura diversificata, si affiancano modelli con corpo a cassa parallelepipeda a sviluppo verticale o orizzontale e cavità unica, oppure bipartita o tripartita, anch’essi di lavorazione assai semplice o di elevato pregio artistico.
La copertura può essere costituita da una semplice lastra provvista di maniglie oppure da un coperchio a tetto spiovente talora decorato con apparati figurativi più complessi arricchiti da timpano ed acroteri. Non mancano inoltre tipi di grande originalità compositiva con casse o coperture di forma particolare. Generalmente i cinerari erano destinati ad essere interrati, murati in loculi o collocati in edifici sepolcrali, ma a volte, quelli di maggiori dimensioni, conservati all’aperto. Recano iscrizioni funerarie incise o graffite, (salvo casi anepigrafi), più o meno brevi e raccolte in uno specchio epigrafico variabile per posizione, forma, dimensione. |