![]() |
|
Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
|
Home | Mappa del sito | Itinerario Virtuale |Storia | Archeologia | Vita Quotidiana| Religione | Immagini | Siti consigliati |
![]() |
Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
|
Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
|
Alexander Titolo Tabella di Alessandro, appartenente al colombario dei servi e dei liberti di Livia. Definizione Piccola lastra marmorea rettangolare di arredo parietale interno e ricomposta da due frammenti. Proviene dal colombario dei liberti e schiavi di Livia, scoperto nel 1726 sull’Appia (monumentum sive columbarium libertorum et servorum Liviae Augustae), oggi del tutto perduto. Si conserva nei Musei Capitolini. Misure Altezza cm 14; Lunghezza cm 42 Iscrizione Damalis
Liviae (scil. serva) Traduzione Damalis, sarta di Livia, riserva a suo marito Alessandro un’olla. Commento La lastra iscritta doveva essere murata all’interno del colombario, al di sotto del loculo con le urne. La dedicante è una schiava, che, come sarcinatrix, faceva parte del nutrito staff di domestici (di condizione sia libertina che servile) in servizio presso la familia urbana di Livia, sposa di Ottaviano Augusto. La sarcinatrix, diversamente dal vestificus/vestitor, il sarto tagliatore, era una rammendatrice, che provvedeva a cucire e rammendare gli abiti vecchi. Come documentano le altre iscrizioni di sarcinatrices provenienti da questo stesso colombario, tale incarico era ricoperto soprattutto da donne, perché ritenute più abili ed adatte rispetto agli uomini. Sono tutte schiave, ad eccezione di una, che risulta essere liberta. E’ notevole il fatto che in questo colombario è presente un unico sarcinator, che gode della condizione di liberto. Il nostro defunto, Alexander, era con molta probabilità uno schiavo, membro della stessa familia servile di Damalis; le sue mansioni dovevano essere di scarso rilievo, in quanto non vengono menzionate. L’iscrizione rivela che Damalis ha provveduto alla deposizione del compagno e il decentramento del testo indica che essa aveva l’intenzione di riservare per un’altra persona un posto accanto ai resti di Alexander. L’epigrafe s’inquadra cronologicamente fra l’ultimo quarto del I a.C. ed il primo quarto del I d.C., cioè prima che a Livia venisse concesso dal marito stesso, morto nel 14 d. C., per testamento, il titolo di Augusta. CIL, VI 4029 NCE 1795 |