Ministero per i Beni e le attività culturali, Soprintendenza Archeologica di Roma
  Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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Itinerario virtuale tra le epigrafi.
Elenco delle epigrafi

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Elenco delle Epigrafi
 

Secondo Miglio

Aphrodisius

Alexander


Aucta

Tyrannus e Isochrysus


Heracla

Zeuxis


Terzo Miglio


Hector

Cecilia Metella

Quintus Granius Labeo

Titus Crustidius Briso


Quarto Miglio


Publius Cornelius Antiochus

Barbarianos

Flora

Lucius Gresius Rufus

Lucius Licinius Philero

Marcus Papinius Zibax

Pampilus

Lucius Popeius Babba

Marcus Servilius Quartus


Quinto Miglio


Pompeia Eleutheris

Sextus Avonius Faustus

Gaios Pleinios Eutychos

Tiberius Claudius Secundinus

Tiberius Claudius Secundus

Flavia Irene

Caius Rabirius Hermodorus

Paris

Lucius Valerius Giddo

Publius Cacurius Philocles

Lucius Valerius Baricha

Titus Fidiclanius Apella

Chrestus

Lucius Arellius Diophantus


Sesto Miglio

Aurelia Macarianes

Supsifana Nice

Publius Sergius Demetrius

Crispina

Cotta


Settimo Miglio

Caius Ateilius Euhodus


Ottavo Miglio

Caius Vaberius Syneros

Aelia Primigenia

Marcus Pompeius Maius

Q. Granius Labeo

 

Titolo

Blocco appartenente al monumento sepolcrale di Quinto Granio Labeone

Definizione

Lastra marmorea con iscrizione funeraria. Fu rinvenuta alla fine del III miglio della via Appia nell’area del Mausoleo di Cecilia Metella, nel corso degli scavi del 1824, nei pressi di un sepolcro circolare, verosimilmente un mausoleo degli inizi dell’età imperiale.

E’ stata murata agli inizi del ‘900 all’esterno del Mausoleo di Cecilia Metella Castrum Caetani, dove ancora è conservata.

Misure

Altezza cm 57; larghezza cm 119; spessore non rilevabile.

Iscrizione

Q(uintus) Granius M. f(ilius)
Labeo, tribunus m(ilitum)
leg(ionis) tertiae.

Traduzione

Quinto Granio Labeone, figlio di Marco, tribuno militare della terza legione.

Commento

L’iscrizione ricorda Quinto Granio Labeone, tribunus militum ovvero ufficiale di una legione dell’esercito romano.

I tribuni, nominati inizialmente dal popolo e successivamente, a causa dei numerosi eserciti in armi, dagli alti comandi dell’esercito (legati), erano a capo della legione in numero di sei a turno per sei mesi. Durante l’impero dei sei tribuni in carica presso ogni legione uno era laticlavius perché d’estrazione senatoria e gli altri cinque angusticlavii cioè di rango equestre. La senatoria e l’equestre costituivano due classi sociali del mondo romano, tra loro separate e con possibilità di accesso a carriere ben distinte. Gli studi prosopografici e sociali sulle forze armate del mondo romano attribuiscono al nostro Quinto Granio Labeone l’appartenenza alla classe equestre. Egli era forse oriundo di Pozzuoli; la gens Grania infatti era un’importante famiglia di uomini d’affari originaria di Pozzuoli sebbene non si possa stabilire con certezza che sia stata la sua città di provenienza dato che a Roma i Quinti e i Marci Grani erano numerosi.

La legione in cui prestava servizio Quinto Granio Labeone era la III, ma non è possibile affermare se si tratti della III Augusta, così definita dal nome del primo imperatore e stanziata al confine fra la Tunisia e l’Algeria o di un’altra con stesso numero. Alcuni numeri, tra cui il III, furono attribuiti a più legioni, diversificate dall’attributo: oltre alla III Augusta c’erano anche la III Cyrenaica e la III Gallica.

Questo comandante militare doveva godere di una certa disponibilità economica, che gli ha consentito di fruire di un sepolcro che, in base al tipo d’iscrizione, generalmente murata all’esterno di un edificio funerario individuale o gentilizio e alle notizie sulle vicende del ritrovamento

L’iscrizione è ben impaginata con lettere tracciate accuratamente, che presentano un solco pronunciato.

Per tali caratteristiche si può proporre una datazione entro la fine del I sec. a.C. e l’inizio del I d. C.

CIL, VI 3521

Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma 262465.

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