![]() |
|
Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
|
Home | Mappa del sito | Itinerario Virtuale |Storia | Archeologia | Vita Quotidiana| Religione | Immagini | Siti consigliati |
![]() |
Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
|
Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
|
Flora Titolo Cinerario di Flora
Definizione
Cinerario
marmoreo a forma di vaso a corpo ovoide con anse, provvisto di coperchio
conico con pomo di presa sagomato a bottone. Il coperchio è liscio, mentre
la superficie del vaso compresa tra le anse ed il coperchio è lavorata a
gradina; il resto del corpo è sbozzato a
scalpello.
L’iscrizione
sepolcrale, limitata al nome della defunta, corre lungo una delle due anse. Fu rinvenuto nel
1878 in un ambiente ipogeo durante i
lavori per la costruzione del
Forte Appio insieme all’altro
cinerario. Attualmente si
conserva presso l’Antiquarium del
Mausoleo di Cecilia Metella.
Misure Altezza cm 43,7; larghezza cm 37,5; spessore non
rilevato.
Iscrizione [F]lora
Traduzione Flora Commento L’iscrizione si esaurisce nella laconica indicazione del nome della defunta, Flora, le cui ceneri sono raccolte nell’urna. La donna non indica il gentilizio (detto nomen in latino), che nell’onomastica romana ha la funzione del nostro cognome. Tale assenza, in considerazione del nome (che in latino è detto cognomen) ben attestato in ambiente servile e la modestia dell’urna suggeriscono che la donna fosse una schiava o una liberta; ossia una schiava liberata. Gli schiavi non facevano parte di una gens e quindi non avevano il gentilizio. che acquisivano dal padrone. quando venivano liberati. Tuttavia non si può escludere del tutto l’ipotesi che Flora possa essere stata una liberta e che la presenza del solo nome si possa spiegare con la collocazione del cinerario entro un sepolcro familiare, proprietà di defunti appartenenti alla medesima gens, fatto che ne rendeva superflua l’indicazione del gentilizio. La tipologia del supporto e la grafia e suggeriscono una collocazione cronologica nella prima metà del I secolo d.C. CIL, VI,18493 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma 262482. |