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Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
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Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
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Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
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Pamphilus Titolo Cinerario di Panfilo Definizione Cinerario marmoreo a forma di vaso a corpo ovoide con anse, provvisto di coperchio conico ricomposto da tre frammenti. Il coperchio è liscio, la superficie compresa fra le due anse ed il coperchio non è sbozzata a scalpello come il resto del corpo, ma lavorata a gradina. Si rinvenne in un ambiente ipogeo durante i lavori per la costruzione di Forte Appio assieme all’altro cinerario. E’ collocato attualmente presso l’ Antiquarium del Mausoleo di Cecilia Metella.
Misure
Altezza cm 57; larghezza cm 37,5.
Iscrizione
Pampilus
Traduzione
Panfilo
Commento
L’iscrizione, incisa sulla parte superiore di una delle due anse, ricorda il defunto Panfilo, il cui nome, di origine greca, che significa caro a tutti, qui scritto in forma errata (quella corretta è Pamphilus), forse a causa di una non buona conoscenza della lingua latina, era molto diffuso quasi esclusivamente in ambiente servile e libertino. L’assenza del gentilizio, elemento onomastico, che nel mondo romano ha la funzione del nostro cognome e che gli schiavi non possedevano, lascia ipotizzare che l’uomo appartenesse a questa condizione. Non si può però escludere che egli fosse un liberto in possesso del gentilizio, trasmesso dal patronus al momento della liberazione e che l’indicazione del solo cognomen, che per i Romani corrisponde al nostro nome sia dovuta invece alla collocazione del cinerario all’interno di un sepolcro familiare, che accoglieva membri della stessa gens e che quindi in considerazione di ciò non fossero necessari altri elementi onomastici Il tipo di urna e la grafia inducono ad una datazione inquadrabile entro il I secolo d. C. CIL, VI, 23735 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma 262483. |