![]() |
|
Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
|
Home | Mappa del sito | Itinerario Virtuale |Storia | Archeologia | Vita Quotidiana| Religione | Immagini | Siti consigliati |
![]() |
Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
|
Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
|
Titus Fidiclanius Apella Titolo Blocco appartenente al monumento sepolcrale di Tito Fidiclanio Apella Definizione Blocco marmoreo parallelepipedo con iscrizione funeraria. Il lato frontale presenta uno specchio epigrafico riquadrato da una cornice costituita da un listello liscio e da una fascia, chiamata kyma lesbio, decorata da foglie di forma ellittica pendenti da archetti trilobati. Si conserva nei pressi del probabile luogo di ritrovamento.
Misure
Altezza cm 60; larghezza cm 167; spessore cm 47.
Iscrizione
T(itus)
Fidiclanius T(iti) l(ibertus) Apella. Traduzione Tito Fidiclanio Apella, liberto di Titus. Per testamento, secondo l’arbitrato dei liberti Felice, Philargyro ed Attica. Commento In questa iscrizione si ricorda Tito Fidiclanio Apella, liberto di un Tito, che all’atto della liberazione, in base alle norme che regolano la trasmissione dei nomi nel mondo romano, gli ha tramandato il prenome, (sorta di nome personale, che con il tempo diventa ereditario), ed il gentilizio (che corrisponde al nostro cognome); sono inoltre citati gli esecutori delle sue ultime volontà, tre personaggi, liberti del defunto o del suo patronus, in questo ultimo caso colliberti di Apella. I nomi dei quattro personaggi sono ampiamente diffusi tra gli schiavi e quindi tra i liberti; di origine greca Apella, già portato da un noto pittore greco del IV secolo a.C., Philargyrus, colui che ama teneramente ed Attice, in riferimento alla regione greca dove sorge la città di Atene, tipicamente latino, invece, Felix, di significato benaugurale. In questo caso i tre liberti non indicano il gentilizio in quanto è lo stesso del defunto. Tale gentilizio, Fidiclanius, estremamente raro a Roma, in origine Fificulanius poi evolutosi in Fidiculanius e per caduta della u in Fidiclanius, sarebbe da porre in relazione al toponimo pagum Fificulanum Vestinum ovvero ad un antico insediamento urbano localizzabile nell’area dell’attuale Paganica in provincia dell’Aquila, forse luogo di origine della gens. Il dato peculiare di questa iscrizione è la presenza della formula ex testamento arbitratu, che si trova negli epitaffi e che ricorda l’esistenza di disposizioni testamentarie relative alla costruzione ed al mantenimento della tomba e agl’investimenti per la celebrazione postuma di riti commemorativi del defunto: tramite l’arbitratus, specifico di rapporti puramente privati, il testatore poteva designare uno o più persone, liberi o liberti, uomini o donne, ritenuti più idonei all’esecuzione di tale incarico. Il tipo di epigrafe suggerisce che Tito Fidiclanio Apella disponeva di una certa agiatezza finanziaria per potersi permettere l’acquisto di una tomba, che a giudicare dall’elegante decorazione del blocco doveva essere importante. Né deve meravigliare che l’acquirente fosse un liberto perché proprio famiglie di condizione libertina riuscirono nell’arco di poche generazioni a raccogliere patrimoni non trascurabili, a rafforzare la propria posizione sociale e a garantire quella dei discendenti. Per questo motivo è assai probabile che Apella, una volta liberato, abbia avuto a sua volta degli schiavi, poi manomessi, ai quali abbia affidato ufficialmente il delicato compito di occuparsi della propria sepoltura. L’epigrafe si può inquadrare nel I secolo d.C., come suggeriscono sia gli elementi decorativi sia i caratteri grafici. CIL, VI 17921 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma: 400899. |