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Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
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Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
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Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
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Lucius Valerius Baricha Titolo Blocco appartenente al monumento sepolcrale dei Valeri Definizione Blocco marmoreo iscritto. Il campo epigrafico è riquadrato da una semplice modanatura costituita da un listello e da una gola. Si conserva nei pressi del probabile luogo di ritrovamento. Misure Altezza cm 73; larghezza cm 88; spessore cm 25. Iscrizione
L(ucius) Valerius L(uci) l(ibertus) Traduzione Lucio Valerio Baricha, liberto di Lucio; Lucio Valerio Zabda, liberto di Lucio; Lucio Valerio Achiba, liberto di Lucio. Commento Questa epigrafe sepolcrale riporta il nome dei defunti Lucio Valerio Baricha, Lucio Valerio Zabda e Lucio Valerio Achiba, tutti e tre liberti di un Valerio, che diede loro il gentilizio (che corrisponde al nostro cognome) ed il prenome Lucio (elemento residuo dell’antica onomastica in cui costituiva il nome personale, non ha corrispondenze nel nostro sistema di nomi). Non è specificato il legame che li univa, ma si può pensarli liberti di uno stesso patrono pur se non si può escludere che fossero legati da una parentela più stretta (fratelli, padre e figli?). I loro nomi, Baricha, Zabda e Achiba, di origine ebraica, erano particolarmente diffusi in Transgiordania e in Siria, probabilmente loro terre di provenienza. A Roma invece questi elementi onomastici erano tra i meno ricorrenti dato che se ne registrano pochissimi confronti. Liberti e schiavi dei Valerii sono ricordati anche in altre iscrizioni della via Appia, rinvenute a poca distanza, (vedi la scheda di Lucius Valerius Giddo e di Paris). E’ noto che, nel mondo romano, i liberti di una stessa famiglia mantenevano, tra loro e con gli antichi padroni, stretti rapporti, anche di natura economica e professionale; pertanto non è impossibile ipotizzare la pertinenza delle iscrizioni ad una medesima area sepolcrale destinata alla famiglia servile di questa gens. Si può osservare che il gentilizio Valerio rievoca una nutrita serie di illustri personaggi di rango senatorio, che hanno popolato, con funzioni di grande rilevanza, la vita politica, sociale e culturale di Roma, prima in età repubblicana, poi in epoca imperiale. Tuttavia, data la grande diffusione del gentilizio, e la mancanza di sicuri indizi, è difficile accertare il collegamento di questi liberti con i membri più importanti della gens. L’epigrafe è caratterizzata dall’elegante fattura delle lettere e dall’accurata impaginazione del testo. Considerando i caratteri grafici, lo schema ad elenco adottato per l’iscrizione, nonché il tipo di edificio sepolcrale cui il blocco appartiene, si può assegnare questa epigrafe al I d.C. CIL, VI 27959 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma: 400893. |