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Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
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Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
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Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
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Lucius Valerius Giddo Titolo Blocco appartenente al monumento sepolcrale dei Valeri Definizione Blocco marmoreo con iscrizione funeraria. Fu rinvenuto fra il 1850-53 probabilmente dopo il quadrivio formato con le vie Erode Attico e di Tor Carbone, durante gli scavi del Canina per conto del Governo Pontificio. Attualmente si conserva presso il sepolcro dei Festoni. Misure Altezza cm 62; larghezza cm 90; spessore cm 32. Iscrizione
L(ucius) Valerius M(arci) f(ilius) Ouf(entina
tribu) Giddo;
Traduzione
Lucio Valerio Giddo, figlio di Marco, iscritto nella tribù Ufentina; Lucio Calpurnio Menofilo Valeriano, liberto di Marco; Valeria Trifera, liberta di Lucio.
Commento
Questa iscrizione ricorda i defunti Lucio Valerio Giddo, cittadino romano, come si evince dall’onomastica completa di patronimico (riferimento al nome del padre) e tribù d’appartenenza, Lucio Calpurnio Menofilo Valeriano, liberto di un Marco Calpurnio che lo ha affrancato, e Valeria Trifera, liberta di un Lucio, che le diede il gentilizio Valeria (il gentilizio corrisponde di massima al nostro cognome, ma diversamente da esso si concorda al maschile ed al femminile, secondo il sesso di chi lo porta). Dall’onomastica del liberto Menofilo, secondo le norme che regolano la trasmissione dei nomi nel mondo romano, ricaviamo notizie su una pratica assai diffusa nell’ambito della schiavitù: il passaggio di uno schiavo da un padrone ad un altro. Menofilo infatti era stato uno schiavo della gens Valeria, forse proprio di Giddo, considerata la presenza nel medesimo sepolcro. Egli sarebbe poi passato nelle mani di un Calpurnio di nome Marco, e affrancato da questo, conserva memoria della precedente situazione aggiungendo nel suo nome il gentilizio del primo padrone con l’aggiunta del suffisso in anus. In questo caso possiamo immaginare un legame familiare o di appartenenza sociale tra le due famiglie, i Valerii ed i Calpurni, ambedue annoverate, all’èlite del mondo romano, elementi che irradiavano prestigio anche sui loro liberti. Per Valeria Trifera il cui nome in greco significa “delicata”, liberata da un Lucio Valerio (che possiamo ipotizzare trattarsi di Giddo) è verosimile congetturare anche un legame con il liberto Lucio Calpurnio Menofilo Valeriano, forse la moglie, del quale poteva essere stata compagna di schiavitù presso il primo dominus, Valerio, e da questo poi liberata. I nomi greci dei liberti, Trifera e Menofilo, sono ben noti a Roma. Il nome Giddo, invece compare solo in questa iscrizione. Questo blocco marmoreo iscritto fu rinvenuto a breve distanza da altre epigrafi sepolcrali dedicate a liberti della gens Valeria (schede nn. 28 e 30): è probabile che tali reperti facessero parte di un comune luogo di sepoltura riservato a questa famiglia servile. Il formulario dell’iscrizione, una sorta di elenco dei defunti,e caratteri grafici suggeriscono una datazione entro il I d.C. in cui ben s’inquadra il tipo di sepolcro a blocchi cui il reperto sembra appartenere. CIL, VI 28021 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma 400911. |