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Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
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Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
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Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
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Crispina Titolo Architrave frammentario appartenente al monumento sepolcrale di Crispina Definizione Architrave a due fasce in marmo, con iscrizione funeraria. L’architrave è decorato con bassorilievi e l’iscrizione è realizzata ad incisione. Tra le decorazioni, il soffitto presenta tralci di vite che fuoriescono da un vaso. Fu rinvenuto durante gli scavi effettuati dal Canina nel 1851. Attualmente si trova sulla via Appia Antica, a circa 250 metri dall’incrocio con via Appia Nuova. Misure Altezza cm 51; larghezza cm 210; profondità cm 60. Iscrizione
[- - - ] Crispinae c(larissimae)
f(oeminae) L(ucius) A(rrius)[---] Traduzione A Crispina, di rango senatorio, Lucio Arrio … e Caio Gerulonio, posero.
Commento L’iscrizione, dedicata da un Lucio Arrio e da un Caio Gerulonio (il cui cognomen è parzialmente perduto), ricorda una Crispina, che come si evince dall’appellativo clarissima foemina, apparteneva alla classe senatoria. La perdita del nome familiare (gentilizio) della defunta nella lacuna della pietra non consente di accertare se Crispina sia una delle omonime famose che hanno lasciato traccia della loro esistenza nelle fonti giunte fino a noi. Tuttavia, il gentilizio del primo dedicante, Arrius può suggerire la possibilità di identificare la donna con la nobile Crispina Arriana, che giovanetta partecipò in qualità di cantrice ai ludi saeculares del 204 d.C. (periodo al quale si adatterebbero il tipo di decorazione dell’architrave e le caratteristiche dell’iscrizione). Il dedicante, infatti, in questo caso sarebbe connesso alla gens Arria che, per motivi di adozione, avrebbe lasciato traccia nell’onomastica per la nostra defunta. L’altro dedicante presenta un nome derivato dal calendario ed un gentilizio, Gerulonius, formato dal nome di un mestiere il gerulus. Probabilmente Caio Gerulonio ha derivato il suo gentilizio direttamente dalla propria attività. Infatti è forse la stessa persona nota da un’altra iscrizione a lui dedicata da uno schiavo della decuria dei geruli, dalla quale si può agevolmente supporre che egli svolgesse, all’interno della nutrita schiera degli impiegati pubblici, chiamati complessivamente apparitores, le funzioni di gerulus, cioè di addetto alla consegna della corrispondenza ufficiale ai funzionari dello Stato ed alla divulgazione delle ordinanze imperiali. CIL, VI 31707 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma 397706 |