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Parole di pietra La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia |
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Itinerario virtuale
tra le epigrafi. Elenco delle epigrafi |
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Modalità di fruizione:
Guida alla lettura Secondo Miglio
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Caius Vaberius Syneros Titolo Base di statua funeraria di Caio Veberio Synerote Definizione
Base parallelepipeda di statua. La fronte, scorniciata, reca l’iscrizione sepolcrale. Il lato superiore presenta un incavo rettangolare e fori per grappe, per l’inserimento della statua. Attualmente si conserva lungo il lato destro della via Appia, poco prima dell’incrocio con via degli Armentieri. La provenienza non è accertata. Probabilmente nei pressi del luogo di collocazione. Definizione Altezza cm 35; larghezza cm 70; spessore cm 70. Iscrizione
C(aio) Vaberio Syneroti Traduzione Elia Primigenia (dedicò) a Caio Vaberio Sinerote, marito amorevolissimo. Commento Questo epitaffio sepolcrale fu posto da Elia Primigenia in ricordo del consorte Caio Vaberio Sinerote. L’epiteto indulgentissimus, che con immediatezza traduce la tenera amabilità di carattere del defunto, è comunemente impiegato in questa classe di iscrizioni, insieme a dulcissimus, carissimus ecc. ecc., per celebrare le doti del defunto. Il defunto ci è noto anche da un’altra iscrizione funeraria (CIL,VI 27899) incisa su un piccolo cippo marmoreo, rinvenuto anch’esso sull’Appia, al di fuori di Porta Capena, dedicato al proprio liberto Caio Vaberio Servando, morto all’età di 40 anni, insieme alla colliberta di quest’ultimo, Vaberia Pallas. Quindi Vaberio Syneros, che assai probabilmente è un liberto, come suggerisce il suo cognome di origine greca, Syneros, piuttosto frequente a Roma nonché nel territorio della IV regio augustea (il Sannio), secondo una consuetudine della società romana, ha avuto a sua volta degli schiavi, successivamente liberati, come rivela la dedica a Servando. L’onomastica della donna, Elia Primigenia, affianca un gentilizio ampiamente ricorrente, portato dall’imperatore Adriano (117-138 d.C.) e poi da Antonino Pio (138-161 d.C.), ad un cognome, Primigenia, che, come Primitivus, Primus e gli equivalenti greci Πρωτογἐυης, Πρὠτος, indicava primogenitura ed era particolarmente in uso, a Roma, fra liberti e schiavi.Non si può escludere che Elia Primigenia, alla quale il figlio, C. Vaberio Tranquillo, forse nato da una precedente unione della donna, dedicò una statua post mortem (cfr. la scheda di Aelia Primigenia), fosse una discendente o una liberta di liberti imperiali, che una volta liberati avrebbero assunto il gentilizio Aelius dell’imperatore. La base su cui era incisa l’iscrizione era destinata a sostenere la statua del defunto Caio Vaberio Sinerote, andata perduta, e che, pertanto, non ci è dato sapere come fosse raffigurato. Verosimilmente doveva essere a grandezza naturale e collocata all’esterno della tomba o meglio nel recinto. Il materiale utilizzato per la base e sicuramente anche per la statua, il marmo, è rivelatore della buona posizione patrimoniale dei due coniugi di condizione libertina. Non tutti i liberti infatti potevano commissionare sculture funerarie in marmo effigianti un proprio caro scomparso. Per quel che concerne la datazione, l’onomastica (come sottolineato il gentilizio Aelia fa pensare ad una liberta o discendente di liberti di Adriano o Antonino Pio) consente di proporre per l’iscrizione un inquadramento cronologico dopo la metà del II sec. d. C. CIL, VI 27901 Inventario della Soprintendenza Archeologica di Roma: 400833 |