Ministero per i Beni e le attività culturali, Soprintendenza Archeologica di Roma
  Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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Itinerario virtuale tra le epigrafi.
Elenco delle epigrafi

Modalità di fruizione:

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CIL

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Mappa interattiva e ricerca di epigrafi

Elenco delle Epigrafi
 

Secondo Miglio

Aphrodisius

Alexander


Aucta

Tyrannus e Isochrysus


Heracla

Zeuxis


Terzo Miglio


Hector

Cecilia Metella

Quintus Granius Labeo

Titus Crustidius Briso


Quarto Miglio


Publius Cornelius Antiochus

Barbarianos

Flora

Lucius Gresius Rufus

Lucius Licinius Philero

Marcus Papinius Zibax

Pampilus

Lucius Popeius Babba

Marcus Servilius Quartus


Quinto Miglio


Pompeia Eleutheris

Sextus Avonius Faustus

Gaios Pleinios Eutychos

Tiberius Claudius Secundinus

Tiberius Claudius Secundus

Flavia Irene

Caius Rabirius Hermodorus

Paris

Lucius Valerius Giddo

Publius Cacurius Philocles

Lucius Valerius Baricha

Titus Fidiclanius Apella

Chrestus

Lucius Arellius Diophantus


Sesto Miglio

Aurelia Macarianes

Supsifana Nice

Publius Sergius Demetrius

Crispina

Cotta


Settimo Miglio

Caius Ateilius Euhodus


Ottavo Miglio

Caius Vaberius Syneros

Aelia Primigenia

Marcus Pompeius Maius

Miglia e pietre miliari

Lungo le strade dell'Impero erano collocati, ad intervalli regolari, dei cippi iscritti, chiamati miliarii; questi segnacoli avevano soprattutto una funzione segnaletica. Su di essi si incidevano informazioni importanti per coloro che percorrevano una strada: ad esempio la distanza dall'inizio della via o dal centro abitato più vicino. A volte, sui miliari si indicava anche il nome dell'imperatore o del funzionario che aveva curato la creazione o il restauro di un tratto viario. Di norma, i miliari erano collocati alla fine di un miglio, e quelli della via Appia non fanno eccezione. In ogni caso, tutte le indicazioni numeriche, erano espresse in miglia.

Un miglio romano era un'unità di misura lineare corrispondente a mille passus, un quintuplo dell'unità basilare costituita dal pes (il piede). Perciò, un miglio romano equivaleva a mille passus, ovvero a cinquemila piedi. In considerazione della varietà dei campioni di unità di misura romane e della diversità di interpretazione di essi da parte dei moderni, si utilizza, di norma, l'equivalenza tra 1480 metri attuali ed un miglio romano, dando al piede un valore pari a 0,296 metri. Sulla base di questi dati, è possibile ottenere lo schema seguente:

Miglio romano Kilometraggio moderno
I Da 0 a 1,480 km
II Da 1,480 a 2,960 km
III Da 2,960 a 4,440 km
IV Da 4,440 a 5,920 km
V Da 5,920 a 7,400 km
VI Da 7,400 a 8,880 km
VII Da 8,880 a 10,360 km
VIII Da 10,360 a 11,840 km
IX Da 11,840 a 13,320 km
X Da 13,320 a 14,800 km

Spesso, sia nelle opere degli autori antichi che negli scritti degli studiosi moderni, i termini “miglio” e “miliario” sono sovrapposti ed usati come sinonimi. Ad esempio, nell'iscrizione contenente la Lex collegii Aesculapi et Hygiae (CIL VI, 10234), si dice che l'aedicula donata al collegio si trova via Appia ad Martis intra miliarium I et II; molti studiosi moderni, leggendo questa epigrafe hanno collocato il piccolo luogo di culto donato all'associazione religiosa devota ad Esculapio e ad Igea tra il primo ed il secondo miglio della via Appia. In realtà, lo spazio compreso tra il primo ed il secondo miliario è il secondo miglio. Tale sovrapposizione si ritrova più volte nelle trattazioni relative alla via Appia.

Per la via Appia, si presenta anche il problema della difficoltà di ricostruire l'originaria posizione dei cippi segnaletici, in quanto

  • non conosciamo l'esatta ubicazione di Porta Capena, aperta all'interno del circuito delle Mura Serviane, attualmente obliterate in corrispondenza di essa, dalla quale, secondo tutte le fonti antiche, partiva la via censoria;
     

  • non conosciamo,con esattezza, l'originaria collocazione del primo miliario dell'Appia, ritrovato nel 1584 e conservato al Campidoglio.

E' evidente che, in assenza di dati precisi su questi due elementi fondamentali, tutte le misurazioni sul rimanente percorso della via non possono che essere approssimative.

Tuttavia, date le dimensioni del primo miliario, è improbabile che il luogo di ritrovamento (poco oltre il cavalcavia della moderna via Cilicia, ove è possibile vedere una copia del cippo) sia troppo distante dal punto in cui fu posto in origine. Assunto questo punto di riferimento, la Porta Capena andrà situata ad 1,480 km di distanza, verso il centro cittadino, e perciò in corrispondenza del margine del Circo Massimo verso viale Aventino. 

La collocazione dei reperti iscritti, presi in considerazione nell'itinerario “Parole di Pietra” si basa, quindi, su queste premesse e sui rilevamenti effettuati con la tecnologia GPS.