Ministero per i Beni e le attività culturali, Soprintendenza Archeologica di Roma
 

Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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La via Appia e l'epigrafia

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La scelta di ripercorrere la via Appia non ha bisogno di spiegazioni: iniziata dal censore Appio Claudio nel 312 a. C., è la prima grande strada pubblica romana, conserva uno dei più ricchi patrimoni storico-monumentale del mondo antico, arricchito da straordinari elementi naturalistici che ne hanno preservato il fascino della sua storia; gli antichi stessi la percepivano come simbolo del mondo romano, tanto da definirla “Regina viarum”.

Attraverso successivi prolungamenti, giunse, infatti, già dal 191 a.C. a collegare Roma con Brindisi, rappresentando non solo la più importante via di comunicazione con il meridione, ma anche il tramite per i rapporti di Roma con l’Africa, la Grecia e l’Oriente.

L’importanza dei suoi traffici dette vita, lungo tutto il suo percorso, ad una vasta attività edilizia, costituita da costruzioni di tipo residenziale, templi, luoghi di culto, archi onorari, osterie, alberghi, stazioni di posta per l’alloggio ed il cambio dei cavalli, villaggi serviti di uffici pubblici, impianti termali, botteghe e strutture funerarie destinate a personaggi di vario ceto sociale, che si allineavano ai lati della strada, anche su più file.

Tale fenomeno edilizio, che era ovviamente più intenso vicino alle grandi città interessate dal percorso della via Appia, acquistava un rilievo veramente imponente nei pressi di Roma, ove significative persistenze archeologiche rappresentano la caratteristica della strada nota ai più.

Inoltre la via, nonostante alcune aggressioni subite dall’invasiva espansione della metropoli moderna che la circonda, costituisce una delle poche testimonianze superstiti, unica per la continuità di percorso, del paesaggio della campagna romana. Ancora visibile fino ai primi decenni del Novecento, esso era caratterizzato dalla presenza, integrata nel contesto rurale, di numerosi e spesso monumentali resti di antiche vestigia (villa di Massenzio, mausoleo di Cecilia Metella, villa dei  Quintili ).

Le iscrizioni, disseminate in grande numero lungo la via, talora conficcate nel terreno come segnacoli, talora sistemate a corredo di edifici o su basamenti di statue,  assumono grande rilievo per la comprensione della realtà urbana e, più in generale, del mondo romano. La loro grande importanza risiede nel fatto che si tratta di documenti che pongono direttamente in relazione con chi  ha scritto; inoltre, prodotti in molte circostanze della vita, con varie finalità e da personaggi di differenti strati sociali, i documenti iscritti   mantengono, molto più delle epigrafi odierne, una forte valenza di comunicazione. Per questo ogni iscrizione è contemporaneamente documento archeologico, testimonianza storica e linguistica, espressione sociale e mezzo di comunicazione di fatti e di idee.