Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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Religione. Cibele
Indice degli argomenti:

Cibele

Iside

Decio e Paolina

Il mito di Osiride

Navigium Isidis

Il miracolo della pioggia

Sistro, patera e situla

Cibele

Origine del culto di Cibele a Roma

Secondo la testimonianza dello storico Livio, nel pieno della seconda guerra punica, nel 205 a.C., poiché in quell’anno erano cadute pietre dal cielo, si consultarono i libri Sibillini (raccolta di profezie ed oracoli di probabile origine greca introdotte a Roma, secondo la tradizione, dal re etrusco Tarquinio il Superbo). I libri avevano spiegato questa profezia: qualora un nemico, proveniente da terra  straniera, avesse portato guerra in Italia, sarebbe stato possibile sconfiggerlo e cacciarlo solo se la statua della dea Mater Idaea fosse stata portata da Pessinunte (in Asia minore) a Roma.

A seguito di questa indicazione, i Romani, nel 204 a.C. trasportarono via mare la statua della dea, (simboleggiata da una grande pietra nera , forse di origine meteoritica), fino a Roma, ove fu ospitata nel santuario della Vittoria sul Palatino e garantì, per quell’anno, un raccolto straordinario e nel 202 a.C. il trionfo di Scipione su Annibale con cui si concluse la seconda guerra Punica.

Dopo questi fatti significativi il 10 aprile del 191 a.C. venne dedicato sul Palatino un tempio alla Magna Mater, di cui sono oggi visibili solo i resti del basamento. Sappiamo che l’edificio bruciò due volte : nel 111, dopo di che fu restaurato da un membro della famiglia dei Metelli (forse C. Cecilio Metello Capraio, console nel 113) e nel 3 d.C. quando fu ricostruito dall’imperatore Augusto. I dati di scavo permettono di collocare l’abbandono del tempio e delle strutture ad esso collegate nel corso del V secolo d.C.

In onore della dea si celebravano delle cerimonie specifiche chiamate Ludi Megalenses, nel corso delle quali, il 4 ed il 10 aprile, si apriva il santuario ed avevano luogo anche delle rappresentazioni teatrali.

Accanto alla dea Cybele è attestato, fin dalle prime fasi del culto, il paredro (termine dal greco paredros = che siede accanto, con cui sono detti gli dei associati nel culto ad una divinità principale) Attis, un giovane e bellissimo pastore, proveniente dalla Frigia, che, secondo differenti versioni, in preda all’esaltazione si taglia i genitali e poi muore sotto un albero di pino. Tuttavia  la vita del giovane non finisce del tutto perché la dea ne raccoglie i genitali, li seppellisce dopo averli avvolti in un panno ed ottiene che il corpo del defunto sia esente dalla corruzione e dalla dissoluzione.

Rituali del culto di Cibele: il Taurobolio

Il Taurobolio (sacrificio di un toro) connesso con il Criobolio (sacrificio di un ariete) era una sorta di battesimo di sangue che ebbe largo sviluppo in epoca imperiale (non prima della seconda metà del II secolo d.C.).

Il fedele o il sacerdote, che doveva essere consacrato, scendeva sul fondo di una fossa chiusa da tavole di legno forate ed appena accostate, sulle quali veniva sgozzato il toro.  Attraverso le fessure, del legno, una pioggia di sangue colava e bagnava l’uomo sottostante,  che usciva dalla fossa e si mostrava ai partecipanti in adorazione come se fosse “rinato” a una nuova vita.

Tale sacrificio, documentato da numerose iscrizioni votive e monumenti figurati, poteva avere sia carattere di cerimonia pubblica ed assicurare la protezione divina per l’imperatore, per la sua famiglia o per città, colonie e municipi specifici, sia a carattere privato e quindi purificare il singolo che vi si sottoponeva.

Misteri

La caratteristica peculiare delle divinità e dei culti orientali (originari dell’Egitto e del vicino Oriente antico) è quella di garantire ai singoli fedeli salute e prosperità in questa vita e prospettive di salvezza nell’aldilà attraverso riti iniziatici dai contenuti misterici. Anche nel culto di Cibele, distinti dai riti a cui tutti potevano partecipare, si celebravano anche riti misterici per la dea ed il suo paredro Attis. Gli scrittori antichi ci hanno conservato, con alcune differenze,  la formula pronunciata dal fedele durante la sua partecipazione alla cerimonia iniziatica :” ho mangiato dal timpano, ho bevuto dal cembalo, ho portato la lucerna, sono penetrato nella camera nuziale”. Il fedele doveva dunque consumare un pasto sacro, entrare in un locale riservato, doveva vedere gli oggetti ed i simboli sacri e doveva quindi ricevere la rivelazione integrale la vicenda divina.

Anche se le fonti antiche tacciono circa le attese di salvezza di tale iniziazione è lecito pensare che dalla partecipazione a questi misteri i fedeli si aspettassero benefici e prospettive di successo e salute per questa vita e non per l’oltretomba.

Luoghi di culto a Roma

1) Tempio della Magna Mater sul Palatino
2) Tholus di Cybele sul Palatino
3) Aedem tempietto di Cybele nel Circo Massimo
4) Luogo di culto presso via Marmorata nel quartiere dell’Emporium
5) Phrygianum del Vaticano (non sono state identificate strutture, ma numerose are iscritte che fanno spesso riferimento al rito del Taurobolio)
6) Basilica Hilariana sul Celio (ove è attuale ospedale militare) sono state individuate strutture di un complesso semisotterraneo, sede del collegio dei dendrophori, ( i portatori dell’albero di pino) consacrato al culto del pino, albero sacro a Cybele perché legato alle vicende di Attis.