Parole di pietra
La vita dell'antica Roma raccontata dalle epigrafi della via Appia

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Vita quotidiana. Tabellarius

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Lungo l’enorme rete stradale dell’impero, che si snodava per circa 120.000 km e che era servita da numerosi servizi per viaggiatori, mezzi di trasporto e bestie, si svolgeva il cursus publicus o fiscalis, ovvero il servizio pubblico postale nato in età repubblicana e divenuto sotto Adriano un servizio di Stato atto a rendere possibile la comunicazione fra governo centrale e province.

Il cursus, sotto la direzione amministrativa del prefetto del pretorio, capo della guardia imperiale, fu svolto inizialmente da messi privati, da schiavi oppure soldati e successivamente da un corpo speciale di corrieri a cavallo detti tabellarii.

 

 

Questi addetti postali avevano il compito di recapitare in ogni parte dell’impero le borse contenenti i messaggi avvicendandosi col sistema della staffetta. Per consentire una maggiore celerità del servizio, venivano effettuati frequenti cambi di cavallo presso le mansiones, stazioni di sosta provviste di locande per il ristoro, magazzini e scuderie, distribuite a circa un giorno di viaggio l’una dall’altra. Tappe intermedie rappresentavano le mutationes, che dislocate ogni cinque miglia.

Gli spostamenti erano effettuati con cavalli, muli o asini. Si disponeva anche di carri postali a due ruote, per viaggi rapidi oppure a quattro ruote, più stabili e comodi.