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7 febbraio 2008: incontro-lezione con gli studenti del Liceo Scientifico "Avogadro", di Roma 

L’incontro in Archivio con gli studenti del Liceo Scientifico “Avogadro” si è svolto sulla base di un argomento concordato in precedenza con gli insegnanti, correlato allo studio dell’epigrafia latina, tema che in particolare era stato già sviluppato nell’ambito della didattica scolastica.

Nel corso della visita è stato proposto agli allievi un itinerario che, partendo dalla Formazione dell’Archivio, attraverso l’esame diretto delle fonti documentarie (Giornali di scavo e Registri  denominati “Giornali degli oggetti rinvenuti”), ha consentito di arrivare alla storia della topografia antica della zona in cui sorge oggi il Liceo “Avogadro”.

L’analisi del settore della Carta Archeologica di Roma in cui è compreso il liceo moderno (tav. II, settore  C) ha mostrato il rinvenimento di sepolcri e di numerose epigrafi, per lo più funerarie, venute alla luce proprio in occasione degli scavi effettuati per la creazione del quartiere, intorno a via Po e a Corso d’Italia. 
In collegamento con il tema inizialmente proposto dagli insegnanti, sono stati forniti alcuni cenni sul concetto di epigrafe e sull’Epigrafia, la disciplina scientifica che studia le epigrafi in quanto fonti storiche.
E’ stato quindi preso in esame l’assetto viario antico di questa zona, caratterizzato dal passaggio della via Salaria, la più antica delle vie consolari, con la formazione lungo il suo percorso di una delle più ampie necropoli di Roma, il Sepolcreto Salario.

In particolare, è stato illustrato il ritrovamento di un edificio sotterraneo decorato con affreschi, posto nelle immediate vicinanze del Liceo “Avogadro”, il c.d. Ipogeo di via Livenza, tutt’oggi visitabile. Il monumento, scoperto nel 1923 all’angolo tra via Po e via Livenza, si inserisce in un contesto cimiteriale, anche se non si può definire con certezza funerario.

E’ stata di notevole interesse per gli allievi l’osservazione diretta delle carte, conservate nel faldone 8 del fondo dei Giornali di scavo dell’Archivio Storico della Soprintendenza, contenenti i rapporti di scavo, redatti tra gennaio e luglio dell’anno 1923 dall’assistente Pietro Mottini.
Attraverso la lettura di alcune pagine del fascicolo è stato possibile ripercorre le fasi della scoperta, con la descrizione delle strutture progressivamente individuate assieme alle epigrafi delle quali è riportato il testo e ai numerosi oggetti rinvenuti.

testo di Luigia Attilia

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