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19 aprile 2005: approfondimento in Archivio sul tema del mito di Ercole – Liceo Scientifico “Righi” di Roma, classe I F.

Alcuni allievi della classe I F, a seguito della visita in Archivio dello scorso 5 aprile, hanno manifestato il desiderio di tornare per approfondire il tema del mito di Ercole, proposto dall’insegnante come filo conduttore del ciclo di visite al Museo di Palazzo Altemps.

In accordo con la professoressa Carlesimo, è stato deciso di presentare agli alunni la documentazione del ritrovamento del sacello di Hercules Cubans, avvenuto nel 1889 nei pressi di Porta Portese, nell’area anticamente occupata dagli Horti Caesaris, i grandi giardini di Cesare che si estendevano al di là del Tevere.

E’ stata quindi analizzata la Carta Archeologica di Roma per l’area del ritrovamento, eseguito in occasione della sistemazione urbanistica della zona.

Gli allievi, particolarmente interessati dalla consultazione della mappa dei rinvenimenti, hanno richiesto di conoscere il significato dei simboli adottati per indicare la tipologia dei reperti ed hanno proceduto spontaneamente alla compilazione di una propria legenda per avere l’immediato quadro generale dell’area di scavo.

A questo punto dell’incontro è stato preso in esame il carteggio originale contenente il verbale di consegna degli oggetti “provenienti dallo sterro per la Ferrovia di Trastevere, presso le falde del monte Gianicolo”, conservato all’interno delle Pratiche di tutela del centro storico e suburbio.

Le carte furono redatte nel 1889, all’atto della scoperta, dall’Ing. Domenico Marchetti, che riceveva gli oggetti rinvenuti in rappresentanza della Direzione Generale dei Musei e degli Scavi d’Antichità, dall’ingegnere del Ministero dei Lavori Pubblici.

Attraverso la lettura dei verbali di consegna, è stato possibile spiegare, in linee generali, le procedure adottate nel secolo scorso, durante l’attuazione delle grandi opere urbanistiche, in caso di scoperte di antichità.

E’ stato definito il ruolo degli “Agenti” di antichità che intervenivano per il recupero dei beni archeologici per conto della Direzione Generale Antichità e Belle Arti, istituita presso il Ministero della Pubblica Istruzione.

Questo discorso di carattere storico - istituzionale, che già era stato proposto nel precedente incontro, è risultato ormai straordinariamente chiaro ai ragazzi, che hanno mostrato di comprenderne il significato, formulando domande e partecipando attivamente all’esposizione.

La parte finale dell’incontro è stata dedicata alla descrizione del sacello, scavato nel tufo e all’illustrazione delle due statue di tufo di Ercole rinvenute nell’area.

Particolare interesse ha suscitato la statua di Hercules Cubans, riproducente il tipo dell’Ercole sdraiato, immagine della divinità meno nota agli alunni rispetto ad altre maggiormente conosciute: la presenza di questa statua di culto ha per altro portato all’identificazione del sacello, nominato in questa zona dagli scrittori latini.

Tra i vari oggetti venuti alla luce negli scavi del 1889, sono state ricordate e mostrate le immagini dei sette busti di marmo di aurighi (erme), poste probabilmente dagli atleti in devozione al culto di Ercole e conservate assieme alla statua della divinità, nel Museo Nazionale Romano.

Bibliografia:

E. M. Steinby (a cura di), Lexicon Topographicum Urbis Romae, Roma 1996, vol. III, pp. 12-13 s. v.Hercules Cubans, sacellum ( L. Nista )

testo di Luigia Attilia

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