Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
Palazzo Altemps

Archivio di Documentazione Archeologica
Archaeological Data Archives

link a sito esterno

English version

home - mappa - guida - contatti - glossario

vai al contenuto

Ti trovi in: Home - La storia - Archeologi e studiosi - Guglielmo Calderini

Guglielmo Calderini (1837-1916)

Fu un architetto di successo, legato alla realizzazione di prestigiosi progetti.

Guglielmo Calderini, nato a Perugia il 3 marzo 1837, morto a Roma il 12 febbraio 1916, fu un architetto di successo, legato alla realizzazione di prestigiosi progetti.

Dopo aver compiuto i primi studi a Perugia, frequentò prima l’Università a Torino, poi a Roma, dove conseguì il diploma di laurea di ingegnere-architetto. Lavorò immediatamente dopo la laurea, fino al 1869, al Genio Civile di Perugia, in qualità di ingegnere allievo, fu quindi nominato come “ingegnere onorario” presso il Ministero dei Lavori Pubblici; negli anni 1870-1880 fu Professore di Architettura e Storia dell’Arte presso l’Accademia di Perugia e nel 1881 diventò Professore di “ornato e architettura” all’Università di Pisa. Proseguì poi la sua attività didattica nell’ambito della Scuola di applicazione per gli ingegneri di Roma.

L’attività di studio e di progettazione di Calderini è immane; per essa si rimanda pertanto alle specifiche biografie già edite. In questa sede vengono prese in considerazione soprattutto le notizie pertinenti l’opera prestata da Calderini in qualità di membro dell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti. Egli fu infatti nominato Direttore dell’Ufficio Regionale per la Conservazione dei Monumenti di Roma, Aquila e Chieti già dal 1892, anni in cui effettuò il restauro del chiostro di S. Giovanni in Laterano; in qualità di Direttore di questo Ufficio si svolsero i rapporti di lavoro con Domenico Marchetti, che prestava servizio alle sue dipendenze in quegli stessi anni avendo conseguito la nomina di Architetto Ingegnere. Nelle note di qualifica, relative all’operato di Marchetti, contenute in una parte del suo fascicolo personale, Calderini mentre da un lato denota l’inclinazione di quest’ultimo a documentare scavi archeologici, dall’altro ne evidenzia la scarsa capacità a elaborare progetti tecnici, attività che egli reputa indispensabile per lo svolgimento dei compiti istituzionale dell’Ufficio da lui diretto.

Dal 1893 Calderini era stato inoltre nominato Direttore incaricato dell’Ufficio per la costruzione del quadriportico della Basilica di San Paolo, andata distrutta dopo l’incendio del 1823, incarico in cui si impegnò ad assolvere al compito di portare a termine il progetto di Vespignani.

Nel 1898 Calderini viene ricordato come Commissario in seno alla Commissione conservatrice per i Monumenti e gli Scavi di Antichità a Perugia.

Tra i molteplici lavori architettonici effettuati a Roma, fu affidata a Calderini la realizzazione del Palazzo di Giustizia, il cosiddetto “Palazzaccio” situato tra Lungotevere Castello e Piazza Cavour, progettato nel 1884. La costruzione dell’edificio incontrò notevoli problemi, poiché le fondazioni erano situate su un terreno di tipo alluvionale, costituito da strati argillosi e sabbiosi alternati con varie falde acquifere. In corso d’opera si verificarono pertanto danni alla statica del palazzo stesso; durante i lavori di scavo furono inoltre individuati resti di strutture antiche pertinenti varie tipologie di edifici, situati a diversi livelli di profondità. Essi sono illustrati nel loro complesso in una pianta redatta da Calderini, a testimonianza della sua importante attività di progettazione, conservata nelle carte dell’Archivio della Direzione Generale Antichità e Belle Arti. Recano la firma di Calderini inoltre due acquerelli che illustrano la progettazione di alcune sale espositive del Museo Nazionale Romano alle Terme di Diocleziano in realtà mai realizzata.

Biografia

  • Annuario M.P.I.(AA.BB.AA.) 1892, p. 299; 1898, p. 368; 1899, p. 392
  • Andreussi M. 1978-79., Antiche strutture scoperte durante i lavori di costruzione del palazzo di Giustizia a Roma, in BCom 1978-79, pp. 47-53.
  • CAR 2005. Carta Archeologica di Roma, Primo Quadrante, a cura di M. A. Tomei, Lexicon Topographicum Urbis Romae, Supplementum I . 1.
  • Dizionario Biografico, 1973, pp. 609 – 612, s. v. Calderini Guglielmo (S. Raffo Pani).
  • Enciclopedia Italiana VIII, p. 384, s. v. Calderini Guglielmo (G. Giovannoni).

Testo di Luigia Attilia, tratto da I colori dell'Archeologia", Roma 2009 (Catalogo della mostra).

home - mappa - guida - contatti - glossario torna alla navigazione

Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma © Archivio di documentazione archeologica 2004-07,ultima revisione 2010-05-07, a cura della redazione
URL: archeoroma.beniculturali.it/ada