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Giuseppe, Edoardo e Guglielmo Gatti: tre generazioni di archeologi

Nonno, figlio e nipote lasciarono una impronta significativa, ciascuno per la propria specializzazione tra epigrafia e topografia antica, nella storia dell’archeologia romana. L’Archivio conserva la documentazione generale della loro attività.

Giuseppe Gatti

Foto di Giuseppe Gatti

Ritratto di Giuseppe Gatti
(foto tratta da Studi Romani,
Roma 1914)

Giuseppe Gatti (nato a Roma il 23 novembre 1838; morto ad Oriolo Romano il 2 settembre 1914), si dedicò in particolare alle ricerche archeologiche ed epigrafiche.
Nell'ambito degli studi di epigrafia, fu stretto collaboratore di Giovan Battista De Rossi, soprattutto per la preparazione del terzo volume delle Inscriptiones Christianae Urbis Romae.

Fondamentale fu il suo contributo al Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma, dove Giuseppe Gatti, in collaborazione con G. B. De Rossi, curò fin dal 1886 l'edizione delle "Notizie di trovamenti riguardanti la topografia e l'epigrafia urbana". Una delle fonti documentarie degli scavi e delle scoperte pubblicate nel Bullettino è costituita dalle carte conservate nell'Archivio della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma e dai documenti raccolti nell'Archivio Gatti.

Nel corso della sua prestigiosa carriera Giuseppe Gatti ricoprì varie ed importanti cariche; nel 1892, fu nominato Direttore dell' "Ufficio Scavi e Scoperte di antichità in Roma e suburbio", con sede al Palatino (l'odierna Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma). La sua copiosa produzione bibliografica annovera più di 120 articoli tra cui alcuni fondamentali sulla topografia di Roma antica.

 

Edoardo Gatti

Foto di Giuseppe Gatti

Ritratto di Edoardo Gatti
(foto tratta da Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma,
Roma 1930)

Giuseppe Gatti fu il primo personaggio di rilievo di una famiglia di studiosi delle antichità romane. Il figlio, Edoardo Gatti, (nato a Roma il 19 aprile 1875, morto a Roma il 31 luglio 1928), fu impegnato soprattutto nelle indagini archeologiche che si compivano nei primi anni del '900 ed operò presso la allora "Regia Soprintendenza agli Scavi di Roma" in qualità di Disegnatore principale. Egli, infatti, aveva seguito i corsi scolastici d’agrimensura, che gli avevano fornito una formazione fondamentale per la successiva attività di topografo.

Nell’ambito familiare si appassionò agli studi romani, conseguendo un buon grado di conoscenza del latino, che gli consentiva la lettura ed integrazione delle epigrafi. Entrò nell’amministrazione delle Antichità e Belle Arti nel 1899 presso il  Museo di Villa Giulia, ma dall’anno successivo passò all’Ufficio Scavi di Roma e Suburbio. Egli ha lasciato, a testimonianza della sua attività,  oltre a numerose relazioni pubblicate nelle Notizie degli Scavi, appunti manoscritti di lavoro, rilievi e fotografie, conservati nell'Archivio della Soprintendenza.

 

Guglielmo Gatti

Guglielmo Gatti (nato a Roma il 29.9.1905, morto a Roma il 2.9.1981), figlio di Edoardo, ereditò dal nonno e dal padre la passione  per gli studi di topografia romana. Egli fu assunto con la qualifica di Disegnatore, prima presso la Soprintendenza alle Antichità di Roma, poi presso il Governatorato del Comune di Roma. Laureato in Lettere Antiche, conseguì in seguito il più alto grado di Sovrintendente ai Musei, Monumenti e Scavi presso la X Ripartizione AABBAA del Comune di Roma. La sua attività scientifica, contraddistinta da un particolare talento nell’esecuzione dei rilievi, si concentrò soprattutto nell'ambito della topografia di Roma antica.
I suoi studi fondamentali apportarono risultati rivoluzionari per l'identificazione e la localizzazione di importanti monumenti di Roma antica. Numerosi appunti e disegni originali sono rimasti conservati nell'Archivio della Soprintendenza; essi costituiscono spesso un'integrazione del consistente patrimonio documentario dell'importante Archivio Gatti, donato dagli eredi all'Archivio Centrale dello Stato, dopo la morte di Guglielmo Gatti.
Una copia completa del fondo è consultabile sia nell'Archivio della Sovrintedenza per i Beni Culturali del Comune di Roma, sia nell'Archivio della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma.

Bibliografia

  • Gatti Giuseppe, in Dizionario Biografico degli Italiani (Istituto dell'Enciclopedia Italiana fondata da Giovanni Treccani) Roma 1999, 577-580 (Domenico Palombi),
  • Lucos Cozza, Gianlorenzo Gatti, in Guglielmo Gatti, Topografia ed edilizia di Roma antica, Roma 1989, pp. VII-XII;
  • Antonio Maria Colini, Edoardo Gatti, in BCom, LVII, 1930, pp. 385-386.
  • L. Attilia, Edoardo Gatti, in I colori dell'Archeologia (a cura di Luigia Attilia e Fedora Filippi), Roma 2009.

 

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