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Domenico Marchetti

Fu prima disegnatore "straordinario" dell'Ufficio di Antichità e Scavi nel 1877, poi architetto nei Musei, Gallerie e Scavi.

Domenico Marchetti, Nato a Roma il 17 novembre 1849, dal 1868 al 1873 frequentò le scuole dell’Accademia di S. Luca, trasformate in seguito nell’Istituto di Belle Arti, ottenendo un secondo premio nell’Architettura Elementare, un secondo premio nella Prospettiva, un primo premio “con singolar lode” nella Scuola di composizione architettonica, dichiarato a giudizio dei professori accademici nella Esposizione annuale dell’Istituto nel 1873 “saggio di merito sommo sia per la parte inventiva che per la parte grafica”.

Marchetti conseguì la laurea di Architetto – Ingegnere civile nella Reale Università di Roma il 29 agosto 1873, fu assunto come Disegnatore “straordinario”, quindi ancora fuori dai ruoli ordinari dell’Amministrazione dello Stato, prima nel 1874 “per gli studi dell’Istituto Fisico di Panisperna”, poi sempre con la medesima qualifica, fu assunto dal Capo dell’Ufficio di Antichità e Scavi, con lettera del Ministero della Pubblica Istruzione del 3 dicembre 1877, “prestando servizio in detto ufficio fino al 29 giugno 1882”. Fu nominato Architetto di terza classe nei Musei, Gallerie e Scavi con lo stipendio di £ 2000 con Regio decreto del 29 giugno 1882, fu proposto alla terza sezione del “Servizio tecnico dei monumenti di Roma” con Decreto Ministeriale del 12 ottobre 1884, prima comandato al Ministero, poi assegnato all’Ufficio Speciale per le Antichità e Monumenti di Roma, creato in quell’anno e articolato in tre sezioni: i monumenti all’interno delle mura; i monumenti del suburbio e le scoperte di antichità; Foro Romano, Palatino e Tevere.

Ricevette in seguito la nomina di Architetto Ingegnere nell’Amministrazione Provinciale per l’Arte Antica con Regio Decreto del 29 novembre 1891 e quella di Architetto Ingegnere nel ruolo del personale addetto alla conservazione dei monumenti con lo stipendio di £ 3000 dal 1° settembre 1895. Nel 1908 Marchetti fu nominato Direttore dell’Ufficio dei Monumenti di Roma ed Aquila con Regio Decreto del 7 settembre 1908, con decorrenza dal 1° ottobre 1908 ed ebbe assegnato lo stipendio di £ 4000. La sua carriera proseguì e nel 1910 Marchetti rivestì la carica di Soprintendente incaricato e Direttore presso la Soprintendenza ai Monumenti per le provincie di Roma ed Aquila. All’interno del fascicolo personale sono riportate varie annotazioni relative alle caratteristiche della personalità di Marchetti, che forniscono un quadro delle vicissitudini e dei rapporti interpersonali che animavano il mondo in cui si muoveva il personale tecnico dell’Amministrazione delle Antichità e Belle Arti.

Gli “specchi caratteristici” dell’architetto Marchetti recano la firma del suo Direttore, G. Calderini, che elenca tutte le missioni e le onorificenze, almeno fino al 1889. Esse comprendono l’incarico avuto il 1° giugno 1886 per far parte della Commissione tecnico-archeologica istituita dal Ministro dei Lavori Pubblici per la sistemazione del Ponte Cestio, l’incarico di collaborare all’interno dell’Ufficio Speciale istituito per lo studio del piano di esecuzione dei lavori della zona riservata monumentale di Roma (1° marzo 1889), l’incarico di “prestar servizio straordinario nell’Ufficio tecnico per gli Edifici scolastici”. In qualità di Capo dell’Ufficio, Calderini, in un settore riservato alle sue note personali stilate nel 1893, pur definendo eccellente la moralità di Marchetti, definisce di livello sufficiente e in qualche misura mediocre il suo grado di capacità di fare i rilievi, seppur di buona resa nel disegno, perché “in generale i suoi progetti non hanno sempre la dote della pratica attuabilità”. In merito al carattere, egli dipinge Marchetti come soggetto un po’ “acre” con i colleghi, perfino “non sempre corretto con i subalterni”, non gli riconosce predisposizione a dirigere un ufficio, “perché gli manca l’energia e l’attitudine tecnica”.

La reale motivazione di tale avversione nei confronti di Marchetti si coglie pienamente nelle osservazioni conclusive di Calderini: “L’inclinazione del Marchetti è più per la parte archeologica che per la parte artistica per l’ingegneria. Difatti non vi è stato un progetto da egli proposto che siasi potuto dire perfetto. La sua cultura lo chiama più alle attribuzioni necessarie agli scavi che ai monumenti. Non è un elemento molto efficace per l’ufficio regionale, il quale ha bisogno di ingegneri che siano pratici nel compilar progetti”.

Successivamente, già nel 1903, la carriera di Marchetti ebbe una svolta migliore, come si apprende dalle “buonissime” note di qualifica espresse dal Direttore De Angelis, succeduto a Calderini, che riponeva, evidentemente, ben altra stima nel suo operato. Nel fascicolo vengono allora menzionati come titoli, in aggiunta ai precedenti: il certificato della frequenza alla Scuola di Topografia Romana rilasciato dal Prof. Rodolfo Lanciani in data 19 febbraio 1891, le “Relazioni pubblicate nelle Notizie degli Scavi degli anni 1889 – 1890 – 1891 – 1892 – 1894 – 1897” e “vari articoli pubblicati come collaboratore nel Bullettino della Commissione Archeologica Comunale di Roma, sopra temi archeologici, negli anni 1890 – 1891 – 1892 – 1894”. La propensione di Domenico Marchetti per l’archeologia lo condusse a svolgere con preponderanza la sue attività nell’ambito della documentazione degli scavi archeologici dell’epoca. Dallo “Stato di servizio” dell’interessato si apprendono alcuni degli studi intrapresi: “Studio degli antichi monumenti tra i quali il Colosseo, il Palatino, il Teatro di Marcello, del quale ideò e disegnò il restauro (lavoro premiato con singolar lode dalla Reale Accademia di S. Luca) come pure l’antico Emporio essendo in detti studi e lavori diretto dai Prof. Montiroli, Vespignani, il Prof. Lanciani per la parte topografica”. Nell’ambito della sua collaborazione all’interno dell’Ufficio Tecnico per gli scavi di Roma svolse in particolare assistenza ai lavori del Tevere, durante i quali eseguì l’accurata planimetria acquerellata della c.d. Villa della Farnesina e le rilevazioni ad acquerello di pavimenti e ambienti dello stesso complesso archeologico (ASSAR – Palazzo Altemps, invv. 1375-1385¸ 1489 – 1494), mentre negli anni 1878, 1879, 1880 collaborò agli scavi del Foro Romano e diede il proprio contributo all’esecuzione dei rilievi degli scavi eseguiti a Tivoli, nella Villa Adriana. Nell’ultimo decennio dell’800 partecipò ancora ai lavori per l’isolamento e il restauro del Pantheon e delle Terme di Agrippa.

Nel suo fascicolo personale, all’atto della nomina a Direttore nel 1908, è riportata una singolare nota, che conferma gli aspetti peculiari del carattere e della personalità di Marchetti; infatti tra i desideri del funzionario è indicato: “desidera che l’esiguità dello stipendio, non proporzionato con l’importanza, con le straordinarie fatiche e responsabilità inerenti all’Ufficio Regionale di Roma, sia compensata con una indennità pari almeno a quella delle altre Soprintendenze del Regno”. Si apprende, d’altronde, dalle note incluse nel fascicolo, che Marchetti aveva una famiglia assai numerosa, costituita da ben dieci figli. È facile quindi comprendere le difficoltà, soprattutto di natura finanziaria, a cui poteva andare incontro e di conseguenza il motivo della sua richiesta di maggiore compenso.

D’altra parte il desiderio espresso lascia intravedere la situazione di inadeguatezza dei mezzi e delle forze a disposizione nell’organizzazione del servizio di controllo degli innumerevoli cantieri e scavi che si aprivano in quegli anni per la ristrutturazione urbanistica della città.

L’intensa attività edilizia e il susseguirsi dei lavori comportavano una notevole difficoltà di spostamento tra i vari siti, tanto che Marchetti stesso, con lettera del 6 giugno 1888 (ACS, M.P.I., Dir. Gen. AA.BB.AA., II vers., b. 211, fasc. 3482), si vide costretto a rivolgere al Ministro della Pubblica Istruzione, la richiesta per poter noleggiare una vettura “quante volte la necessità lo richiegga per la visita ai lavori del Tevere”.

Protagonista di importanti ricostruzioni di monumenti antichi negli anni di Roma capitale, Marchetti prestò la sua preziosa collaborazione ai progetti di sistemazione architettonica e di restauro degli scavi che riportavano alla luce considerevoli complessi archeologici.

Egli concluse la sua industriosa carriera nel 1911 con il titolo di Direttore presso la Soprintendenza ai Monumenti per le provincie di Roma ed Aquila.

Biografia

  • ACS, M.P.I., Dir. Gen. AA.BB.AA., Divisione I (1908-24), b. 949, fasc. 242: Domenico Marchetti.
  • ACS, M.P.I., Dir. Gen. AA.BB.AA., Divisione per l’Arte Antica (1860-1892), Personale, b. 20, fasc. 1028 (Stato di Servizio di Domenico Marchetti).
  • Annuario M.P.I. (AA.BB.AA.) 1909, p. 564, 1910, p. 585.
  • Bertoldi M. E. 1997. Antike Munzfunde aus der Stadt Rom (1870-1902). Il problema delle provenienze, Berlin.
  • Pallottino E. 2008. Cultura della ricostruzione a Roma tra Ottocento e Novecento. Precedenti e prospettive, in Architetti e archeologi costruttori d’identità, Ricerche di Storia dell’Arte 95, pp. 20-21, figg. 2-3).
  • Sanzi Di Mino R. 1998 (a cura di). La Villa della Farnesina in Palazzo Massimo, Roma.
  • L. Attilia, Domenico Marchetti (1849-1910), in M. Valenti (a cura di), Colli Albani. Protagonisti e luoghi della ricerca archeologica nell'Ottocento, Roma 2012, pp. 89 - 92.

Testo di Luigia Attilia, tratto da I colori dell'Archeologia", Roma 2009 (Catalogo della mostra).

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