Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
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Carta Archeologica di Roma

La Carta Archeologica di Roma nasce nell’ambito della pubblicazione della Carta Archeologica d’Italia, assumendo proprie caratteristiche in considerazione dell’unicità del patrimonio archeologico della città.

Per la redazione della Carta si è reso necessario raccogliere i dati provenienti da molteplici fonti bibliografiche ed archivistiche; tra queste, una delle principali è costituita dall’Archivio della Soprintendenza alle Antichità di Roma I (odierna Soprintendenza per i Beni Archeologici di Roma).

Fin dal 1947 un gruppo di studiosi sotto la guida del prof. Pietro Romanelli, del prof. Guglielmo Gatti e del prof. Attilio Degrassi aveva avviato il lavoro di raccolta dei dati che sarebbero serviti per la pubblicazione.

Questo lavoro preparatorio è costituito dalle schede “provvisorie” della Carta Archeologica, consistente nelle schedature dei rinvenimenti, raggruppati nelle singole tavole della Carta (IV-IX), con riferimenti a fonti bibliografiche e archivistiche, ma aggiornate intorno al 1960; è dunque necessario revisionare e rivedere i contenuti delle schede provvisorie per poter considerare completa una ricerca.
Tale attività scientifica è proseguita nel corso degli anni presso la Soprintendenza ed ha comportato la concentrazione del materiale preparatorio della Carta Archeologica nell’Archivio, dove è stata realizzata un’opera di ampliamento del materiale di supporto per l’edizione della Carta con la schedatura sistematica e l'acquisizione di documenti in copia da altri archivi.

La Carta è divisa in nove tavole, numerate da I a IX. Ogni tavola, a sua volta, è suddivisa in nove settori, indicati con lettere alfabetiche (da A ad I). La scala adottata è di 1:2.500, scelta perché permette un’esauriente indicazione dei ritrovamenti anche nelle zone dove questi sono particolarmente densi.

La Carta è caratterizzata da una simbologia che corrisponde alla tipologia dei rinvenimenti, illustrata nelle didascalie a margine. Ciascun simbolo è accompagnato da un numero, relativo alla rispettiva scheda descrittiva del ritrovamento.

Nelle abbreviazioni bibliografiche dei tre volumi compaiono citate, in ordine alfabetico, tutte le fonti bibliografiche ed archivistiche alle quali gli studiosi hanno attinto.

In particolare, per l’edizione delle Tavole I e II sono state consultate tutte le fonti bibliografiche, aggiornate fino a tutto il 1961 e le fonti archivistiche relative all’Archivio della X Ripartizione del Comune di Roma, all’Archivio della Soprintendenza alle Antichità di Roma I e all’Archivio Gatti. La Tavola III, aggiornata per le fonti bibliografiche fino a tutto il 1973, è stata realizzata utilizzando dati ulteriori rispetto alle prime due carte, provenienti dalla consultazione di numerosi documenti inediti appartenenti all’Archivio della Soprintendenza, all’Archivio Centrale dello Stato (fondo del Ministero della Pubblica Istruzione, Direzione Generale AA. BB. AA., I versamento, Roma) e all’Archivio della X Ripartizione del Comune di Roma.

testo di Luigia Attilia

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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma © Archivio di documentazione archeologica 2004-07,ultima revisione 2005-3-15, a cura della redazione
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