Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma
Palazzo Altemps

Archivio di Documentazione Archeologica
Archaeological Data Archives

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Formazione dell'Archivio

A.D.A. costituisce un'indispensabile fonte di conoscenza per chi intenda svolgere ricerche di archeologia e in particolare di topografia antica su Roma, e non solamente. Infatti, l'Archivio di Documentazione Archeologica (A.D.A.) a Palazzo Altemps, è attualmente costituito da tre nuclei principali, rappresentati da:

  1. documenti prodotti dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma a partire dal 1870, data della sua fondazione;
  2. materiale scientifico preparatorio alla redazione della Carta Archeologica di Roma, che raccoglie le informazioni dei ritrovamenti risalendo almeno fino al Cinquecento;
  3. un cospicuo nucleo di documentazione in copia tratto dagli archivi pubblici e privati e dalle collezioni di maggior interesse per arricchire lo studio della topografia di Roma antica.

L'intero patrimonio documentario, nel suo assetto attuale, è frutto di un lungo lavoro di raccolta e di ordinamento utile per l’attività istituzionale di tutela, conservazione e valorizzazione del patrimonio archeologico, oltre che per lo studio e la ricerca sulla storia della città antica.

L'opera di concentramento del materiale, relativo principalmente agli interventi sul territorio di Roma all'interno della cinta delle Mura Aureliane e del Suburbio, è stata determinata, in origine, dal lavoro di redazione della Carta Archeologica di Roma, che prevedeva la raccolta dei dati derivanti da molteplici fonti, tra cui fondamentale quella dell'Archivio della ex Soprintendenza alle Antichità di Roma I. Essa è proseguita negli anni aggregando vari settori dell'archivio (es. pratiche di tutela, interventi per ritrovamenti, restauri dei monumenti, ecc.), al fine di completare quanto più possibile il quadro delle attività svolte dalla Soprintendenza. L'archivio, in questo senso, è in continuo incremento dovuto, non solo all'impegno istituzionale, ma anche all'acquisizione di carte relative all' attività di studiosi che hanno rivestito un ruolo nell'Amministrazione o che hanno collaborato nel tempo con la Soprintendenza (ad esempio Edoardo Gatti, Italo Gismondi, Guglielmo Gatti, Salvatore Aurigemma). La produzione di questa documentazione nasce nel momento in cui Roma diventa Capitale d'Italia, con la fondazione, nel 1870, dell'allora Soprintendenza agli scavi e monumenti della provincia di Roma, alla guida della quale viene designato come primo Soprintendente Pietro Rosa.

Registro: Giornale degli oggetti di scavo
Registro: Giornale degli oggetti
rinvenuti negli scavi del Monte della
Giustizia, 1877 (Archivio Storico di Palazzo Altemps)

Tra i documenti sono conservati i Giornali di scavo e i Registri denominati "Giornali degli oggetti rinvenuti", che riflettono l'attività frenetica di scavo condotta a partire da questo periodo in cui la città è oggetto di notevoli trasformazioni urbanistiche. Sul fronte dell'archeologia si trovano impegnati in tale periodo insigni studiosi di topografia romana, quali Giuseppe Gatti e Rodolfo Lanciani. Di quest'ultimo rimane la firma di supervisione apposta al termine dei rapporti contenuti nei Giornali di scavo, spesso redatti dai guardiani degli scavi, delegati alla sorveglianza diretta dei cantieri aperti sul suolo della città.

Documento autografo di Rodolfo Lanciani
Documento con firma autografa di
Rodolfo Lanciani
(Archivio Storico di Palazzo Altemps)

Nel corso degli anni le competenze territoriali della Soprintendenza mutano e agli inizi del '900 esse sono estese non solo alla città di Roma ed al suo suburbio, ma anche ai territori del Lazio, alle province di L'Aquila e Chieti e ai territori di Perugia e Terni. È per questo motivo che nell'Archivio della Soprintendenza è conservata parte dei documenti degli scavi avvenuti in tali zone, a testimonianza dell'antica competenza territoriale dell'Istituto.

Dalla fondazione della "Rivista delle Notizie degli Scavi di Antichità" da parte dell'Accademia Nazionale dei Lincei, l'allora Soprintendenza agli Scavi e Monumenti della Provincia di Roma, ebbe l'incarico di raccogliere tutte le notizie dei ritrovamenti che i Soprintendenti d'Italia regolarmente inviavano per la pubblicazione. Anche di questa attività rimane memoria nell'Archivio, dove sono conservate numerose relazioni di scoperte.

I Giornali di scavo costituiscono una cospicua fonte documentaria dell'attività di scavo svolta fino al 1935, ordinata in volumi e fascicoli suddivisi per anni. Dopo la fine della seconda guerra mondiale, la documentazione diviene assai più articolata e complessa e consiste nelle Pratiche di tutela per il centro storico e suburbio, comprendenti i vari aspetti degli interventi e delle indagini: progetti di recupero, scavi, restauri, valorizzazione delle aree archeologiche e dei monumenti antichi, inventariazione dei materiali.

In stretta relazione con queste pratiche si è formata la Collezione Iconografica, costituita da materiale grafico, elaborato a corredo della documentazione di scavo e di restauro dei monumenti archeologici; fanno parte di essa, oltre ai numerosi acquerelli antichi e disegni a matita, anche i più moderni rilievi ad inchiostro.La parte riguardante la Serie dei disegni della Area del Foro Romano e del Palatino è, attualmente, conservata presso la sede del Palatino. Il materiale preparatorio della Carta Archeologica di Roma è stato incrementato nel tempo con documenti in copia da altri archivi, rispondendo all'esigenza di disporre delle fonti originali a supporto dell'edizione della Carta e, nello stesso tempo, provvedendo a creare un servizio per la conoscenza del patrimonio documentario diretto allo studio della topografia antica. Con questo obiettivo, a partire dal 1980 circa, sono state eseguite - presso altri Archivi - la schedatura sistematica e la copia di documenti e fotografie, non solo di interesse archeologico, ma anche complementari alla documentazione prodotta dalla Soprintendenza. In questo senso, seguendo gli ordinamenti delle istituzioni nel passato, è stata effettuata la schedatura dei documenti della Direzione Generale Antichità e Belle Arti, che era, nell'ambito del Ministero della Pubblica Istruzione, in diretto rapporto gerarchico con la Soprintendenza. Nello stesso modo è stata acquisita la documentazione delle pratiche dell' Archivio della ex-Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici di Roma, giè Ufficio Tecnico speciale per le antichità e i monumenti di Roma e Suburbio, con sede al Palatino; tale archivio storico contiene documentazione che completa quella in possesso dell'Archivio della Soprintendenza.

Infine, è stata acquisita - presso l'Archivio Centrale dello Stato - copia integrale dell'Archivio Gatti, relativo alle attività di ricerca compiute da Gatti Giuseppe, Edoardo, Guglielmo, personaggi insigni dell'archeologia romana. Le carte (o "cartelle") e i taccuini costituiscono un'importante memoria dei ritrovamenti avvenuti sul territorio urbano e suburbano di Roma, spesso integrati da altri appunti e disegni conservati nell'archivio della Soprintendenza, dove negli anni Giuseppe, Edoardo e Guglielmo Gatti hanno lasciato testimonianza della loro opera.

testo di Luigia Attilia

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Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma © Archivio di documentazione archeologica 2004-07,ultima revisione 2005-3-15, a cura della redazione
URL: archeoroma.beniculturali.it/ada