Sala C - I metalli e la moneta

Veduta della sala C

La storia della moneta metallica in ambiente occidentale è il filo conduttore che guida il visitatore lungo le nove sezioni nelle quali si articola il percorso di questa sala:

I. LA MONETA IN ITALIA E A ROMA (vetrine 1-5)

L’esposizione prende avvio dalle monete in bronzo dei popoli dell’Italia antica, dirette discendenti dall’uso, presso quelle genti, di scambiare il metallo a peso (aes rude) nelle transazioni commerciali, per giungere, attraverso le prime monete in argento romane, ma di impronta ancora prettamente greca (le emissioni romano-campane), alla creazione della prima vera moneta in argento di Roma, di peso e tipo esclusivamente romani: il denario.

II. MONETA E POTERE A ROMA TRA REPUBBLICA E IMPERO (vetrine 6-11)

Dedicata al difficile momento del trapasso dalla Repubblica all’Impero, questa sezione evidenzia il significato politico assunto dalle emissioni di moneta metallica a Roma nel periodo compreso tra l’inizio delle guerre puniche e la fine delle lotte civili, la restaurazione economica operata da Augusto (27 a.C.-14 d.C.) nel suo illuminato governo ed il difficile compito ereditato dai suoi successori (i Giulio-Claudii).

III. IMPERO E MONETA NEI SECOLI I-III D.C. (vetrine 12-20)

Le emissioni dei primi due secoli dell’Impero permettono di esaminare la linea politica e di pensiero delle dinastie regnanti, culminanti nel momento di massima espansione territoriale sotto il regno di Traiano (98-117 d.C.). Ma un’insidiosa piaga minaccia l’economia romana: il processo di svalutazione dell’argento, che già sotto Nerone (54-68 d.C.) aveva iniziato il suo decorso, arriva a toccare i suoi vertici con Commodo (180-192 d.C.), ed anche i tentativi di Caracalla (211-217 d.C.) di rafforzare la moneta d’argento con la creazione di un multiplo del denario, l’antoniniano, risulteranno vani.

IV. MONDO MEDITERRANEO E METALLI MONETATI (vetrine 21-26)

Anche gli ulteriori tentativi di Diocleziano (284-305 d.C.) di sopravalutare la moneta in argento non sortirono gli effetti sperati: la speculazione era in aumento e la strenua difesa della struttura socio-economica dell’Impero si dimostrava ormai sempre più anacronistica. Soltanto Costantino (306-337 d.C.) capì che era giunto il momento di introdurre una nuova economia, questa volta fondata sull’oro. E il dominio dell’oro, perpetuato dai popoli che, dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente, si succedettero su suolo italico (Goti, Bizantini, Longobardi), continuò per tutto il Medioevo.

V. LA ROMA DEI PAPI (vetrine 27-34)

Splendida cesura nel passaggio dal Medioevo al Rinascimento, si inserisce questa sezione che ospita le monete dei romani pontefici, dalle serie più antiche (gli antiquiores) sino alla caduta del potere temporale dei Papi (1870).

VI. IN ITALIA, TRA ORO E ARGENTO (vetrine 35-40)

Dopo l’anno Mille, le trasformazioni intervenute sia nel commercio internazionale sia nella situazione della politica interna dei vari paesi determinarono la formazione in Italia di aree monetarie ben definite: fulcro della situazione economica dell’Italia meridionale fu la moneta d’oro di tipo bizantino e arabo, mentre nell’Italia centro-settentrionale si impose il denaro in argento di tipo mitteleuropeo importato dai Franchi.

VII. L’ARTE DI INCIDERE MONETA (vetrine 41-49)

La moneta in mano ai Signori del Rinascimento, non più e non solo semplice mezzo di scambio e arida misura di valore, divenne un formidabile veicolo di propaganda e una straordinaria palestra di esercitazione artistica per gli incisori dell’epoca: il ritratto del signore, gli elementi della sua simbologia araldica, gli argomenti più importanti del dibattito politico e religioso dell’epoca, sono solo alcuni dei temi affrontati con straordinaria maestria sulle monete emesse dalle zecche italiane in età rinascimentale.

VIII. LA LIRA ITALIANA NEL SECOLO XIX (vetrine 50-57)

Le trasformazioni cui diedero avvio l’Illuminismo e i moti scoppiati in Francia alla fine del secolo XVIII portarono nei sistemi monetari internazionali, ormai sclerotizzati, delle profonde trasformazioni. Il vento che spirava da oltralpe sul finire del Settecento portò in Italia, al seguito delle armate napoleoniche, il franco, dal quale venne poi generata la nostra lira, segnando un punto di svolta per tutti i sistemi monetari europei.

IX. MONETA REALE, MONETA VIRTUALE (vetrine 58-62)

La radicale trasformazione della circolazione monetaria in Italia, rappresentata dall’introduzione della nuova lira a partizione centesimale, e la comparsa di valute fiduciarie (banconote) modificarono profondamente il sistema della circolazione monetaria, determinando la graduale inesorabile fine della moneta metallica a valore reale.

A questo tema e alla più recente nascita dell’euro si accenna infine nella parte conclusiva del lungo cammino espositivo nella storia della moneta.