Tra le principali cause che mettono a rischio la conservazione del palazzo neroniano, divenuto sotterraneo con le opere di Traiano, un ruolo determinante sulle superfici affrescate è svolto anche dalla luce,
che purtroppo può favorire la crescita di microrganismi dannosi per lo strato pittorico, se non vengono rispettati limiti precisi (l’emissione deve esser inferiore ai 150 lux ad ambiente).
D’altra parte, la necessità di un continuo monitoraggio sulla stabilità delle volte e delle murature a garanzia della sicurezza degli operatori, ha fatto nascere l’esigenza di pensare a un sistema di illuminazione che fosse idoneo alla conservazione del patrimonio decorativo dell’intero monumento, ma permettesse anche lo svolgimento dei frequenti e periodici controlli.
Il progetto è stato curato dal prof. Fabio Aramini, direttore della Sezione Fotometria e Illuminotecnica dell’ Istituto Superiore per la Conservazione e il Restauro (ISCR) e la Soprintendenza ne ha già realizzata una prima parte nel 2010; un secondo lotto è in via di definizione e si conluderà entro il mese di ottobre 2012.
Si è messo in opera innanzitutto un impianto negli ambienti prima oscuri e per questo mai indagati, alcuni dei quali fanno parte dell’ala orientale: vani dal n.56 al n. 64 comprendendo poi anche il criptoportico 19, al limite settentrionale del quartiere occidentale.
Successivamente si è provveduto ad usare in ogni cantiere aperto il tipo di illuminazione già sperimentato con successo.
Sono stati scelti corpi illuminanti della nuova generazione di LED a luce bianca ad alta efficienza, muniti di componenti elettronici specificatamente scelti per gli ambienti della Domus Aurea, in condizioni di umidità estremamente elevata.

Criptoportico 19 privo di luce - Archivio SSBAR

Cripotoportico 19 con l’impianto di illuminazione a LED - Archivio SSBAR
Questi Led riescono a offrire una maggior garanzia per la conservazione degli intonaci, degli affreschi e degli stucchi, dato che emettono una luce pari a 35 lux soltanto per ogni sala, con il risultato di abbattere dell’80% la possibilità di sviluppo di alghe, funghi e licheni (agenti biodeterogeni), ma si sono evidenziati nel tempo anche altri vantaggi:
- l’elevata qualità cromatica della luce,
- l’assenza di emissione ultravioletta e infrarossa
- la possibilità di alimentazione a bassissima tensione (SELV).
Notevoli anche i bassi consumi : nella realizzazione del primo intervento infatti si è stimato un risparmio energetico del 60% a fronte della durata delle sorgenti di luce molto lunga che può variare tra le 50 mila e le 100 mila ore.
Sugli illuminatori di alcune delle sale servite dal nuovo impianto e su tutti gli apparecchi del Criptoportico 19 sono stati infine utilizzati dispositivi ottici aggiuntivi in grado di migliorare ulteriormente l’uniformità delle emissioni.


non sapevo che i led avessero anche questi vantaggi oltre alla durata e al risparmio energetico