Il quartiere orientale della Domus Aurea, organizzato intorno alla ben nota Sala Ottagonale, è stato interessato a partire dal 2006 dall’azione del Commissario delegato per la messa in sicurezza urgente della Domus Aurea istituito con Ordinanza della Presidenza del Consiglio dei Ministri n. 3541 del 18 agosto 2006. Dopo una fase di studio e progettazione i primi interventi di consolidamento (Lotto I°) sono stati avviati nel 2010. Tali lavori, diretti dal Commissario Ing. L. Marchetti, hanno riguardato i consolidamenti delle murature verticali, di piattabande, oltre che di monitoraggi strutturali e microclimatici, concentrati nel settore orientale del monumento. Con Ordinanza PCM n. 4017 del 25 aprile 2012, il Commisariamento è cessato e tutto il monumento e con esso i fondi rimasti disponibili sono ritornati sotto la responsabilità e la gestione ordinaria della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, che nel frattempo aveva continuato ad operare nel settore occidentale, oltre che a svolgere la funzione di tutela del Monumento.
Gli interventi affidati dal Commissario, subito prima della sua cessazione, pertinenti ad un Lotto II° non sono stati sospesi, ma incrementati e sono oggi diretti da un nuovo staff di Direzione dei Lavori interno alla Soprintendenza. Va sottolineato che le problematiche conservative che si pongono sono le stesse per tutto il complesso, sia per quanto attiene agli aspetti strutturali che per la messa in sicurezza delle superfici decorate.
La prima parte dei lavori, avviati dal Commissario e proseguiti dalla Soprintendenza ha interessato la fascia al limite meridionale del quartiere orientale, dove una serie di corridoi raccordano il c.d. cortile pentagonale all’estremità est del padiglione. In particolare si è intervenuti nel corridoio n. 117, con opere di consolidamento strutturale e di risarcimento dei paramenti laterizi perduti, la cui assenza comprometteva gravemente la tenuta statica delle volte e dei muri; nel 2011 è stata messa in sicurezza la parete divisoria tra il corridoio 117 ed il c.d. cortile pentagonale: l’intervento ha interessato l’arco di scarico e la piattabanda di passaggio ed ha previsto perforazioni per l’inserimento di barre d’acciaio inox.

Arco di scarico nell’ambiente 117, lesione – Archivio SSBAR

Arco di scarico nell’ambiente 117 durante il consolidamento – Archivio SSBAR
Lo stesso tipo di materiale è stato usato per cerchiare uno dei pilastri del limite sud, che aveva perso la sua valenza strutturale e presentava ampie lesioni, rischiando di compromettere la tenuta dell’intera zona di intervento.

Pilastro con cerchiatura temporanea ambiente 117 – Archivio SSBAR
In numerosi altri ambienti sono state rimosse le concrezioni terrose localizzate in più punti dei vari vani e si è poi proceduto al consolidamento del tessuto murario cementizio, di piattabande e archi di scarico con iniezioni di idoneo materiale legante, ma anche con il ripristino delle cortine in mattoni laddove le lacune lasciate dalle asportazioni operate in antico, non garantivano più la tenuta strutturale della muratura, in rapporto al peso della volta sovrastante.

Ambiente 113 prima dell’intervento – Archivio SSBAR

Ambiente 113 durante l’intervento – Archivio SSBAR

Veduta generale ambiente 94 – Archivio SSBAR

Ambiente 94 prima dell’intervento – Archivio SSBAR

Ambiente 94 dopo l’intervento – Archivio SSBAR
Opere più complesse e delicate, tuttora in corso, ha richiesto il lungo corridoio all’estremità nord orientale (criptoportico 142) ancora interrato per tre quarti della sua altezza. Si è pertanto reputato necessario intervenire con lo scavo per rimuovere almeno una parte delle terre di riempimento abbassando lo spessore dell’interro in modo da formare dei gradoni che dal livello più alto scendono verso l’entrata del criptoportico;

Scavo a gradoni nel criptoportico 142 – Archivio SSBAR
è stato quindi possibile mettere in sicurezza il passaggio: la piattabanda infatti non aveva più i muretti di appoggio laterali che sono stati ripristinati. L’intervento in questo settore non è ancora completato.
A partire dal maggio 2012 è stato avviato il cantiere per la messa in sicurezza delle superfici decorate dell Grande Criptoportico (ambiente 92), intervento ancora in corso, curato da un team di restauratori specializzati.

Restauratrice a lavoro criptportico 92- Archivio SSBAR
Gli interventi in atto prevedono la stuccatura con malta e pozzalana delle fessurazioni, delle lacune e dei bordi nonché l’iniezione di particolari malte idrauliche in presenza di distacchi superficiali dell’intonaco, mentre nel caso di distacchi non solo della superficie pittorica, ma anche dei suoi strati di supporto dalle pareti si iniettano sostanze adesive, secondo un protocollo già sperimentato nel cantiere pilota dell’ambiente 24.
Al momento della cessazione della gestione commissariale (1 maggio 2012) sono stati avviati altri cantieri finanziati con i fondi disponibili dell’ex- Commissariamento, pertinenti al II° Lotto, che prevedono azioni di controllo delle volte, messa in sicurezza degli apparati decorativi e consolidamenti strutturali. Essi riguardano i seguenti ambiti: nel quartiere orientale un gruppo di sale che si affacciavano sul cortile c.d. pentagonale (ambienti 88, 89, 90 e 91), mentre nel quartiere occidentale i vani 39, 40, 41 e 42.

Esempio di muratura spogliata dal paramento laterizio – Archivio SSBAR

Esempio di muratura spogliata dal paramento laterizio - Archivio SSBAR

