Quartiere Occidentale: Sala della Volta Rossa

Sono stati recentemente completati gli interventi di messa in sicurezza nell’ambiente n. 33, la Sala della Volta Rossa.

Localizzazione Sala della Volta Rossa, n°33 – Archivio SSBAR

Localizzazione Sala della Volta Rossa, n°33 – Archivio SSBAR

In questo ambiente si conserva, principalmente sulla volta, una ricchissima decorazione; oltre alle stesure pittoriche, sulle pareti sono evidenziati anche parte degli strati preparatori dei sectilia perduti, che in origine rivestivano la Sala fino ad un’altezza di 4 metri ca.

Rilievo ambiente 33 - Archivio SSBAR, Rielaborazione grafica M.R. Acetoso

Rilievo ambiente 33 – Archivio SSBAR, Rielaborazione grafica M.R. Acetoso

La decorazione pittorica appare offuscata in vaste zone da annerimenti dovuti sia  alla deposizione di nero fumo, che all’alterazione dei pigmenti utilizzati.

I dipinti sono inoltre disomogeneamente ricoperti da consistenti stratificazioni di concrezioni calcaree, che si sono formate nel corso del tempo a causa del continuo percolamento e stillicidio dell’acqua. Analogamente a quanto accade in molti ambienti della Domus, infatti, anche nella Sala della Volta Rossa l’acqua non penetra soltanto in occasione di precipitazioni atmosferiche, entrando direttamente attraverso le aperture presenti – in questo caso un foro del diametro di un metro circa, praticato in epoca moderna nella sommità della volta – ma, anche in seguito all’esaurimento delle piogge, l’acqua che ha impregnato il terrapieno che sormonta la Domus, continua a filtrare attraverso le discontinuità presenti nella struttura muraria e tra questa e gli strati costituenti la decorazione.

Apertura circolare - Archivio SSBAR

Apertura circolare – Archivio SSBAR

Formazioni calcaree che evidenziano il percolamento delle acque - Archivio SSBAR

Formazioni calcaree che evidenziano il percolamento delle acque – Archivio SSBAR

Formazioni calcaree che evidenziano il percolamento delle acque - Archivio SSBAR

Formazioni calcaree che evidenziano il percolamento delle acque – Archivio SSBAR

Formazioni calcaree che evidenziano il percolamento delle acque - Archivio SSBAR

Formazioni calcaree che evidenziano il percolamento delle acque – Archivio SSBAR

Le oscillazioni di temperatura e di umidità, insieme alla presenza di flussi d’aria, talora consistenti, favoriscono l’evaporazione dell’acqua presente nella struttura, con la conseguente formazione di efflorescenze saline, di veli carbonatici e di incrostazioni che evidenziano le vie del percolamento, con accrescimenti che in alcuni punti  superano i 2 cm di spessore.

Efflorescenze saline pellicola pittorica - Archivio SSBAR

Efflorescenze saline pellicola pittorica – Archivio SSBAR

Efflorescenze saline e sollevamenti della pellicola pittorica - Archivio SSBAR

Efflorescenze saline e sollevamenti della pellicola pittorica – Archivio SSBAR

In corrispondenza dei fasci di luce, inoltre, la presenza dell’acqua e di residui terrosi ha favorito lo sviluppo di fenomeni di biodeterioramento a carico sia dell’apparato decorativo che della struttura muraria.

Particolare dei depositi terrosi in prossimità dell’apertura sulla sommità della volta - Archivio SSBA

Particolare dei depositi terrosi in prossimità dell’apertura sulla sommità della volta – Archivio SSBA

GLI INTERVENTI

La verifica delle situazioni di rischio strutturale ha interessato in particolar modo l’analisi dello stato di conservazione della volta, al fine di determinare l’eventuale presenza di segni evidenti di sofferenza. La verifica effettuata su tutta la superficie ha mostrato la presenza di due situazioni che hanno richiesto un approfondimento:

  • la presenza del foro sopra ricordato, del diametro di circa un metro e posto in prossimità della parete absidata. Tale foro non solo costituisce un punto di ingresso preferenziale per l’acqua dal sovrastante giardino, ma rappresenta anche un punto di discontinuità strutturale della volta con rischio di locali allentamenti e quindi di distacchi.
  • la presenza di una vasta lacuna sulla decorazione pittorica della volta, segno di un esteso crollo avvenuto in epoca passata.

Il primo problema è stato affrontato rimandando la chiusura del foro al momento in cui sarà più chiaro l’assetto da predisporre all’estradosso delle volte per garantire un adeguato sistema di smaltimento delle acque meteoriche: occorre infatti sottolineare come, se dal punto di vista squisitamente strutturale, un intervento di ricomposizione della continuità strutturale attraverso la ricostruzione localizzata sarebbe stata assolutamente auspicabile, le particolari condizioni nel monumento hanno indotto a privilegiare la tamponatura del lucernario, in modo da realizzare una stabilizzazione del microclima senza tuttavia correre il rischio che si possa verificare, a seguito della chiusura, un accumulo di acqua nel terreno sovrastante.

Il secondo problema è stato invece affrontato effettuando indagini endoscopiche in corrispondenza della lacuna sulla decorazione pittorica. Tale verifica ha consentito di accertare che, nonostante il crollo parziale avvenuto in passato, la volta presenta ancora un consistente spessore,  che riesce a garantire una sufficiente resistenza della sezione residua. L’intervento quindi, è stato essenzialmente volto, come di seguito illustrato, al consolidamento superficiale, in modo da evitare future ed eventuali perdite del materiale residuo ancora in sede.

Secondo la consueta prassi operativa, adottata per tutti gli interventi che si effettuano nella Domus, sono stati eseguiti preliminarmente i rilievi  delle decorazioni e delle strutture, con la relativa campagna fotografica.

Allestite le impalcature, si è proceduto al rilevamento dello stato di conservazione strutturale e dell’apparato decorativo, con la bussatura delle superfici per l’individuazione dei distacchi.

Sulla base delle indagini diagnostiche svolte preliminarmente  è stato quindi effettuato un trattamento di disinfezione delle superfici, per l’eliminazione delle forme di biodeterioramento presenti, completato con la  rimozione meccanica della patina biologica residua, con l’impiego di tamponi in cotone e spazzolini in nylon.

L’intervento è proseguito con la rimozione di un’estesa stuccatura in cemento, applicata in epoca moderna a chiusura di una vasta lacuna presente nella decorazione della volta, in prossimità della parete di controfacciata. Questo strato di cemento, alterando la permeabilità della struttura muraria originale, determinava un notevole ristagno ed accumulo di acqua, compromettendo la conservazione delle decorazioni adiacenti.

Rimozione stesura cemento - Archivio SSBAR

Rimozione stesura cemento – Archivio SSBAR

Struttura muraria dopo la rimozione del cemento - Archivio SSBAR

Struttura muraria dopo la rimozione del cemento – Archivio SSBAR

Eliminata la dannosa stesura di cemento, è stata effettuata l’estrazione dei sali solubili, la pulitura superficiale ed il risarcimento dei difetti di coesione del supporto murario originale.

Tutti i difetti di coesione sono stati risarciti mediante ripetute impregnazioni di  dispersione di nano calce in alcool isopropilico.

Si è proceduto con il risarcimento dei difetti di adesione rilevati nella decorazione della volta e delle pareti,  tra gli strati preparatori e tra questi e la struttura muraria, come via di accesso per iniettare i consolidanti sono state sfruttate tutte le lesioni presenti, limitando all’indispensabile l’apertura di nuovi fori.

Infiltrazioni di consolidanti attraverso le lesioni presenti tra strati preparatori e struttura muraria - Archivio SSBAR

Infiltrazioni di consolidanti attraverso le lesioni presenti tra strati preparatori e struttura muraria – Archivio SSBAR

Considerata la diffusione e l’estensione dei distacchi riscontrati, si è  scelto di utilizzare un prodotto composto da una miscela di leganti idraulici e polveri inerti, con la specifica caratteristica di una  minore capacità di diffusione all’interno della muratura, in modo tale da ottenere una serie di punti di adesione al supporto murario, sufficienti a mettere in sicurezza le decorazioni, senza appesantire troppo la struttura con un’eccessiva  immissione di  consolidante.

L’intervento è stato completato con la stuccatura delle lesioni e fessurazioni presenti, con l’impiego di malte a base di calce, simili a quelle originali, per componenti, per colorazione e per dimensione degli inerti (granulometria).

Stuccatura delle lesioni - archivio SSBAR

Stuccatura delle lesioni – archivio SSBAR

Al termine delle operazioni volte a mettere in sicurezza l’apparato decorativo, è stato effettuato un ulteriore trattamento biocida, per la prevenzione dello sviluppo di fenomeni di biodeterioramento.

Particolare della decorazione pittorica - Archivio SSBAR

Particolare della decorazione pittorica – Archivio SSBAR

Particolare della decorazione pittorica - Archivio SSBAR

Particolare della decorazione pittorica – Archivio SSBAR

Intervento eseguito dalla ditta IMAR e dal restauratore Fabio Fernetti.

Collaborazione alla redazione della documentazione grafica e fotografica Arch. Maria Rita Acetoso.

Tag: , , , , , .
Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Gli autori

Maria Bartoli

Maria Bartoli

Restauratrice formata presso l’I.S.C.R. di Roma, si è occupata a lungo di conservazione di superfici dipinte, intonaci, stucchi e materiali lapidei. Funzionario della SSBAR, dal 1994 ha la responsabilità della Sezione opere musive all’interno del Settore Restauro I MNR. Nel 2010 è entrata a far parte dello staff tecnico della Domus Aurea.
Maurizio Pesce

Maurizio Pesce

Funzionario tecnico della SSBAR dal 1978. Dal 1989 fa parte dello staff della Domus Aurea ricoprendo incarichi di supporto alla Direzione e di responsabilità nella gestione degli impianti e delle manutenzioni. Ha lavorato con particolare impegno alla riapertura del monumento nel 1999. Dal 2010 ha assunto l’incarico di direzione tecnica, svolgendo un intensa attività di coordinamento, d’intesa con la direttrice della Domus Aurea, tra le imprese attive, gli operatori e lo Staff, oltre ad essere direttore dei lavori di diversi cantieri per la messa in sicurezza del monumento.
Giuseppe Carluccio

Giuseppe Carluccio

Nato nel 1955, si è laureato con il massimo dei voti nel 1978 in Ingegneria Civile Edile presso l'Università "La Sapienza". Componente a partire dal 2005 del Comitato Scientifico della “ARCo – Associazione per il Recupero del Costruito”, ha collaborato con le Università di Ancona e di Roma. Sui temi della conservazione del costruito storico ha partecipato, in qualità di docente, a vari corsi di aggiornamento. E' autore di numerose pubblicazioni internazionali sul tema degli interventi sull’edilizia storica, sul consolidamento strutturale e sul restauro dei monumenti. Dal 1979 svolge attività professionale di studio, progettazione e direzione dei lavori nell’ambito dell’edilizia storica. Tra gli interventi più significativi: Domus Tiberiana, Palazzetto dello Sport, Basilica di S.Carlo al Corso, Mercati di Traiano a Roma, Ponteggio per la Torre di Pisa, Ex Convento di S.Francesco in Velletri, Basilica e Sacro Convento di S.Francesco di Assisi.

6 commenti

  1. Sono molto felice di aver trovato questo sito. Voglio ringraziarvi per il tempo che spendete,

  2. Grazie all’articolo apparso su National Geographic ho avuto modo di individuare questo sito e i relativi documenti.
    Sono felice, oltre che orgogliosa, di questa iniziativa (trasparenza e aggiornamento) e ritengo che andrebbe maggiormente pubblicizzata.
    Questo diario sui lavori “in progress” si può leggere come un romanzo emozionante e appassionanti potrebbero diventare le “professionalità” coinvolte. Perchè non farne un bel documentario da far vedere all’estero per dimostrare le capacità e l’eccezionalità delle nostre scuole di restauro?

  3. Grazie per i complimenti che lei ci fa, sono molto importanti per tutti noi. Su indicazione dello stesso Ministro Franceschini stiamo preparando un documentario che dovrebbe andare in onda piuttosto presto. D’altra parte stiamo filmando tutte le fasi importanti del Cantiere pilota. Siamo sicuri che continuerà a seguirci.

  4. Splendido tutto,dall’oggetto ai soggetti del restauro. Su questo versante l’Italia sorprende per la serietà d’impegno e competenza degli operatori. Una consolazione forte rispetto alla decadenza generale:forse ci sono le energie almeno per arrestarla!! Buon lavoro ( e se non trovate il mecenate, appellatevi ai cives …comuni. Grazie

  5. La ringraziamo davvero molto, lei non sa quanto sia importante per noi il vostro sostegno in questo periodo così’ complicato. Stiamo lavorando per aprire una sottoscrizione semplice diretta ai cittadini che ce la stanno chiedendo. Lo facciamo anche per cercare di stabilire un rapporto di fiducia e un senso di partecipazione dei cittadini. Continui a seguirci !

  6. Ho scoperto stasera su Skyarte il restauro della Domus Aurea e l’apertura al pubblico del cantiere.Sono felicissimo. Mi complimento come italiano per la qualità e la professionalità di questo immenso e straordinario progetto. Il nostro è un Paese unico che ha la peculiarità di possedere “l’origine” di gran parte della cultura umana occidentale. Per capire la grandezza di un Paese,a parer mio, è sufficiente chiedersi : se il mio Paese non ci fosse stato, il mondo sarebbe uguale ad oggi?
    Non ho dubbi che il progetto arriverà alla fine.
    Ho vissuto da vicino il progetto della rinascita della Reggia di Venaria Reale. ovviamente neanche paragonabile a quello della Domus. Gli effetti però ed i contesti non sono e non saranno molto diversi.
    Anche per Roma, come per Torino lo è Venaria, la Domus restaurata e restituita la mondo sarà una riscoperta della grandezza della città, della sua bellezza infinita ed incomparabile. Grazie per tutto quello che fate .

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>