Il Cantiere Pilota

Questo primo mese del 2014 è caratterizzato da  un importante  nuovo intervento.

Infatti, dopo la sperimentazione già realizzata a scala ridotta, ora, al di sopra del quartiere occidentale, sta per essere impiantato su una vasta area, il “cantiere pilota”, che porterà alla realizzazione di tutte le opere previste nel  Progetto di risanamento della Domus Aurea: dallo scavo delle terre di riempimento  degli odierni giardini del Colle Oppio,  alla scoperta delle emergenze antiche con il conseguente ripristino delle strutture, fino alla posa in opera del “pacchetto tecnologico” e da ultimo con la presentazione di una innovativa  sistemazione  soprastante che continuerà ad essere un giardino , un luogo di passeggio e di svago, come gli scavi archeologici testimoniano in parte fosse anche la terrazza traianea, abbracciando il più possibile il principio della sostenibilità in modo da coniugare i benefici ambientali con quelli legati alla tutela del monumento su cui insiste.

Il cantiere pilota costituisce il passaggio dalla fase di sperimentazione a quella definitiva del progetto di risanamento della Domus Aurea, che sarà entro pochi mesi presentato pubblicamente.

L’area interessata, pari a circa mq 730, sovrasta due differenti situazioni: la galleria 20E e la galleria 20 F,che frazionano l’originario spazio aperto del peristilio occidentale,  a sud si prolunga fino a comprendere l’innesto di tali gallerie con gli ambienti neroniani nn° 29 (sala della Volta delle Civette) e 31 (sala della Volta Gialla),  mentre  a nord  arriva oltre il limite costituito dal criptoportico n 19.

La galleria 20E al centro dell’originario cortile neroniano è stata scavata agli inizi del XIX secolo, durante i lavori del De Romanis, mentre a fianco  la galleria 20F si presenta tuttora ricolma di terra.

Planimetria generale della Domus Aurea, in giallo l’area del cantiere pilota – Archivio SSBAR

Planimetria generale della Domus Aurea, in giallo l’area del cantiere pilota – Archivio SSBAR

La scelta di tale area è stata dettata dalla necessità di dover intervenire con opere di risanamento strutturale sulla volta della galleria 20E, che presentava una grave lesione in corrispondenza del lucernaio moderno.

Lucernaio moderno sul Colle Oppio - Archivio SSBAR

Lucernaio moderno sul Colle Oppio – Archivio SSBAR

Fase di demolizione del lucernaio moderno - Archivio SSBAR

Fase di demolizione del lucernaio moderno – Archivio SSBAR

Bisognava dunque innanzitutto asportare le terre di riempimento sovrastanti, con l’apertura del saggio E, per arrivare ad esporre la superficie estradossale della volta,  consentire  la demolizione del lucernario, l’ elaborazione del progetto di risanamento strutturale e i lavori di risarcitura della volta , tuttora in corso.

Particolare planimetrico con l'evidenziazione dei saggi di scavo - Archivio SSBAR

Particolare planimetrico con l’evidenziazione dei saggi di scavo – Archivio SSBAR

Una serie di indagini archeologiche aveva già interessato l’area nel corso del 2013: al di sopra della galleria in particolare i saggi Q, S e la parte meridionale di E hanno evidenziato la presenza del massetto in cementizio che costituisce il piano della terrazza delle terme traianee, in leggera pendenza da nord verso sud. Come si può osservare nella foto, è stato messa a nudo la consistente lacuna al centro della volta della galleria, che aveva determinato la costruzione del lucernaio.

Saggio di scavo E - Archivio SSBAR

Saggio di scavo E – Archivio SSBAR

Ai limiti settentrionali e meridionali delle due gallerie 20 E e 20 F e quindi parzialmente al di sopra degli ambienti neroniani son stati rinvenuti invece  strutture e livelli riferibili all’età neroniana: la metà del saggio E infatti offre alla vista la copertura del corridoio neroniano (criptoportico 19) che conferma la presenza della sistemazione a terrazza con spallette laterali e lucernai, già riscontrata nei saggi F e G.

Capannone sopra al saggio E - Archivio SSBAR

Capannone sopra al saggio E – Archivio SSBAR

Altre opere preliminari all’allestimento del cantiere pilota hanno previsto la sistemazione dell’area con la conseguente eliminazione dei pali della luce e, previa autorizzazione paesaggistica del dipartimento di Tutela Ambientale e del Verde- Protezione Civile e della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per il Comune di Roma, l’abbattimento di quattro elementi vegetali: due ceppaie, una di alloro e una di robinia, un esemplare di robinia e uno di alloro rinati da ceppaie ceduate in precedenza e ammalorati come si rileva dalle analisi redatte  dai tecnici preposti.

Si è poi installato un capannone con la duplice funzione di permettere il regolare svolgimento dei lavori  indipendentemente dalle variazioni metereologiche della stagione invernale e  soprattutto di garantire costanti il più possibile i parametri microclimatici all’interno degli ambienti sottostanti. L’andamento della situazione microclimatica sarà monitorato sia all’esterno che all’interno del monumento.

Cavità con colonia di termiti - Archivio SSBAR

Cavità con colonia di termiti – Archivio SSBAR

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