Uno sguardo dentro il capannone, il nuovo giardino sta nascendo

Sono giorni di pioggia e freddo, il grande capannone poggiato a coprire circa 800 mq del Parco del Colle Oppio colpisce per la sua grandezza e per la sua solidità, sembra un luogo inattaccabile dalle intemperie. E lo è.

Dentro, i lavori per il risanamento del complesso monumentale della Domus Aurea fervono. E’ il cantiere pilota: il primo lotto dei ventidue previsti. L’atmosfera interna è monitorata e regolata per mantenere costanti i livelli di temperatura e umidità della parte ipogea che ricopre, ed evitare, durante i lavori, qualsiasi alterazione che potrebbe causare pericoli per la buona conservazione degli stucchi e degli affreschi. La fase dei lavori è molto avanzata. Si sono conclusi lo scavo, le indagini archeologiche, i rilievi e si è passati alla messa in opera del sistema integrato per la protezione del manufatto archeologico  sottostante.

Il capannone del cantiere pilota - archivio SOPRINTENDENZA

Il capannone del cantiere pilota – archivio SOPRINTENDENZA

Il capannone del cantiere pilota durante lo scavo - archivio SOPRINTENDENZA

Il capannone del cantiere pilota durante lo scavo – archivio SOPRINTENDENZA

Si è scavato per circa 2,00 metri di profondita’ (in quest’area lo spessore del terreno sopra il manufatto archeologico è meno spesso che in altre aree dove arriva fino a 4 metri), eliminando la terra di riporto del giardino attuale, scendendo sotto la quota degli anni ‘30 del secolo scorso, riportando alla luce le tracce delle antiche vigne settecentesche; infine sono emersi il massetto traianeo e gli estradossi delle volte che coprono i grandi ambienti e si è provveduto al risanamento delle lesioni. Tutto questo merita un approfondimento di cui ha già dato notizia la Dott. Ida Sciortino.

Il peso della terra gravante attualmente sul manufatto archeologico si aggira, per difetto, sui 2.500/3.000 kg/mq senza contare il peso delle alberature che può variare significativamente a seconda della specie e della grandezza dell’esemplare vegetale. L’alloro che è stato abbattuto per poter procedere ai lavori pesava c.a. 15 ql., il grande Pino roxbourgii al centro del giardino e che sovrasta una delle più belle sale della dimora di Nerone, il ninfeo di Ulisse e Polifemo,  pesa c.a. 50 ql.  E’ difficile comprendere quanto sia allarmante questa situazione per chi non abbia visitato la Domus Aurea e, prima di entrare, non abbia alzato gli occhi sopra i fornici di ingresso delle gallerie e visto svettare alcune delle alberature del parco sovrastante. Ma chi lo facesse, anche se dotato di scarsa osservazione,  non potrebbe non rimanere colpito dalla esiguità dello strato terroso dove si impiantano alberature così grandi.

Alberature sopra la Domus Aurea - archivio SOPRINTENDENZA

Alberature sopra la Domus Aurea – archivio SOPRINTENDENZA

Alberature sopra la Domus Aurea - archivio SOPRINTENDENZA

Alberature sopra la Domus Aurea – archivio SOPRINTENDENZA

La situazione è ben illustrata dalle foto in scala 1/1, ovvero a grandezza reale, che pannellano una parete della grande teca posta in una degli ambienti radiali della sala ottagona.  Sono foto scattate man mano durante lo scavo e poi montate al pc, la barra metrica laterale indica lo spessore di ogni strato storico significativo. All’interno della teca (è una struttura in acciaio e vetro concepita come una sezione di m.1,50x 1,15 h. 3,00), su un piano quota 0 che rappresenta il livello antico, è stato posizionato uno spaccato del sistema integrato di protezione in cui si possono individuare, e toccare realmente con mano, tutti gli strati per la coibentazione, il drenaggio e il monitoraggio: dal nuovo leggero massetto in perlite e calce studiato per la risarcitura di quello antico, fino all’erba, vera, del giardino sostenibile.  Sul pannello di fondo è indicato il peso del nuovo giardino: 750 Kg/mq

Il confronto tra lo stato attuale e quello futuro è immediato.

E immediata anche la comprensione che il progetto di risanamento nel suo complesso è un unicum, un sistema funzionale i cui vari componenti garantiscono l’operatività e l’efficienza della struttura.

 I lavori al livello attuale - archivio SOPRINTENDENZA

I lavori al livello attuale – archivio SOPRINTENDENZA

La freccia indica il livello di sovrapposizione degli strati a cui, a oggi, si è arrivati:  il terreno di coltivo, che ha la duplice funzione di ulteriore coibentante termico e letto per le piantagioni a verde del nuovo parco previsto a compensazione, e non solo, dell’attuale.

Il Parco presente oggi sulla terrazza traianea, così tristemente depauperato e offeso negli ultimi anni tanto da non poter più essere fruibile dalle persone del quartiere, è una parte ( mq 16.000), del grande parco impiantato sul Colle Oppio nel 1936 e che può quindi definirsi senza alcun dubbio storico. Costituisce una importante valenza ecologica, sociale e ambientale all’interno dell’area urbana centrale. Ne parlerò nel prossimo articolo analizzando la storia e la vegetazione ancora presente.

Perimetro dell’area di progetto- archivio SOPRINTENDENZA

Perimetro dell’area di progetto- archivio SOPRINTENDENZA

Planimetria generale del progetto con evidenziata l’area d’intervento - archivio SOPRINTENDENZA

Planimetria generale del progetto con evidenziata l’area d’intervento – archivio SOPRINTENDENZA

Stralcio planimetrico della parte del giardino cantierizzata - archivio SOPRINTENDENZA

Stralcio planimetrico della parte del giardino cantierizzata – archivio SOPRINTENDENZA

La nuova sistemazione a verde dell’area posta sopra il complesso monumentale ipogeo della Domus Aurea prevede quindi una importante modifica dell’attuale impianto, ma la sua vocazione d’uso resterà immutata. La terrazza traianea continuerà a essere un giardino, un luogo di passeggio e di svago, preminente carattere funzionale già proprio delle aree esterne che circondavano i grandi impianti termali di Roma antica, come è chiaramente testimoniato dai dati archeologici anche per le Terme di Traiano.  Il progetto del nuovo giardino abbraccia il più possibile il principio della sostenibilità in modo da coniugare i benefici legati alla tutela del monumento su cui insiste con quelli ambientali.  Parlare di sostenibilità è fondamentale quando ci si pone di fronte alla progettazione di un parco in un ambito pubblico di cui si deve necessariamente analizzare la dimensione sociale, economica e gestionale e ancor più quando questo racchiude in sé una pluralità di relazioni con la storia del luogo che non possono essere obliterate. E’ in questa luce che la bilancia costi e benefici è stata calibrata e si è avuto il coraggio di intraprendere la strada dolorosa ma obbligata che, per permettere l’impermeabilizzazione e la coibentazione della terrazza superiore, prevede l’inevitabile rimozione di tutta la terra e degli alberi che con il loro peso e con l’infiltrazione delle radici nei manufatti confliggono con la possibilità di salvaguardare la Domus Aurea e tramandare alle generazioni future il magnifico patrimonio artistico che racchiude.

Il nuovo parco non potrà avvalersi dunque del forte valore estetico-paesaggistico dato dalla presenza delle grandi alberature, per non incorrere negli errori del passato più prossimo; suggerirà, invece, attraverso dei segni di superficie, un piano di lettura dell’area archeologica che lo sorregge e lo condiziona, trasformando il limite in Genius loci.

La parte interessata dal cantiere pilota presenta una parte di quello che abbiamo chiamato “il giardino rettangolare”: il giardino che per le sue linee e fioriture ricorderà le indicazioni sul giardino romano, suddiviso geometricamente da un asse centrale e da viali rettilinei, sedili, vasi, fontane, euripi (canali), che ci hanno trasmesso le rappresentazioni pittoriche o i testi antichi. Lucio Giunio Moderato Columella, scrittore latino del I sec. D.C., nel suo “L’ARTE DELL’AGRICOLTURA E LIBRO SUGLI ALBERI” parlando della forma del giardino  dice: “aiole segnando per dritti sentieri, in traverso per ordine ancora divida con piccoli viottoli ognuna.”,  Plinio il Giovane nella lettera (Ep. II, XVII)  all’amico Gallo descrive la sua villa Laurentina ricca di rosmarino, rose, bulbose e pergolati.

La sistemazione presenterà quindi i percorsi geometrici, la vaseria e le aree fiorite  che ripropongono “ i fior variopinti, le stelle terrestri” presenti fin dall’antichità.

Al centro del giardino, che riprende le dimensioni del cortile dell’impianto neroniano, le fioriture azzurre confinate negli spicchi di acciaio cor-ten leggermente emergenti dal piano di calpestio, suggeriscono emotivamente la presenza di una fontana i cui resti archeologici sono ancora presenti nell’area ipogea della Domus Aurea.

Gli elementi-contenitore in acciaio cor-ten, leggeri e di lunghissima durata, permettono di ovviare a qualsiasi interferenza radicale al di sotto della profondità prevista, e di poter effettuare tutti quegli interventi giardinieri necessari alla sopravvivenza delle piante in così poca terra senza il pericolo di arrecare danno o alterazione al pacchetto tecnologico sottostante.

Fioriere in corten e indicazione delle fioriture - archivio SOPRINTENDENZA

Fioriere in corten e indicazione delle fioriture – archivio SOPRINTENDENZA

Nella  scelta della vegetazione per le piantagioni del nuovo parco si è tenuto presente lo sviluppo e il vigore degli apparati radicali orientandosi su:

  • Piante annuali o biennali con ridotto sviluppo radicale
  • Piante arbustive perenni con ridotto sviluppo radicale sistemate in vaseria
  • Tipologia delle specie tipiche dell’areale di impianto
  • Tipologia delle specie con richiami storici con il luogo
  • Vegetazione prativa con bassa esigenza d’acqua per limitare al massimo l’irrigazione
  • Bassi costi di manutenzione ordinaria.

Inoltre il terreno prevalentemente sabbioso, che attualmente ricopre la terrazza traianea e che facilita l’infiltrazione delle acque piovane nella Domus Aurea, verrà totalmente sostituito da un nuovo strato di terreno la cui composizione favorirà la capacità di ritenzione dell’acqua e l’aumento dell’evapotraspirazione contribuendo a mantenere la regolazione del microclima cittadino, mitigando così i picchi termici estivi con una sorta di effetto di “condizionamento” naturale dell’aria, abbassando la percentuale di sostanze inquinanti quali ozono, ossidi di azoto e di zolfo, anidride carbonica, monossido di carbonio, cloro, fluoro, piombo.

Composizione del terreno prima e dopo - archivio SOPRINTENDENZA

Composizione del terreno prima e dopo – archivio SOPRINTENDENZA

Già solo nella parte del cantiere pilota saranno presenti 16 grandi piante arbustive in vaseria (agrumi e mirti) e opere di mitigazione ambientale, a compensazione del depauperamento delle alberature di cui occorre privarsi per la salvaguardia del monumento, sono previste nell’area limitrofa, in quota ribassata, in cui sono andati perduti, per patologie proprie, esemplari di palme, olivi e sugheri, di un impianto risalente agli anni 1970/1990.  Verranno inserite nuove alberature delle stesse specie, mantenendo la presenza del verde a livelli idonei per equiparare ai valori attuali la sua funzione essenziale per i benefici per la salute pubblica, intercettando il particolato atmosferico e rilasciando ossigeno.

Tracciamento degli ambiti del giardino - archivio SOPRINTENDENZA

Tracciamento degli ambiti del giardino – archivio SOPRINTENDENZA

All’interno del capannone vengono intanto sistemate le quote e definiti gli ambiti. Il tracciamento dei fili suddivide gli spazi tra parterre, canalette di smaltimento delle acque di superficie e i viali di percorrenza. I percorsi son realizzati con materiali naturali, contestualizzati con l’ambito locale  e completamente idonei anche ai diversamente abili. Sono in corso i campionamenti per la  definizione della colorazione data dalla percentuale dei componenti aggreganti,  tipo pozzolana,  e gli inerti.

Campioni per la tipologia dei percorsi - archivio SOPRINTENDENZA

Campioni per la tipologia dei percorsi – archivio SOPRINTENDENZA

Il cronoprogramma prevede l’ultimazione dei lavori del cantiere pilota entro marzo.  I tempi finora sono stati rispettati e con molta probabilità l’equinozio di primavera ci troverà pronti per presentare a tutti la prima parte del nuovo giardino sostenibile, un giardino contemporaneo nato per preservare l’antico. Ma come in tutti i giardini l’artificio delle forme create dall’uomo incontra l’immaginario, diventa quello spazio mitico, e nel contempo quotidiano, che appartiene a ciascuno di noi e alla nostra storia e ancor più in questo luogo dove la Storia e la sua tutela, sono i veri protagonisti.

Quel giorno vorremmo che ci fosse tanta gente a condividere l’emozione di un progetto che sta diventando realtà.

 “…era un giardino spazioso e bello, con morbida erba verde. Qua e là sull’erba si trovavano bei fiori come stelle, e a primavera si aprivano  delicate infiorescenze rosa e perla, e l’ autunno portava ricchi frutti…e i bambini dicevano: com’è bello qui….

(“Il principe felice e altri racconti” di Oscar Wilde)

Ecco, vorrei fosse così.

3 commenti

  1. L idea di un giardino che ricopre un monumento, ipogeo ma allo stesso tempo grande quanto 5 (se non ricordo male) campi da calcio non puo che rappresentare una bella sfida per chi ci lavora e un idea intrigante per chi “tifa” dall esterno per questo progetto. Grazie per le info che riportate sul blog, non smettete di farlo cortesemente e buona continuazione di lavori sugli altri 21 bacini !!! Giuseppe Mistritta

  2. Sabato 7 maggio 2016 ho visitato la domus aurea ed il cantiere relativo e mi sono reso conto della straordinaria bellezza della Domus e del grandissimo lavoro che si sta compiendo. La nostra guida e’ stata bravissima sia per la competenza nelle spiegazioni ma anche per la grande passione che ci ha trasmesso. Volevo fare i complimenti a tutti, ringraziare tutte le persone che ci lavorano e chiedervi, se possibile, di continuare a divulgare ancora con più forza questo bellissimo lavoro. Un orgoglioso romano moderno.

  3. sono stato a vedere il cantiere della domus oltre le donazioni, vorrei sapere i lotti per la copertura del giardino quanti ne sono partiti ( 1 completato quello pilota di 800 mq)

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