Ambiente 41 – Intervento di stacco degli intonaci della volta

Dopo una serie di prove preliminari, il 17 e 18 gennaio 2014 si è realizzato lo stacco degli intonaci del versante Nord della volta. Nei giorni immediatamente successivi, sfortunatamente, è stato necessario interrompere tutte le lavorazioni in corso all’interno della Domus poiché a Roma si sono registrate ingenti precipitazioni atmosferiche che hanno provocato l’ingresso di grandi quantità di acqua all’interno del monumento, in particolare nella zona degli Ambienti 41 e 44b, dove erano stati depositati i settori staccati dalla porzione Nord della volta.

Prima della forzata interruzione, i dipinti situati nella porzione Sud erano già stati preparati per il distacco, mediante l’applicazione di garze impregnate di Paraloid

Velatura con paraloid - archivio SOPRINTENDENZA

Velatura con paraloid – archivio SOPRINTENDENZA

Siglatura delle sezioni - archivio SOPRINTENDENZA

Siglatura delle sezioni – archivio SOPRINTENDENZA

Sezioni di taglio - archivio SOPRINTENDENZA

Sezioni di taglio – archivio SOPRINTENDENZA

e, in questa circostanza, la resina delle velature ha agito da barriera al passaggio dell’acqua piovana che, impregnando il terrapieno sovrastantela Domus, si è insinuata attraverso le discontinuità della struttura, con conseguente sovraccarico di acqua negli intonaci e negli strati preparatori. Fortunatamente le fitte puntellature hanno garantito la tenuta complessiva. Per molti giorni non è stato possibile accedere al cantiere per evidenti ragioni di sicurezza e il primo sopralluogo si è potuto compiere solo il 4 marzo, quando l’emergenza era infine superata. Entrati nell’Ambiente 41 si è potuta constatare la perfetta tenuta dei puntelli; per contro si è, purtroppo, rilevato che nel vano 44b si era distaccata una piccola porzione del conglomerato costituente la volta. Il frammento, nonostante le sue ridotte dimensioni, cadendo da oltre 10 metridi altezza, aveva colpito due sezioni distaccate dal lato Nord, danneggiando parte degli intonaci. In seguito a ciò, il 6 marzo tutte le sezioni distaccate e tutte le strutture di controforma sono state trasferite nell’adiacente vano 44a, la cui volta non presenta problemi statici. Parallelamente a questo, l’Impresa edile provvedeva ad intensificare ulteriormente i puntelli nel vano 41, innalzando così il livello di sicurezza per gli operatori e per le opere, ma rendendo in tal modo davvero ardua la realizzazione della controforma, come ben dimostrano le immagini.

Costruzione controforma volta 1 - archivio SOPRINTENDENZA

Costruzione controforma volta 1 – archivio SOPRINTENDENZA

Costruzione della controforma della volta 2 - archivio SOPRINTENDENZA

Costruzione della controforma della volta 2 – archivio SOPRINTENDENZA

Controforma rimontata a terra - archivio SOPRINTENDENZA

Controforma rimontata a terra – archivio SOPRINTENDENZA

Il  14 e 15 marzo si poteva finalmente procedere con lo stacco dei dipinti dal versante Sud e con il trasporto a terra delle sezioni, che risultavano molto appesantite dalla notevole quantità di acqua accumulata.

Puntellamento - archivio SOPRINTENDENZA

Puntellamento – archivio SOPRINTENDENZA

Taglio dell'intonaco - archivio SOPRINTENDENZA

Taglio dell’intonaco – archivio SOPRINTENDENZA

Stratigrafia intonaco - archivio SOPRINTENDENZA

Stratigrafia intonaco – archivio SOPRINTENDENZA

Cominciava così la seconda fase delle lavorazioni. Il retro degli intonaci veniva ripulito e consolidato con acqua di calce idraulica naturale (Rabot NHL5).

Pulitura del retro - archivio SOPRINTENDENZA

Pulitura del retro – archivio SOPRINTENDENZA

Consolidamento del retro con calce idraulica - archivio SOPRINTENDENZA

Consolidamento del retro con calce idraulica – archivio SOPRINTENDENZA

Sempre con la stessa calce si realizzava uno strato di rinforzo, dello spessore di circa due centimetri, armato con tessuto in fibra di vetro rivestita, con luce 10 x10 millimetri.

Settori rinforzati con malta e rete in fibra - archivio SOPRINTENDENZA

Settori rinforzati con malta e rete in fibra – archivio SOPRINTENDENZA

L’intervento di consolidamento con la malta si concludeva il 3 aprile.

Questa fase dell’intervento ha richiesto un lungo tempo di attesa (40 giorni ca.) perché le malte di consolidamento facessero presa, dato che l’evaporazione dell’acqua in eccesso è avvenuta in un ambiente pressoché saturo di umidità ed è  stato addirittura necessario tamponare di tanto in tanto l’essudato con spugne.

Nel frattempo si realizzavano i telaietti di controforma sul retro delle sezioni, per poter procedere finalmente al ribaltamento dei primi pannelli il giorno 8 maggio.

Costruzione controtelaio - archivio SOPRINTENDENZA

Costruzione controtelaio – archivio SOPRINTENDENZA

Settori staccati con controtelai - archivio SOPRINTENDENZA

Settori staccati con controtelai – archivio SOPRINTENDENZA

Telaio - intonaco - controtelaio settore N1 - archivio SOPRINTENDENZA

Telaio – intonaco – controtelaio settore N1 – archivio SOPRINTENDENZA

In vista della rimozione delle velature dagli intonaci, per non perdere le informazioni segnate su di esse, tutti i riferimenti sono stati riportati su fogli di politene.

Grafico dei segni di montaggio - archivio SOPRINTENDENZA

Grafico dei segni di montaggio – archivio SOPRINTENDENZA

Si potevano così finalmente rimuovere le garze con impacchi estrattivi di silice micronizzata imbevuta di acetone e, sempre con acetone, si accelerava la rimozione del ciclododecano, favorendone la sublimazione con la veloce evaporazione del solvente; tale operazione si è protratta  per tutto il mese di maggio.

Svelatura 1 - archivio SOPRINTENDENZA

Svelatura 1 – archivio SOPRINTENDENZA

Svelatura 2 - archivio SOPRINTENDENZA

Svelatura 2 – archivio SOPRINTENDENZA

Svelatura 3- archivio SOPRINTENDENZA

Svelatura 3- archivio SOPRINTENDENZA

Si è così tornati a vedere la superficie degli intonaci

Oro sotto ciclododecano - archivio SOPRINTENDENZA

Oro sotto ciclododecano – archivio SOPRINTENDENZA

e finalmente si è potuto procedere al completamento del consolidamento con nanocalce, a questo punto in favore di gravità, concludendo l’intervento il 18 giugno con la realizzazione dei grafici 1:1 su foglio di politene, completi di tutti i riferimenti necessari per la progettazione di un nuovo supporto.

Allo stesso tempo nell’Ambiente 41 sono stati velati i bordi degli intonaci rimasti in situ e si sono messe in sicurezza alcune zone pericolanti delle lunette. L’Impresa edile, infine, completava la messa in sicurezza dell’ambiente con la puntellatura delle porzioni della volta nelle quali si trovavano gli intonaci prima del loro distacco.

Non è facile oggi, “a tavolino”, trasporre sulla carta le emozioni provate nello svolgimento di questo intervento, nell’intento di condividere le esperienze vissute, con tutte le difficoltà incontrate nell’eseguire operazioni delicatissime in condizioni ambientali di temperatura e umidità che è lecito definire estreme, muovendosi su di un ponteggio tra una fitta selva di pali di puntellatura; certamente le immagini scattate sul ponteggio parlano più direttamente.

L’intervento svolto, sperimentale già solo per l’uso dei materiali e per le soluzioni tecniche adottate, ha permesso il recupero di intonaci destinati altrimenti alla distruzione, e il successo dell’operazione ha consentito di poter procedere, ora efficacemente, al recupero strutturale della volta. Oggi è stato realizzato un intervento di emergenza, rimuovendo quanto pericolante, ma l’Ambiente 41 richiederà ancora molto altro lavoro per poter vedere nuovamente gli intonaci al loro posto, a oltre dieci metri di altezza.

Intervento effettuato dalla ditta DART di Alessandro Danesi e Silvia Gambardella.

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L'autrice

Maria Bartoli

Maria Bartoli

Restauratrice formata presso l’I.S.C.R. di Roma, si è occupata a lungo di conservazione di superfici dipinte, intonaci, stucchi e materiali lapidei. Funzionario della SSBAR, dal 1994 ha la responsabilità della Sezione opere musive all’interno del Settore Restauro I MNR. Nel 2010 è entrata a far parte dello staff tecnico della Domus Aurea.

3 commenti

  1. Gentile dott.ssa Bartoli leggendo l’articolo molto interessante per le sperimentazioni adottate ero curiosa di sapere se fosse stato applicato il ciclodedano nella versione spray.
    Complimenti alla ditta DART per il lavoro svolto.
    T.I.

  2. Per ottenere un isolamento efficace è stato utilizzato sia il ciclododecano spray che quello solubilizzato e applicato a pennello; in questo modo si è ottenuto uno strato non permeabile da parte della resina successivamente impiegata per la velatura dei dipinti.

  3. ho seguito attentamente la descrizione dello intervento e mi sono commosso al vedere che esistono ancora persone cosi’ attaccate a certi lavori difficili, disagiati, di responsabilita’ e di esito incerto, che possono essere motivate solo da passione per la bellezza e da un senso di sfida, che solo un artigiano capisce, per la riuscita di una opera cosi’ difficile.
    Sarei lieto di ammirare l’opera finita.

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