Domus Aurea – Aggiornamenti agosto 2016

Gentili e appassionati lettori del blog,

sono particolarmente lieto di annunciare, a nome di tutto lo staff della Domus Aurea (e peraltro in risposta ad alcuni quesiti che ci sono stati recentemente posti), l’imminente avvio dei lavori per la realizzazione del secondo lotto funzionale del Sistema Integrato di Protezione al piano del Colle Oppio. Si tratta del bacino nr. 4, posto immediatamente a Est del nr. 3 (c.d. cantiere pilota inaugurato ad aprile 2015), il secondo dei 22 previsti su una superficie di m2 16.000 circa. Adeguatamente progettato a livello esecutivo dallo stesso staff della Domus, l’intervento è stato messo a gara tra aprile e maggio 2016 con Procedura negoziata senza previa pubblicazione, per un importo complessivo di € 995.753,08 e con criterio di aggiudicazione rappresentato dal prezzo più basso mediante ribasso sull’elenco prezzi posto a base di gara. Aggiudicataria dei lavori è risultata la Ditta Blasi srl di Roma, cui è stato ora consegnato il relativo cantiere di competenza e che è già all’opera in vista dell’inizio delle attività vere e proprie – a settembre prossimo – per la costruzione del nuovo capannone, lo scavo archeologico stratigrafico in corrispondenza delle gallerie traianee 20G, 20H e 20K e, in parte, del criptoportico 19 della Domus Aurea, fino alla conclusiva sistemazione del SIP e del giardino soprastante.

Per quanto riguarda le ragioni in base alle quali si è stabilito di proseguire la realizzazione del Sistema Integrato di Protezione della Domus Aurea con il bacino nr. 4, esse possono essere schematicamente riassunte come segue:

  •  l’intervento su un’area contigua a quella del bacino nr. 3 rappresenta una soluzione migliore, perché maggiormente indicativa e rappresentativa delle future condizioni del giardino sostenibile in termini igrometrici (i dati rilevati saranno quindi maggiormente attendibili, anche in considerazione della variazione apportata alla tipologia di alcuni materiali all’interno del SIP);
  • per i servizi al contorno (fogne e irrigazione) sarà possibile utilizzare ed estendere quelli già realizzati per il bacino nr. 3;
  • come per il punto precedente, anche l’organizzazione del cantiere in termini di accessi, zone di stoccaggio, zone di manovra ecc., costituisce una condizione favorevole e di facilitazione dell’intervento previsto;
  • l’intervento sul bacino nr. 4 consentirà inoltre di indagare e intervenire sui fenomeni infiltrativi in particolare in corrispondenza dell’ambiente 37 e della galleria 20K.

La progettazione e imminente realizzazione del bacino nr. 4 non è evidentemente il solo fronte su cui l’intero Staff della Domus Aurea ha lavorato nel corso dell’ultimo anno (a partire cioè da settembre 2015). Parallelamente ci si è infatti concentrati anche sul progetto esecutivo (ancorché non finanziato) dei bacini nr. 5 e nr. 6, ormai in dirittura di arrivo e di cui daremo dettagliatamente conto nelle prossime comunicazioni sul blog, e su una serie di interventi di consolidamento e messa in sicurezza sia delle strutture murarie che delle superficie pittoriche all’interno del monumento, propedeutici proprio alla realizzazione dei due nuovi citati bacini. Si tratta in particolare degli interventi sugli ambienti 44, 44b, 45, 47, 48, 49, 50, 53, 54, 55 (grazie a € 1.449.220 di fondi CIPE 2015), che verranno presto mandati in gara, e di quelli nell’area del Ninfeo di Polifemo e della Volta Dorata (€ 500.000 di fondi ordinari della Soprintendenza), in corso di progettazione.

Planimetria generale - agosto 2016 - archivio Soprintendenza

Planimetria generale – agosto 2016 – archivio Soprintendenza

Da segnalare ancora la prosecuzione dei lavori per la realizzazione del c.d. tappeto drenante al piano del Colle Oppio sovrastante la Domus e le gallerie traianee, effettuati tra il 2015 e il 2016 e per i quali si rimanda all’ultimo contributo sul blog dell’Ing. Angeloro, e di quelli di restauro e messa in sicurezza già avviati all’interno del monumento negli ambienti da 58 a 62, i quali hanno peraltro consentito di indagare alcuni interessantissimi livelli e contesti monumentali di epoca precedente la costruzione della Domus Aurea, di cui daremo presto notizia con i colleghi Elisabetta Segala e Giovanni Ricci.

Infine, a complemento delle attività di tutela, conservazione e restauro (oltre che di ricerca) svolte nella e sulla Domus, non stiamo nemmeno disdegnando l’ideazione di una nuova serie di interventi di valorizzazione e miglior fruibilità dei suoi meravigliosi ambienti, in origine interamente affrescati e lastricati in marmo, grazie al contributo che il collega Arch. Stefano Borghini sta dando in termini di restituzione virtuale e multimediale degli stessi. Ma su questo avremo modo di tornare nelle prossime comunicazioni.

In conclusione, il lavoro che ci attende nei prossimi mesi e anni alla Domus Aurea è certamente lungo, complesso e faticoso, ma siamo tutti ben consci che per la salvaguardia e il definitivo restauro del monumento in ogni sua parte (strutturale, compositiva e decorativa), non possono esservi interruzioni o rallentamenti di sorta. Né nelle attività di verifica, monitoraggio e progettazione degli interventi, né, soprattutto, nell’erogazione dei fondi necessari. Ed è per questo che continuiamo a confidare nel finanziamento di ben 13 milioni di euro annunciato dall’On. Ministro Dario Franceschini a dicembre 2015 e negli altri imprescindibili fondi utili alla prosecuzione e al completamento dei lavori.

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L'autore

Alessandro D’Alessio

Alessandro D’Alessio

Responsabile scientifico della Domus Aurea dal giugno 2015. Funzionario Archeologo della Soprintendenza Speciale per il Colosseo, il Museo Nazionale Romano e l’Area Archeologica di Roma, in servizio presso il MiBACT dal 2010. Già Direttore del Museo Nazionale Archeologico della Sibaritide e Responsabile dell’Ufficio Territoriale per la tutela della Sibaritide e Valle Crati (Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria) fino al 2015, è docente di “Architettura e Urbanistica del Mondo Romano” presso la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici di Matera (Università degli Studi della Basilicata). Ha conseguito l’Abilitazione Scientifica Nazionale all’insegnamento universitario 10/A1 nel ruolo di Professore Associato. Esperto, in particolare, di architettura e tecnica edilizia romana, è autore di articoli e pubblicazioni scientifiche anche nei campi della topografia ed epigrafia. Ha condotto scavi e progetti di ricerca in Italia (Roma, Lazio, Basilicata, Calabria, Puglia) e all’estero (Tunisia, Turchia), e curato l’allestimento di musei e spazi espositivi.

Un commento

  1. Buongiono,

    grazie mille per questo resoconto, l ho trovato molto interessante e completo. Speriamo bene per la Domus e per il suo nuovo giardino. Mi chiedevo, qual e´ il numero minimo di bacini completati, sul totale di 22, che permetterebbe di rendere il giardino visitabile e aperto al pubblico? Una apertura parziale col conseguente impatto positivo su istituzioni e pubblico potrebbe forse accelerare lo stanziamento dei fondi necessari al completamento di tutta l´ opera. Grazie ancora. Cordiali saluti Giuseppe Mistritta

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