Terminati i lavori del tappeto drenante per la Domus Aurea

I lavori di risanamento della parte superiore della Domus Aurea, previsti dal progetto definitivo presentato nella conferenza stampa del 18 giugno 2014, avanzano con tempi più lunghi di quelli ipotizzati.
Il progetto prevede un intervento, sulla parte del giardino del Colle Oppio di circa 16.000 mq, articolato in 22 bacini, ciascuno di circa 800 mq, che da un punto di vista idraulico e costruttivo hanno una funzionalità autonoma. Allo stato attuale è stato realizzato il bacino pilota nr. 3 e sono stati appena consegnati i lavori per la realizzazione dell’adiacente bacino n. 4, mentre esiste già il progetto esecutivo dei bacini nn. 5 e 6.
Anche se i finanziamenti fossero immediati, come si spera, ci vorranno molti anni per il completamento dell’intero intervento di risanamento della parte superiore. All’aumentare dei tempi di realizzazione aumenta la probabilità di verificarsi di eventi meteorici con intensità di precipitazioni più elevate. Pertanto si è ritenuto opportuno, anche al fine di non perdere i miglioramenti ottenuti con i lavori di consolidamento interno, di operare un intervento rapido ed economico in grado di limitare i fenomeni di infiltrazione d’acqua, che sono la principale causa di danneggiamento del monumento.
Un primo intervento per raccogliere le acque zenitali è stato realizzato alla fine del 2014 ed è illustrato nell’articolo “Un tappeto drenante per la Domus Aurea” [link]. Su di esso vengono eseguiti continui monitoraggi, i quali hanno dato riscontro ad una generale diminuzione delle percolazioni, ma non di quanto in realtà ci si aspettasse. Inizialmente si sono verificate alcune concentrazioni d’acqua che hanno aumentato le percolazioni stesse; in particolare tale fenomeno si è manifestato in corrispondenza del manufatto superiore della cabina elettrica che si trova al di sopra degli ambienti 90, 93 e 96, molto vicino alla Sala Ottagona. La movimentazione della terra circostante il manufatto aveva infatti creato delle vie d’acqua. Quanto accaduto ha messo in evidenza l’urgenza di dislocare la cabina altrove e di demolire il manufatto che la ospita, in quanto esso rappresenta una intrusione strutturale dannosa anche dal punto di vista della stabilità oltre che idraulico.
Visti i risultati da una parte incoraggianti, dall’altra non soddisfacenti dal punto di vista quantitativo, per il perdurare delle percolazioni in alcune zone, nel 2015 e 2016 sono stati realizzati ulteriori interventi di drenaggio, rappresentati nel loro complesso nella planimetria seguente.

Planimetria dei drenaggi realizzati – Archivio Soprintendenza

Planimetria dei drenaggi realizzati – Archivio Soprintendenza

Nel 2014 sono stai messi in opera circa 800 metri di tubi drenanti e negli anni 2015 e 2016 sono stati posti in opera altri 900 metri di tubi drenanti; nel complesso la superficie dei geocompositi drenanti copre un’area di circa 7.000 mq.
Come si può notare nella planimetria, la distribuzione dei drenaggi non è uniforme, in quanto essi sono stati concentrati sugli ambienti della Domus Aurea, escludendo quelle zone (bacini 4 e 5) nelle quali a breve inizieranno i lavori per la posa in opera del Sistema Integrato di Protezione.

Foto delle varie fasi della realizzazione dei drenaggi - Archivio Soprintendenza

Foto delle varie fasi della realizzazione dei drenaggi – Archivio Soprintendenza

Dopo la conclusione dei lavori, avvenuta a marzo del 2016, ogni evento meteorico è stato monitorato osservando le filtrazioni all’interno della Domus, e in alcuni punti della rete di drenaggio è stato misurato il volume d’acqua effettivamente drenato attraverso dei misuratori a stramazzo.
Per brevità si riportano in sintesi i risultati del monitoraggio della precipitazione del 3 giugno 2016. Si tratta del secondo evento pluviometrico significativo (precipitazioni concentrate maggiori di 10 mm) dopo la conclusione della costruzione dei drenaggi, come si può notare dall’istogramma delle precipitazioni registrato dalla stazione pluviometrica della Domus Aurea.

Istogramma delle precipitazioni dal 08 marzo al 08 giugno 2016 - Archivio Soprintendenza

Istogramma delle precipitazioni dal 08 marzo al 08 giugno 2016 – Archivio Soprintendenza

Istogramma della precipitazione del giorno 03 giugno 2016 - Archivio Soprintendenza

Istogramma della precipitazione del giorno 03 giugno 2016 – Archivio Soprintendenza

Il monitoraggio ha evidenziato delle percolazioni negli ambienti 27 e 37, limitatamente alle zone di attacco tra la parte neroniana e le gallerie traianee, e negli ambienti 38 e 39, dove le corrispondenti aree superiori non sono state interessate dai drenaggi, essendo parte dei bacini 4 e 5 di prossima realizzazione. Sul resto degli ambienti ipogei non si sono presentate infiltrazioni evidenti. Questo rappresenta un importante risultato.
La misurazione dei volumi drenati ha messo in evidenza che dei 14 mm di precipitazione, corrispondenti ad un volume di 224.000 litri sulla superficie di 16.000 mq, il 50% è stato drenato. Considerando che un ulteriore 10% della precipitazione sia evaporato, possiamo affermare che solo il 40% della pioggia contribuisce alla imbibizione del terreno, senza tuttavia arrivare alla percolazione. Non sembra opportuno spingersi ad una maggiore captazione d’acqua pluviale, perché l’umidità è necessaria per la sopravvivenza delle decorazioni pittoriche all’interno del monumento.

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L'autore

Vincenzo Angeloro

Vincenzo Angeloro

Ingegnere civile idraulico dal 1977. Ha progettato e diretto i lavori di importanti opere idrauliche di sistemazioni fluviali, di acquedotti, di irrigazione e depurazione delle acque. Ha collaborato alla didattica di Costruzioni Idrauliche all’Università la Sapienza. Ha pubblicato diversi studi sulle piene del Fiume Tevere, studiandone anche la navigabilità. Dal 1996 ha diretto i lavori della ristrutturazione del palazzo della Minerva destinato a Biblioteca del Senato, in particolare gli scavi archeologici in fondazione e sotto Piazza della Minerva, quest’ultimi ancora in corso. Recentemente ha progettato e diretto i lavori del consolidamento del Complesso edilizio di S. Maria in Aquiro a Piazza Capranica enucleando dalle fondazioni vasti ed importanti reperti archeologici.

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