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	<title>Il cantiere della Domus Aurea &#187; Ricerca scientifica</title>
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	<description>Il progetto di risanamento del complesso monumentale</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 May 2013 18:06:34 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Sondaggi archeologici sulle volte delle Gallerie Traianee 20A e 20B</title>
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		<pubDate>Mon, 04 Feb 2013 14:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Segala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indagini archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[Oppio]]></category>
		<category><![CDATA[restauro strutturale]]></category>
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		<category><![CDATA[terme traianee]]></category>
		<category><![CDATA[tomba]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/02/spessore-volta5001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="spessore-volta500" title="spessore-volta500" /></div>Nei mesi di settembre-novembre 2012 è stato effettuato un sondaggio archeologico nel settore del Parco del Colle Oppio corrispondente all’estradosso delle gallerie traianee 20A e 20B. L&#8217;indagine era finalizzata alla conoscenza dell&#8217;assetto esterno e delle caratteristiche costruttive delle volte antiche &#8230; <a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2013/02/sondaggi-archeologici-sulle-volte-delle-gallerie-traianee-20a-e-20b/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/02/spessore-volta5001-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="spessore-volta500" title="spessore-volta500" /></div><p>Nei mesi di settembre-novembre 2012 è stato effettuato un sondaggio archeologico nel settore del Parco del Colle Oppio corrispondente all’estradosso delle gallerie traianee 20A e 20B. L&#8217;indagine era finalizzata alla conoscenza dell&#8217;assetto esterno e delle caratteristiche costruttive delle volte antiche sia per la ricostruzione delle parti mancanti, sia per la definizione del nuovo sistema esterno di protezione del monumento. Pubblichiamo i risultati preliminari dell&#8217;indagine archeologica.</p>
<p><span id="more-1362"></span></p>
<p>Le gallerie fanno parte di un sistema di ambienti, coperti con volte a botte, costruiti all’epoca di Traiano per frazionare l’ampio spazio aperto del cortile della Domus Aurea (peristilio n. 20) e creare il piano della terrazza delle Terme.</p>
<div id="attachment_1364" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/pianta.jpg"><img class="size-large wp-image-1364" title="Localizzazione delle gallerie 20A e 20B - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/pianta-1024x513.jpg" alt="Localizzazione delle gallerie 20A e 20B - Archivio SSBAR" width="584" height="292" /></a><p class="wp-caption-text">Localizzazione delle gallerie 20A e 20B &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Le due gallerie indagate sono in un precario stato di conservazione dovuto soprattutto alla mancanza di parti delle volte, perdute nel passato, e rientrano pertanto nel progetto di restauro dell’<a title="Il consolidamento delle strutture nel quartiere occidentale: angolo nord-ovest" href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/09/il-consolidamento-delle-strutture-nellarea-nord-occidentale/">angolo NW</a> della Domus Aurea che ha come finalità il consolidamento strutturale, il ripristino della continuità tra comparto neroniano e comparto traianeo e il confinamento dell’area da un punto di vista microambientale.</p>
<p>Dato il precario stato di conservazione e lo spessore davvero esiguo  delle volte conservate (circa 15 cm al cervello) per poter consentire a maestranze e archeologi  l’accesso in sicurezza all’area di scavo soprastante, è stato necessario realizzare preventivamente impegnative opere di puntellamento all’interno delle due gallerie.</p>
<div id="attachment_1365" class="wp-caption aligncenter" style="width: 236px"><img class="size-medium wp-image-1365" title="Puntelli e ponteggi messi in opera per consentire l'accesso in sicurezza all'area di scavo - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/galleria-20-B-puntelli-226x300.jpg" alt="Puntelli e ponteggi messi in opera per consentire l'accesso in sicurezza all'area di scavo - Archivio SSBAR" width="226" height="300" /><p class="wp-caption-text">Puntelli e ponteggi messi in opera per consentire l&#8217;accesso in sicurezza all&#8217;area di scavo &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<div id="attachment_1366" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1366" title="Scavo sulla galleria 20B: si nota lo spessore della volta in chiave - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/spessore-volta-300x224.jpg" alt="Scavo sulla galleria 20B: si nota lo spessore della volta in chiave - Archivio SSBAR" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Scavo sulla galleria 20B: si nota lo spessore della volta in chiave &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Le volte delle gallerie traianee sono coperte da un interro dello spessore di ca m 1,20 riconducibile all’età moderna, anche se costituito in parte sicuramente da stratificazioni antiche scavate e poi rigettate per rialzare il piano di calpestio fino alla quota attuale del giardino: all’interno di questo deposito sono infatti contenuti frammenti ossei, frammenti ceramici di epoca imperiale e tardo imperiale unitamente a reperti dichiaratamente moderni come frammenti di piatti in ceramica smaltata bianca e contenitori in rozza terraglia. Un simile accumulo rivela che, almeno in questo luogo, le stratigrafie antiche sono state già asportate forse in funzione della creazione del soprastante giardino o forse nel corso di lavori di restauro che hanno interessato l’area alla fine degli anni ’60.</p>
<div id="attachment_1367" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1367" title="Interro moderno che ricopre gli estradossi delle volte - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/interro-moderno-300x224.jpg" alt="Interro moderno che ricopre gli estradossi delle volte - Archivio SSBAR" width="300" height="224" /><p class="wp-caption-text">Interro moderno che ricopre gli estradossi delle volte &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>La superficie messa in luce con la rimozione dell’interro, relativa  all’estradosso della volta delle gallerie traianee 20A e 20B, si caratterizza per una lieve pendenza da sud verso nord. Si passa infatti dalla quota di m 47.66 s.l.m. presso il margine di scavo meridionale a m 47.49 s.l.m. in prossimità del limite settentrionale. Il calcestruzzo è caratterizzato dall’impiego di una malta pozzolanica alquanto tenace e <em>caementa</em> costituiti da schegge di tufo di medie dimensioni.</p>
<p>Un elemento estremamente interessante evidenziato con lo scavo è l&#8217; individuazione delle “fasi cantieristiche” per la costruzione delle gallerie e per il raccordo tra gallerie contigue:</p>
<div id="attachment_1417" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1417 " title="Fasi cantieristiche, rielaborazione di Adriano Averini da C.F.Giuliani 1990 - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/schema-volte_2-300x285.jpg" alt="Fasi cantieristiche, rielaborazione di Adriano Averini da C.F.Giuliani 1990 - Archivio SSBAR" width="300" height="285" /><p class="wp-caption-text">Fasi cantieristiche, rielaborazione di Adriano Averini da C.F.Giuliani 1990 &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>terminata infatti la costruzione dei muri perimetrali delle varie gallerie (prima fase), si dovette procedere alla posa in opera delle centine lignee (seconda fase) per la gettata di cementizio che costitusce le reni delle volte (terza fase). Successivamente viene deposto, nello spazio lasciato libero tra l’imposta di un arcata e l’altra, una sorta di rinfianco in terra e schegge di tufo che si appoggia alla porzione delle reni preventivamente realizzata (quarta fase) .</p>
<div id="attachment_1432" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class="size-large wp-image-1432" title="Terra di rinfianco tra l'imposta delle due gallerie contigue - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/terra-rinfiancoOK-1024x784.jpg" alt="Terra di rinfianco tra l'imposta delle due gallerie contigue - Archivio SSBAR" width="584" height="447" /><p class="wp-caption-text">Terra di rinfianco tra l&#8217;imposta delle due gallerie contigue &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Segue infine il completamento  dell’opera con una gettata in conglomerato (quinta fase) che si salda alla parte delle volte già costruita, ricopre il rinfianco terroso tra volte contigue e costituisce una sorta di massetto che rende tra loro solidali le varie gallerie.</p>
<p>La superficie superiore di questo massetto, estremamente levigata, non reca tracce di ulteriori pavimentazioni al di sopra di esso, né del vespaio in laterizi (bessali) rinvenuto in altre zone della terrazza traianea. Altimetricamente, invece, la porzione di estradosso messa in luce ( indicata in pianta con la lettera L) che, come già detto, presenta una quota variabile tra m 47.66 s.l.m e m 47.49 s.l.m., è compatibile con le analoghe superfici rinvenute nei <a title="I saggi di scavo sul colle Oppio" href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/10/i-saggi-di-scavo-sul-colle-oppio/">sondaggi E, F e G</a> eseguiti nel 2011 nella fascia dei giardini in prossimità dell’attuale via del Monte Oppio.</p>
<div id="attachment_1420" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class=" wp-image-1420 " title="Localizzazione dei saggi archeologici E, F, G e L sui giardini del Colle Oppio - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/Giardini-del-Colle-Oppio_Localizzazione-aree-dintervento-AGGIORNATO3-1024x723.jpg" alt="Localizzazione dei saggi archeologici E, F, G e L sui giardini del Colle Oppio - Archivio SSBAR" width="584" height="412" /><p class="wp-caption-text">Localizzazione dei saggi archeologici E, F, G e L sui giardini del Colle Oppio &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Lo scavo ha anche posto in luce una serie di tombe a fossa ricavate scalpellando il conglomerato cementizio delle volte traianee. Le sepolture si dispongono secondo un orientamento est-ovest, concentrandosi prevalentemente in prossimità delle reni delle volte, laddove cioè lo spessore della muratura viene ad essere maggiore. La successiva riconversione dell’area a orti e giardini ha causato la cancellazione dell’originario piano di calpestio da cui vennero praticati i tagli, così come il parziale “rimescolamento” dell’originario assetto interno delle deposizioni cui probabilmente appartengono le ossa rinvenute nell’interro moderno soprastante. Delle uniche due tombe integralmente scavate, la tomba 1 conservava in connessione anatomica gli arti inferiori ed il bacino di una donna adulta collocata in posizione supina.</p>
<div id="attachment_1371" class="wp-caption aligncenter" style="width: 211px"><img class="size-medium wp-image-1371" title="Tomba 1 - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/scheletro-tomba-1-201x300.jpg" alt="Tomba 1 - Archivio SSBAR" width="201" height="300" /><p class="wp-caption-text">Tomba 1 &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>La sepoltura 2 invece ha restituito i resti scheletrici fortemente compromessi di un adulto di sesso maschile anch’esso adagiato in posizione supina. In assenza di indicatori cronologici sicuramente attribuibili a questa attività funeraria non è agevole fornirne una datazione circostanziata. In via di ipotesi tuttavia si potrebbe istituire una correlazione cronologico-spaziale sia con la tomba di V-VI sec. d.C. messa in luce nel saggio C sia con le numerose sepolture (ca. 1000) di analogo ambito cronologico rinvenute nel 1967 all’interno della cisterna delle cd. Sette Sale.</p>
<div id="attachment_1372" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-1372" title="Tomba 2 - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/scheletro-tomba-2-300x201.jpg" alt="Tomba 2 - Archivio SSBAR" width="300" height="201" /><p class="wp-caption-text">Tomba 2 &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Fosse circolari, incassi rettangolari e solchi lineari costituiscono ulteriori testimonianze di una nuova destinazione d’uso dell’area posteriore all’impianto della necropoli. Si tratta di tracce alquanto labili ricavate anch’esse all’interno delle originarie volte traianee, che sembrerebbero aprire le porte ad un nuovo assetto della zona volto verso pratiche che potremmo definire di carattere agricolo. In tali incisioni si devono riconoscere attività legate alla posa in opera di piantumazioni arboree e messa a dimora di semplici siepi.</p>
<div id="attachment_1373" class="wp-caption aligncenter" style="width: 235px"><img class="size-medium wp-image-1373" title="Veduta generale dei tagli nel conglomerato delle volte - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2013/01/veduta-generale-tagli-225x300.jpg" alt="Veduta generale dei tagli nel conglomerato delle volte - Archivio SSBAR" width="225" height="300" /><p class="wp-caption-text">Veduta generale dei tagli nel conglomerato delle volte &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Un simile paesaggio può essere ricondotto al sistema di vigne e orti, attestato dalle fonti sul Colle Oppio, dopo il definitivo abbandono delle Terme di Traiano .</p>
<p>L&#8217;indagine si è svolta con la Direzione scientifica di Elisabetta Segala e la Direzione dei lavori dell&#8217;Arch. Enrico Del Fiacco; lo scavo è stato eseguito dalla Ditta Celsi, l’assistenza archeologica e la documentazione dalla Cooperativa Archeologia.</p>
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		<title>I saggi di scavo sul colle Oppio</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2012 13:56:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisabetta Segala</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indagini archeologiche]]></category>
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		<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/10/saggio_c-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Foto 3: Saggio C (Anno 2003): vespaio di impermeabilizzazione con colonnine di bessali" title="saggio_c" /></div>Il Parco del colle Oppio al di sopra del padiglione della Domus Aurea è stato oggetto negli ultimi anni di scavi archeologici tutti finalizzati alla sperimentazione di sistemi di bonifica e impermeabilizzazione delle strutture antiche, al fine di intercettare le &#8230; <a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/10/i-saggi-di-scavo-sul-colle-oppio/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/10/saggio_c-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Foto 3: Saggio C (Anno 2003): vespaio di impermeabilizzazione con colonnine di bessali" title="saggio_c" /></div><p>Il Parco del colle Oppio al di sopra del padiglione della Domus Aurea è stato oggetto negli ultimi anni di scavi archeologici tutti finalizzati alla <a title="Sperimentare gli effetti di una copertura antica e di una moderna nel rifacimento del manto arboreo della Domus Aurea." href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/09/sperimentare-gli-effetti-di-una-copertura-antica-e-di-una-moderna-nel-rifacimento-del-manto-arboreo-della-domus-aurea/">sperimentazione</a> di sistemi di bonifica e impermeabilizzazione delle strutture antiche, al fine di intercettare le acque piovane per eliminare le percolazioni all’interno del monumento oggi sotterraneo.</p>
<p><span id="more-135"></span></p>
<div id="attachment_137" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/localizzazione_saggi.png"><img class=" wp-image-137  " title="localizzazione_saggi" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/localizzazione_saggi-1024x724.png" alt="Foto 1: Localizzazione saggi di scavo" width="584" height="412" /></a><p class="wp-caption-text">Foto 1: Localizzazione saggi di scavo</p></div>
<p>Questi scavi hanno fornito dati importanti sullo spessore e sulla natura dell’interro dei giardini che attualmente ricoprono le strutture archeologiche e, più in profondità, sullo stato di conservazione dei resti delle Terme di Traiano e della Domus Aurea neroniana. Una conoscenza quanto più possibile approfondita di ciò che si conserva al di sopra delle volte neroniane e delle gallerie traianee appare infatti di fondamentale importanza per la <a title="Il Progetto generale" href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/10/il-progetto-generale/">progettazion</a>e degli interventi di conservazione dei quali il monumento necessita.</p>
<p>Al di sotto dell’interro del Parco, che ha uno spessore variabile fra i m 3 e m 1,50, i primi resti che vengono alla luce sono relativi alla grande <strong>terrazza</strong> che circondava il corpo centrale delle Terme di Traiano, dove si trovavano i veri e propri ambienti termali. Destinata allo sport, al passeggio, allo svago, la terrazza doveva essere, almeno in parte, sistemata a <strong>giardino</strong> ed era delimitata lungo tutto il perimetro da un <strong>portico</strong> del quale, almeno in due punti, sono state individuate le fondazioni. Le gettate di calcestruzzo per la costruzione di questa vasta platea hanno coperto e sigillato, ad una quota costante di ca m 47,30 s.l.m., i sottostanti ambienti della Domus Aurea<em>., </em>trasformando la residenza neroniana in un complesso sotterraneo.</p>
<div id="attachment_142" class="wp-caption alignleft" style="width: 290px"><img class="wp-image-142   " src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_b-1024x715.jpg" alt="Saggio B (Anno 2001) massetto traianeo con pavimentazione in opus spicatum" width="280" height="196" /><p class="wp-caption-text">Saggio B (Anno 2001) massetto traianeo con pavimentazione in <em>opus spicatum</em> &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sono state individuate due diverse tipologie di sotto-<strong>pavimentazioni</strong> della terrazza delle Terme di Traiano: il primo tipo è costituito da un massetto in calcestruzzo, dello spessore di ca. cm 30, che in alcuni casi conserva in superficie resti di una pavimentazione in mattoncini disposti a spina di pesce (<em>opus</em> <em>spicatum</em>) (Saggi A –B- D)</p>
<div id="attachment_144" class="wp-caption alignleft" style="width: 594px"><img class=" wp-image-144  " src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_c-1024x671.jpg" alt="Saggio C (Anno 2003): vespaio di impermeabilizzazione con colonnine di bessali" width="584" height="382" /><p class="wp-caption-text">Saggio C (Anno 2003): vespaio di impermeabilizzazione con colonnine di bessali &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Il secondo tipo di sotto-pavimentazione è costituito da colonnine di mattoncini quadrati (bessali) che poggiano su un massetto di calcestruzzo e che sostenevano una pavimentazione di grandi mattoni laterizi (bipedali) disposti su doppio ordine. (Saggi A-B-C-H-I) Si viene così a creare una <strong>intercapedine</strong> che rappresenta un vero e proprio sistema di impermeabilizzazione antico, probabilmente usato per aree destinate a giardino che sovrastano ambienti praticabili: al di sopra del piano in bipedali doveva essere gettata la terra destinata alle piantumazioni.</p>
<div id="attachment_145" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class=" wp-image-145 " title="saggio_c2" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_c2-1024x671.jpg" alt="Saggio C (Anno 2003): resti della pavimentazione a doppio ordine di bipedali." width="584" height="382" /><p class="wp-caption-text">Saggio C (Anno 2003): resti della pavimentazione a doppio ordine di bipedali.</p></div>
<div id="attachment_150" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-150 " title="saggio_i" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_i-300x225.jpg" alt="Saggio I (Anno 2011) in questo caso le colonnine di bessali sono più alte che altrove, forse si tratta di un rifacimento del vespaio in età posteriore a quella traianea." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Saggio I (Anno 2011) in questo caso le colonnine di bessali sono più alte che altrove, forse si tratta di un rifacimento del vespaio in età posteriore a quella traianea.</p></div>
<p>Come si vede dalla pianta con la localizzazione dei saggi, questo tipo di sistemazione è stata rinvenuta tanto nell’area orientale che in quella occidentale dei giardini, con una leggera pendenza da nord verso sud e da ovest verso est per favorire il deflusso delle acque.</p>
<div id="attachment_149" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-149   " title="saggio_h" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_h-300x225.jpg" alt="Saggio H (Anno 2011): qui il vespaio è disposto su due livelli separati da un muro oggi asportato" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Saggio H (Anno 2011): qui il vespaio è disposto su due livelli separati da un muro oggi asportato - Archivio SSBAR</p></div>
<p>In alcuni casi le indagini archeologiche sui giardini del Colle Oppio hanno potuto scendere a maggiore profondità mettendo in luce direttamente le strutture della Domus Aurea, a causa della distruzione delle pavimentazioni della terrazza traianea che le aveva sepolte fin dagli inizi del I sec. d.C. In particolare con il grande scavo condotto negli anni Settanta di sopra del quartiere orientale del padiglione, gravitante intorno alla copertura della Sala Ottagonale (Saggio A), fu rinvenuto un ampio tratto di un <strong>piano superiore della Domus Aurea</strong>, fino ad allora sconosciuto.</p>
<div id="attachment_139" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class=" wp-image-139    " src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_a-1024x624.png" alt="Saggio A.: pianta del piano superiore della Domus Aurea - Pianta Fabbrini, 1982" width="584" height="355" /><p class="wp-caption-text">Saggio A.: pianta del piano superiore della Domus Aurea &#8211; Pianta Fabbrini, 1982 - Archivio SSBAR</p></div>
<p>Il quartiere che si estendeva sulla sommità del colle era costituito da portici e giardini nei quali si disponevano fontane rivestite di lastre marmoree, intorno alle quali si aprivano piccoli ambienti e architetture leggere. A nord l’area era delimitata da un lungo canale <em>(euripus</em>) che presentava al centro una caduta d’acqua che andava ad alimentare, al piano sottostante, la fontana del ninfeo della Sala Ottagonale. Forse parzialmente distrutto da un incendio nel 104 d.C., questo piano superiore dell’edificio neroniano fu completamente rasato per i lavori di costruzione della terrazza delle terme, ad una quota di 30-40 cm al di sopra dei piani pavimentali.</p>
<div id="attachment_293" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-293   " title="Sezione dei resti del piano superiore della Domus Aurea - Fabbrini, 1982" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/OKsezione-fabbrini-300x241.jpg" alt="Sezione dei resti del piano superiore della Domus Aurea - Fabbrini, 1982" width="300" height="241" /><p class="wp-caption-text">Sezione dei resti del piano superiore della Domus Aurea &#8211; Fabbrini, 1982</p></div>
<div id="attachment_140" class="wp-caption alignleft" style="width: 244px"><img class="wp-image-140  " title="saggio_a2" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_a2-293x300.jpg" alt="Saggio A: resti dei piani pavimentali e di fontane nel piano superiore della Domus Aurea" width="234" height="240" /><p class="wp-caption-text">Saggio A: resti dei piani pavimentali e di fontane nel piano superiore della Domus Aurea - Archivio SSBAR</p></div>
<div id="attachment_141" class="wp-caption alignright" style="width: 243px"><img class="wp-image-141  " title="saggio_a3" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_a3-291x300.jpg" alt="Saggio A: resti dei piani pavimentali e di fontane nel piano superiore della Domus Aurea" width="233" height="240" /><p class="wp-caption-text">Saggio A: resti dei piani pavimentali e di fontane nel piano superiore della Domus Aurea - Archivio SSBAR</p></div>
<p>Una volta rasate, le strutture relative a questo piano furono coperte da un interro sabbioso sul quale fu poi gettato il calcestruzzo della sotto-pavimentazione della terrazza delle Terme. Bisogna osservare che allo stato attuale delle indagini i resti di un piano superiore neroniano sono stati individuati solo in questa zona dei giardini, mentre nessuna traccia è venuta alla luce nei sondaggi condotti più ad ovest, facendo supporre che questa sistemazione a padiglioni e giardini fosse limitata solo all’area soprastante il quartiere delle Sala Ottagonale. In altri casi, infatti, le sotto-pavimentazioni traianee sono gettate a diretto contatto con la faccia superiore (estradossi) delle volte della Domus Aurea.</p>
<div id="attachment_146" class="wp-caption alignleft" style="width: 253px"><img class=" wp-image-146    " title="saggio_d" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_d-300x224.jpg" alt="Saggio D (Anno 2006)" width="243" height="182" /><p class="wp-caption-text">Saggio D (Anno 2006) - Archivio SSBAR</p></div>
<p>Nel saggio D la sottopavimentazione della terrazza traianea poggia direttamente sulla faccia esterna della volta dell’ambiente neroniano sottostante. In una epoca successiva a Traiano, tanto la volta, quanto il calcestruzzo traianeo sono stati tagliati per la realizzazione di una canalizzazione idrica che serviva da scolo per una monumentale fontana, i cui resti sono stati rinvenuti nel saggio B, costruita sulla terrazza delle terme in età Severiana.</p>
<div id="attachment_143" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-143  " title="saggio_b2" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_b2-300x225.jpg" alt="Saggio B (Anno 2001). Resti della fontana di età Severiana." width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Saggio B (Anno 2001). Resti della fontana di età Severiana. - Archivio SSBAR</p></div>
<p>Un caso a sé stante è rappresentato dalla copertura del corridoio neroniano (<a title="Descrizione del monumento" href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/descrizione-del-monumento/">criptoportico 19</a>), che costituisce il limite settentrionale del padiglione sull’Oppio. L&#8217; estradosso della volta, riportato in luce nei due sondaggi posti all’estremità occidentale dell’area indagata (F e G), è sistemata a terrazza con due spallette laterali ed è posta ad una quota notevolmente più bassa rispetto alle volte degli altri ambienti neroniani.  Nella fase originaria, la terrazza era dotata di lucernai che garantivano aria e luce al sottostante criptoportico, chiusi in una fase successiva da una foderatura impermeabilizzata.</p>
<div id="attachment_147" class="wp-caption alignleft" style="width: 175px"><img class="wp-image-147  " title="saggio_f" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_f-225x300.jpg" alt="Saggio F (Anno 2011) estradosso della volta del criptoportico 19" width="165" height="219" /><p class="wp-caption-text">Saggio F (Anno 2011) estradosso della volta del criptoportico 19 - Archivio SSBAR</p></div>
<p>Queste caratteristiche della volta furono già notate nel 1882 dal De Romanis, studioso che nel XIX secolo scavò parte delle stanze della Domus Aurea pubblicando una pianta con alcune sezioni: egli ipotizzò, in età traianea, la costruzione su questa terrazza di una controvolta per innalzare l’ambiente al livello della terrazza delle terme. Tuttavia allo stato attuale delle ricerche nessun resto di questa controvolta è stato rinvenuto nei saggi F e G.</p>
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<div id="attachment_148" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class=" wp-image-148 " title="saggio_g" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/saggio_g-1024x768.jpg" alt="Saggio G (Anno 2011) estradosso della volta del criptoportico 19 con in lucernaio chiuso forse in età traianea." width="584" height="438" /><p class="wp-caption-text">Saggio G (Anno 2011) estradosso della volta del criptoportico 19 con in lucernaio chiuso forse in età traianea.</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Gli scavi sono stati effettuati con l&#8217;assistenza archeologica della Società GEA S.C.ar (saggio B) e della Cooperativa Archeologia, per tutti gli altri sondaggi.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Indagini al piano inferiore della Domus Aurea</title>
		<link>http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/10/indagini-al-piano-inferiore-della-domus-aurea/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2012 11:54:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ida Sciortino</dc:creator>
				<category><![CDATA[Indagini archeologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[restauro strutturale]]></category>
		<category><![CDATA[scavo]]></category>
		<category><![CDATA[terme traianee]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/10/colonna_ambiente_21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Fig.5 - Resti del portico nell&#039;ambiente 21: in primo piano la base di una colonna" title="colonna_ambiente_21" /></div>Negli ultimi anni la conoscenza della residenza di Nerone sul colle Oppio si è notevolmente ampliata con l’acquisizione di nuovi dati forniti dalle indagini archeologiche  promosse dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (SSBAR), succedutesi dal 2000 in &#8230; <a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/10/indagini-al-piano-inferiore-della-domus-aurea/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/10/colonna_ambiente_21-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Fig.5 - Resti del portico nell&#039;ambiente 21: in primo piano la base di una colonna" title="colonna_ambiente_21" /></div><p>Negli ultimi anni la conoscenza della residenza di Nerone sul colle Oppio si è notevolmente ampliata con l’acquisizione di nuovi dati forniti dalle indagini archeologiche  promosse dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (SSBAR), succedutesi dal 2000 in poi nel quartiere orientale.</p>
<p><span id="more-96"></span></p>
<p>I risultati delle campagne di scavo evidenziano &#8211; tra l’ altro &#8211; una <strong>scelta diversa</strong> nella tecnica usata per costruire le gallerie di sostegno delle soprastanti Terme di Traiano.</p>
<p>Infatti le gallerie hanno altezze e orientamenti diversi: dove vanno a chiudere gli ampi spazi aperti previsti dal progetto neroniano &#8211; sia ad est nel cortile c.d. pentagonale che ad ovest nel peristilio 20 &#8211; seguono lo stesso orientamento Nord-Sud della fabbrica precedente e raggiungono una <strong>maggiore altezza</strong> rispetto a quelle che si appoggiano alla facciata meridionale del palazzo e che sono orientate come il complesso termale.</p>
<p>Si è anche scoperto che, almeno al limite orientale, le gallerie non vennero interrate, ma furono <strong>adibite a locali di servizio</strong>.</p>
<div id="attachment_98" class="wp-caption alignright" style="width: 594px"><a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/pianta_generale_domus_aurea.png"><img class=" wp-image-98   " title="pianta_generale_domus_aurea" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/pianta_generale_domus_aurea-1024x616.png" alt="Pianta generale della Domus Aurea" width="584" height="351" /></a><p class="wp-caption-text">Pianta generale Domus Aurea: in rosso le gallerie traianee &#8211; Rilievo SSBAR<strong></strong></p></div>
<p>Invece per il quartiere occidentale non si aveva finora alcun dato di scavo, poiché era stato oggetto di semplici sterri, già a partire dal XVI secolo, finalizzati soltanto a liberare le sale.</p>
<div id="attachment_894" class="wp-caption alignright" style="width: 290px"><img class=" wp-image-894   " title="Pianta del limite occidentale del quartiere con i saggi localizzati A B e C. – Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/Saggi-W-p-681x1024.jpg" alt="Pianta del limite occidentale del quartiere con i saggi localizzati A B e C. – Archivio SSBAR" width="280" height="422" /><p class="wp-caption-text">Pianta del limite occidentale del quartiere con i saggi localizzati A B e C. – Archivio SSBAR</p></div>
<p>Recentemente, tra il 2009 e i mesi di novembre-dicembre 2011, nel quartiere occidentale si sono realizzati una serie di saggi archeologici, i cui risultati forniscono dati fondamentali per avviare l’attività di <a title="Il consolidamento delle strutture nell’area nord-occidentale" href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/08/il-consolidamento-delle-strutture-nellarea-nord-occidentale/">restauro conservativo</a>.</p>
<p>Si è trattato in questo caso di <strong>limitate indagini,</strong> condotte in vari punti dei vani che costituiscono il limite estremo occidentale, i cui risultati hanno tuttavia permesso di chiarire <strong>la sequenza delle costruzioni</strong> avvenute in questa parte del complesso.</p>
<h2></h2>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2></h2>
<h2>Il portico di facciata (amb. 21, gallerie Traianee, XVIII, III)</h2>
<div id="attachment_896" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/pg-2A.jpg"><img class=" wp-image-896 " title="In rosso il tracciato e i resti del portico; in blu l'ambiente 21 - Rilievo SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/pg-2A-1024x465.jpg" alt="In rosso il tracciato e i resti del portico; in blu l'ambiente 21 - Rilievo SSBAR" width="584" height="265" /></a><p class="wp-caption-text">In rosso il tracciato e i resti del portico; in blu l&#8217;ambiente 21 &#8211; Rilievo SSBAR</p></div>
<p>La facciata del palazzo neroniano era in origine articolata da un portico a colonne aperto a sud verso la valle con il lago artificiale, oggi la facciata è interna e nascosta dalle gallerie realizzate in seguito, per sostenere le soprastanti terme di Traiano, tuttavia in base ai ritrovamenti dei sondaggi effettuati e alla testimonianza di un piccolo tratto della base del portico visibile all’interno della galleria XVIII, è possibile ricostruire l’intero tracciato, lungo tutta la lunghezza del palazzo.</p>
<div id="attachment_104" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-104  " title="pianta_ambiente_21" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/pianta_ambiente_21-300x256.png" alt="Pianta ambiente 21, particolare del saggio A" width="300" height="256" /><p class="wp-caption-text">Pianta ambiente 21, particolare del saggio A &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Oltre al tratto di portico rinvenuto nello scavo della III galleria nel 2005, una nuova porzione di esso è stata riportata alla luce nel 2009, nell’ambiente 21.</p>
<p>Qui si è anche chiarita la successione delle varie costruzioni: infatti la fondazione del portico di età neroniana viene realizzata scalpellando una parte del muro del vano adiacente 9, che evidentemente doveva essere stato innalzato in un momento precedente.</p>
<div id="attachment_105" class="wp-caption alignleft" style="width: 240px"><img class="size-medium wp-image-105  " title="colonna_ambiente_21" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/colonna_ambiente_21-300x225.jpg" alt="Resti del portico nell'ambiente 21: in primo piano la base di una colonna" width="230" height="173" /><p class="wp-caption-text">Resti del portico nell&#8217;ambiente 21: in primo piano la base di una colonna &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<div id="attachment_106" class="wp-caption alignright" style="width: 240px"><img class=" wp-image-106   " title="resti_portico_ambiente_21" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/resti_portico_ambiente_21-300x225.jpg" alt="Resti del portico nell’ambiente 21" width="230" height="173" /><p class="wp-caption-text">Resti del portico nell’ambiente 21: la freccia indica il punto in cui il muro dell’ambiente 9 è stato scalpellato per la costruzione del portico &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<h2>Il criptoportico 19, saggio B</h2>
<p>Opposto al portico della facciata meridionale, un lungo corridoio costituisce il lato settentrionale del palazzo neroniano. I dati derivati dal saggio archeologico, hanno evidenziato anche in questo ambiente variazioni successive operate nel tempo.</p>
<p>In un primo momento infatti, il muro al limite nord aveva semplicemente la funzione di isolare il grande cortile, che caratterizza il quartiere occidentale, dalla collina retrostante, ma poi &#8211; sempre in età neroniana- si costruisce un secondo muro, parallelo al primo, e nello stesso tempo si costruisce la volta creando il corridoio che accoglierà sulle superfici lo stesso tipo di decorazione ad affresco degli altri ambienti di questa ala.</p>
<div id="attachment_112" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><img class="size-medium wp-image-112  " title="particolare_saggio_di_scavo" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/particolare_saggio_di_scavo-300x225.jpg" alt=" Particolare del saggio di scavo C" width="300" height="225" /><p class="wp-caption-text">Particolare del saggio di scavo C &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>I dati di scavo segnalano ancora una volta interventi diversi nella costruzione.</p>
<p>In questo caso però, tutto ciò che accade copre un arco di tempo che spazia dall’età di Nerone, fino all’età di Traiano.</p>
<p>Sul terreno naturale, costituito da un banco di cappellaccio, che qui è a quota m. 35,37 s.l.m. (sul livello del mare), si impostano in sequenza le costruzioni.</p>
<p>La grande fondazione, che corre da nord a sud e che costituisce il limite occidentale, è il primo atto; seguono, perpendicolari al grande muro, le realizzazioni delle murature, di dimensioni più contenute, che creano i vari ambienti, mentre altre suddivisioni degli spazi interni sembrano da riferire a modificazioni volute da Traiano o comunque avvenute dopo l’incendio del 104 d.C.</p>
<div id="attachment_113" class="wp-caption alignright" style="width: 237px"><img class="size-medium wp-image-113  " title="disegno_de_romanis" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/06/disegno_de_romanis-227x300.jpg" alt=" Disegno di A. De Romanis (1822): in nero il grande muro di limite  dell’ala ovest e i muri delle stanze addossati a questo." width="227" height="300" /><p class="wp-caption-text">Disegno di A. De Romanis (1822): in nero il grande muro di limite dell’ala ovest e i muri delle stanze addossati a questo</p></div>
<p>I risultati delle recenti indagini archeologiche confermano le pur scarse notizie in nostro possesso riportate da alcuni studiosi, riguardanti questa parte del palazzo neroniano.</p>
<p>Nel XIX secolo in particolare, l’architetto Antonio De Romanis, come è ben evidenziato nel disegno da lui realizzato, aveva descritto la differenza del grande muro, che delimita l’ala occidentale ed aveva notato la successione degli edifici:</p>
<blockquote><p>“un muro anteriore alla nostra fabbrica……conservato a sostenere il terrapieno del monte appoggiandovi i muri delle nuove camere”.</p></blockquote>
<p>&nbsp;</p>
<p>I saggi nell&#8217;ala occidentale sono stati effettuati con l&#8217; assistenza archeologica della Cooperativa Archeologia.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Rilievi topografici ed archeologici</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Sep 2012 14:34:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Heinz-Jürgen Beste</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerca scientifica]]></category>
		<category><![CDATA[consolidamento]]></category>
		<category><![CDATA[restauro strutturale]]></category>
		<category><![CDATA[rete topografica]]></category>
		<category><![CDATA[rilievi archeologici]]></category>
		<category><![CDATA[rilievo]]></category>
		<category><![CDATA[superfici decorate]]></category>

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		<description><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/09/Casermetta15_per-blog96dpi1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Prospetto dell&#039;ambiente 15" title="Prospetto dell&#039;ambiente 15" /></div>A partire dal 2010 l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (DAI) con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (SSBAR)  hanno realizzato una rete topografica distribuiti negli ambienti sotterranei relativi alla Domus Aurea e sul sovrastante piano delle terme &#8230; <a href="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/2012/09/rilievi-topografici-ed-archeologici/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img width="150" height="150" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/09/Casermetta15_per-blog96dpi1-150x150.jpg" class="attachment-thumbnail wp-post-image" alt="Prospetto dell&#039;ambiente 15" title="Prospetto dell&#039;ambiente 15" /></div><p>A partire dal 2010 l’Istituto Archeologico Germanico di Roma (DAI) con la Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (SSBAR)  hanno realizzato una <strong>rete topografica</strong> distribuiti negli ambienti sotterranei relativi alla Domus Aurea e sul sovrastante piano delle terme di Traiano oggi corrispondente a una parte dei giardini del Colle Oppio.</p>
<p><span id="more-471"></span></p>
<p>All’interno di questo sistema di riferimento vengono eseguiti tutti i <strong>rilievi archeologici</strong> di dettaglio relativi al cantiere della Domus Aurea.</p>
<div id="attachment_836" class="wp-caption aligncenter" style="width: 594px"><img class=" wp-image-836  " title="Una fase del lavoro di rilievo nella sala 34 - Archivio SSBAR" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/09/Foto-V.Iannone-685x1024.jpg" alt="Una fase del lavoro di rilievo nella sala 34 - Archivio SSBAR" width="584" height="873" /><p class="wp-caption-text">Una fase del lavoro di rilievo nella sala 34 &#8211; Archivio SSBAR</p></div>
<p>Il progetto di rilievo è orientato alla creazione di un supporto grafico valido per tutti gli interventi conservativi attualmente in corso, dal reintegro delle volte crollate al consolidamento delle superfici affrescate, e intende dare una lettura esaustiva e completa di tutte le strutture indagate anche sotto il profilo prettamente scientifico ed archeologico.</p>
<p>I rilievi, realizzati per lo più in scale 1:100 e 1: 50, contengono diversi livelli di informazione relativi alla struttura antica quali il quadro completo delle lesioni e delle lacune presenti su volte e pareti, la mappatura dei precedenti interventi di restauro e la necessaria lettura archeologica del monumento in tutte le sue fasi.</p>
<p>Il <strong>progetto di reintegro delle volte</strong>, attualmente in corso in una serie di ambienti neroniani noti col nome di “Casermette”, rappresenta uno degli esempi di impiego di questi rilievi. Il rilievo dello stato di fatto della struttura, così come la sua lettura archeologica, costituiscono la base per l’intervento di reintegro.</p>
<div id="attachment_472" class="wp-caption aligncenter" style="width: 273px"><img class="size-medium wp-image-472  " title="Prospetto dell'ambiente 15" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/09/Casermetta15_per-blog96dpi-263x300.jpg" alt="Prospetto dell'ambiente 15" width="263" height="300" /><p class="wp-caption-text">Prospetto dell&#8217;ambiente 15</p></div>
<p>Anche nel caso dei numerosissimi affreschi che arricchiscono le pareti e le volte degli ambienti della Domus Aurea il rilievo di dettaglio degli intonaci fornisce una base agli interventi di consolidamento dei restauratori.</p>
<div id="attachment_473" class="wp-caption alignnone" style="width: 1028px"><img class=" wp-image-473  " title="Sezione Nord-Sud" src="http://archeoroma.beniculturali.it/cantieredomusaurea/wp-content/uploads/2012/09/SezioneNS_per-Blog96dpi.jpg" alt="Sezione Nord-Sud" width="1018" height="660" /><p class="wp-caption-text">Sezione Nord-Sud</p></div>
<p>Tutte le caratteristiche costruttive, così come le numerose fasi intercorse tra la realizzazione dell’edificio in epoca neroniana, i suoi riadattamenti nei decenni successivi fino al grande intervento traianeo, e tutte le tracce di diverso utilizzo di quegli spazi dall’epoca tardo antica fino ad oggi, sono oggetto sul campo di una attenta lettura archeologica alla quale segue un rilievo strumentale delle superfici. I dati così raccolti sul campo sono successivamente rielaborati in CAD. Attraverso questo metodo è stato possibile ottenere come prodotto finale un rilievo vettoriale con dati 2D e 3D senza perdere il tradizionale contatto diretto con la struttura antica, l’unico genere di approccio che ne consenta veramente la corretta comprensione.</p>
<p>In ogni ambiente della Domus Aurea, e in funzione di qualunque tipo di intervento, il rilievo archeologico, in quanto fase di approfondimento e studio, si è dimostrato di fondamentale utilità in un progetto di tutela inevitabilmente connesso alla comprensione scientifica del monumento da tutelare.</p>
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