Press Conference in the Octagonal Room

MINISTRY FOR CULTURAL HERITAGE AND ACTIVITIES AND TOURISM
SOPRINTENDENZA SPECIALE PER I BENI ARCHEOLOGICI DI ROMA

DOMUS AUREA

COMPLETION OF THE PROJECT TO REHABILITATE THE UPPER AREA

The Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma has completed the definitive project for the Protection System to be installed in the area above Domus Aurea, a fundamental step for the safeguard of the monument.

The project will be illustrated to the press on Wednesday 18 June at 10.30 am by the Superintendent Mariarosaria Barbera and the director of the Domus Aurea, Fedora Filippi. The minister for Cultural Heritage and Tourism, Dario Franceschini, will participate in the presentation.
The press conference will be held inside the monument, in the Octagonal Room; journalists will be accompanied here through the ongoing conservation workshops, open to the press for the first time.

We advise participants to wear clothing suited to temperatures that are cooler than outside with high humidity.
Please send the names of participants to cristiano.brughitta@beniculturali.it cristiano.brughitta@beniculturali.it> by 6 pm today, 17 June.

For safety reasons and to ensure that you reach the Octagonal Room in time please arrive at the accreditation desk by 10 am on Wednesday 18 June.

Entrance to the Domus Aurea – SSBAR Archive

Entrance to the Domus Aurea – SSBAR Archive

4 thoughts on “Press Conference in the Octagonal Room

  1. La metà dei soldi che servono per restaure la Domus Aurea va nelle tasche di qualcuno abbiate pietà di noi non offendete la nostra intelligenza

  2. Possiamo capire l’amarezza della situazione attuale che tocca anche noi, ma alla Domus si lavora con serietà’ e onesta’.

  3. L’idea di condividere le spese del ns. patrimonio culturale mi ha sempre affascinato. Se è vero che disponiamo del più vasto insieme di edifici e opere artistiche del mondo è necessario investire il mondo del problema. Il protocollo di Kioto, prevede la compensazione delle emissioni di CO2 da parte dei paesi industrializzati attraverso il finanziamento di progetti “verdi”. Perché non pensare a meccanismi per la cultura ? Alcune aree o monumenti, potrebbero essere ceduti a “entità” o paesi per la cura, lo sviluppo, la manutenzione. Potrebbero liberamente guadagnarci, gestirli in maniera moderna (se pensiamo ad alcuni musei tedeschi che hanno più visitatori del museo egizio di Torino). Guardiamo Roma : Palazzo Farnese, ora ambasciata di Francia, ma aperto ad eventi culturali o alla chiesa S.Luigi de Francesi con ,tra l’altro, le opere di Caravaggio, sono fruibili ma gestite da altri (sempre con il controllo della sopraintendenza). Immaginiamo L’Italia e moltiplichiamo le nazioni che si gestiscano palazzi o opere , Milioni di euro in entrata con nuovi indotti di lavoro e servizi. Eclatante è l’ esempio dei Musei Vaticani, dove la gestione non è italiana, è visitato da oltre 5 milioni di visitatori l’anno. Bene, il biglietto va al Vaticano ma dove dormono, mangiano e come si spostano questi turisti ? Se una chiesa tipo S. Andrea della Valle fosse adottata da Francoforte o da Linz o da un’ altra città, fosse anche Springfield e ci mettesse la sua bandierina, i suoi guardiani…..cosa ci interessa ?. Devono tenerla, mantenerla e guadagnarci se sono più bravi. Pensate un attimo ad un Italia culla della civiltà e coccolata come si fa con una culla, dal resto del mondo. Le sopraintendenze dovrebbero solo controllare e si potrebbero dedicare a portare alla luce altre opere e monumenti, attualmente sepolti, di cui si conosce la posizione ma mancano i fondi per aprire i cantieri.

  4. Signor Piergiorgio, eh no, non mi pare giusto sparare nel mucchio così dopo una lettura frettolosa. La invito col massimo rispetto ad una riflessione.
    PREMESSO che sono un giornalista e fotografo scientifico che si occupa di Beni Culturali, NON dipendente di alcuna Soprintendenza né appaltatore di alcunché, e che dalla Soprintendenza non ho motivo di aspettarmi né favori né lavoro, mi permetto sommessamente di aiutarla a farsi due conti.
    La superficie dell’intervento “da sopra”, interessata, è di 1,6 ettari che come sa son 16.000 metri quadri. I 31 milioni di euro previsti , diviso 16.000 metri quadri, fanno 1937,50 euro per metro quadrato, IVA compresa.
    Legga ora la tipologia di intervento, consideri che:
    1) debbon togliere 36.000 metri cubi di terra (con una densità sui 1700-1800 kg/mc da umida stiamo parlando di 61.200 – 64.800 TONNELATE! da movimentare)
    2) nel farlo, debbon seguire criteri di delicatezza, gradualità e prudenza di tipo archeologico (anche stando attenti ad eventuali reperti il cui rinvenimento è sempre possibile negli strati inferiori, dunque alla fine anche stratigrafico): non possono forzare i tempi coi Caterpillar stile Canale di Panama!
    3) portata alla luce la superficie esterna delle volte della Domus Aurea, debbono consolidarne i punti più fragili, “ricucire” fratture e lesioni, ricostruire con criteri omogenei coi materiali del passato le eventuali, probabili lacune presenti in più punti (scavi e fori praticati nel Rinascimento dagli artisti che vi si introducevano, ad es.)
    4) stendere una rete di tubi di drenaggio, in grado anche di far passare alla bisogna aria forzata a temperatura ed umidità controllata per correggere eventuali fluttuazioni indesiderate dell’umidità all’interno della Domus
    5) posizionare una rete di sensori dei parametri fisici sopra e nelle volte
    6) applicare livelli impermeabilizzanti di durata negli intenti pressoché plurisecolare (non è una terrazza di condominio alla quale si può cambiar la guaina ogni trent’anni)
    7) applicare degli strati di coibentazione che mantengano fresca e stabile tutto l’anno la temperatura nell’ipogeo, ma che non impediscano all’umidità di fluire regolarmente da “dentro” a “fuori” la Domus Aurea: se così non fosse, se l’umidità interna non tendesse a fluire sempre verso l’esterno, potrebbero formarsi efflorescenze di sali letali per circa 30.000 m2 di affreschi e stucchi
    8) ricoprire con uno strato di terreno fertile miscelato con inerti leggeri per risparmiare circa il 70% del peso di partenza, garantendo però la possibilità di ricostituire sopra un nuovo giardino aperto al pubblico
    9) realizzare questo giardino, con essenze che non abbiano apparati radicali lesivi per la sottostante struttura, per giunta replicando nel disegno di viali, vialetti ed aree a verde e fiori le strutture murarie e le sale sottostanti, in modo che sia una sorta di “visione in pianta” dell’ipogeo, con un effetto anche didattico che legherà il giardino a ciò che cela sotto.
    Il tutto con impianto di irrigazione e drenaggio della pioggia, per uno spessore finale di solo una settantina di cm (adesso son circa tre metri di roba pesante, sempre zuppa d’acqua).
    § § § § § §
    Quanto ho descritto per meno di 2.000 euro al mq, IVA compresa? Davvero lei immagina vi sia un margine per la consueta corruzione che endemicamente affligge tante “Grandi Opere”? Sa che con 31 milioni di euro ci si realizzano, in media, in Italia 508 metri di linea TAV?
    Da noi per la TAV si spendono 61 milioni di euro a km, in Giappone per la mitica Tokio-Osaka 9,3…
    Non mi sembra che il recupero di uno dei massimi monumenti della Roma antica sia una potenziale buona occasione di malaffare e illecito sotterraneo. Al netto della fiducia che nutro sino a prova contraria per coloro che vi lavorano, non ci son proprio le premesse “tecniche”, anzi, mi pare una operazione straordinariamente virtuosa come esempio di “diligenza del buon padre di famiglia”! Nel trattare con le imprese appaltanti, debbono essere stati dei veri “mastini”!
    Mi scusi se mi son permesso, ma mi è venuto spontaneo, e sì che son soprannominato “l’indignato speciale”; se vuole possiamo parlarne ancora per mail, valerio_ricciardi@tiscali.it

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