F.A.Q.

Le risposte alle domande più frequenti (Frequently Asked Questions).

Quando si prevede di riaprire al pubblico la Domus Aurea?

Molto dipenderà dai risultati dei cantieri per la messa in sicurezza del monumento. E’ tuttavia nei programmi della Soprintendenza prevedere nei prossimi due anni delle riaperture periodiche e limitate per illustrare i lavori eseguiti nei diversi settori.

Da quanto tempo è chiusa al pubblico?

Dal 2006.

E’ possibile visitare la Domus Aurea anche se è chiusa al pubblico?

In linea generale non è possibile per motivi di sicurezza e per la presenza di numerosi cantieri.

Qual è lo stato di avanzamento dei lavori?

Trovi gli aggiornamenti sullo stato di avanzamento dei lavori a questa pagina: Stato dei lavori.

Quanto è grande la Domus Aurea?

Superfici a confronto

Superfici a confronto

Il padiglione, o meglio ciò che resta di questo complesso edificio, si articola in 150 stanze per una lunghezza totale di circa 250 metri e con una profondità che varia da un minimo di 30 ad un massimo di 60 metri.

Per essere in grado di apprezzare le sue dimensioni eccezionali basta pensare che l’estensione, comprese le gallerie di Traiano, pari a circa 16.000 metri quadrati, equivale a tre campi di calcio, mentre la decorazione di affreschi e stucchi stesi su pareti e volte, calcolato attorno ai 30.000 metri quadrati, potrebbe corrispondere ad una superficie totale trenta volte più grande della Cappella Sistina.

3 commenti

  1. Ho scoperto il vostro blog durante un servizio di Radio radicale. Non ci credevo perché non è nelle abitudini dei responsabili di lavori per opere pubbliche di lasciar trasparire tanta trasparenza.

    Il Vs è un esempio che vorremmo vedere adottato da tutti. Complimenti

  2. Ma non si potrebbe istituire una piattaforma per donare dei soldi?
    Facciamo contribuire anche i cittadini che non sono mecenati!

  3. Ho visitato il sito archologico domenica scorso e ne sono rimasta semplicemente entusiasta. Ottima anche la piattaforma web trasparente (finalmente!!!!!) che permette a tutti di avere visione di quello che si fa. Oltre la possibilità di donare on line, suggerirei anche altri modi per trovare i fondi necessari, come ad esempio chiedere di devolvere 1 euro per ogni cittadino di Roma (e non solo in verità) dal quanto riscosso da una delle tasse comunali, oppure proporre il progetto di ristrutturazione di interesse nazionale ed internazionale come una delle scelte per il 5 per mille, o anche portate all’attenzione del grande pubblico televisivo il crowdfuning che si sta facendo. I mecenati vanno bene, ma riuscire ad autofinanziarsi sarebbe meglio, per ricordare a tutti noi quanto sia fondamentale curare e preservare il nostro patrimonio culturale.

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