Tipologia

Ipogeo degli Ottavi

Ipogeo degli Ottavi

In via della Stazione di Ottavia n. 73, sotto il Villino Cardani, si conserva l’Ipogeo degli Ottavi, scoperto intorno al 1920, durante l’edificazione della periferia attorno al km. 9 della via Trionfale: il nuovo quartiere fu chiamato Ottavia in memoria dei personaggi di cui erano state rinvenute le sepolture all’interno dell’Ipogeo e i cui nomi erano incisi sui rispettivi sarcofagi: Octavia Paolina, suo padre Octavius Felix, ed altre due congiunte.

Fonte di Anna Perenna

Fonte di Anna Perenna

La fontana di Anna Perenna è stata rinvenuta nel 1999 durante gli scavi per un parcheggio interrato all'angolo tra piazza Euclide e via G. Dal Monte, nel quartiere Parioli a nord di Roma. Lo scavo, effettuato ad una profondità compresa tra circa i 6 e i 10 metri dal piano stradale, ha portato alla luce i resti di una fontana di forma rettangolare con iscrizioni murate che riportano il nome della dea. Anna Perenna era un'antica divinità romana delle origini, festeggiata il giorno delle Idi di marzo, il primitivo capodanno romano, così come testimoniatoci da Ovidio nei Fasti.

Casa Bellezza

Interno della domus

L’antico edificio presente in largo Arrigo VII, noto come Casa Bellezza – ma il nome spetta in realtà alla sovrastante palazzina moderna appartenuta negli anni ’30 del Novecento al maestro Vincenzo Bellezza – fu messo in luce e parzialmente scavato nel corso di una ristrutturazione dell’edificio negli anni ’50; successivi interventi della Soprintendenza hanno provveduto a consolidamenti statici ed al restauro delle pitture.

Basilica Sotterranea di Porta Maggiore

Veduta della Basilica

Subito fuori l’odierna Porta Maggiore, punto di convergenza del più importante gruppo di acquedotti della Roma imperiale, si nasconde, al di sotto di sette metri dal livello dell’attuale via Prenestina, l’interessantissimo complesso monumentale, riportato alla luce casualmente, in seguito ad un cedimento del terreno lungo la linea ferroviaria Roma-Cassino nell’aprile del 1917.

Basilica Hilariana

Veduta generale della Basilica Hilariana

Il complesso già individuato in piccola parte nel 1889, scavato per una porzione molto più ampia nel 1987-89, è stato portato in luce sostanzialmente per intero nel 1997, nel quadro delle indagini preliminari ai lavori di ristrutturazione dell’Ospedale.

Museo della Via Ostiense - Porta S.Paolo

Porta San Paolo fa parte del complesso delle mura Aureliane realizzate dall’imperatore Aureliano nel 275 d.C. e si presenta come tra le meglio conservate di tutto il circuito murario. L’attuale nome le fu conferito nel medioevo in ragione della vicinanza alla Basilica di San Paolo raggiungibile mediante  la via Ostiense che iniziava il suo percorso verso Ostia proprio da questa porta. 

Parco archeologico di Gabii

Tempio di Giunone Gabina

L’area archeologica dell’antica città di Gabii è localizzata a circa 20 chilometri da Roma, al XII miglio della Via Prenestina antica, in origine denominata Gabina, sul ciglio meridionale del cratere di Castiglione, un corpo eccentrico del complesso dei Colli Albani occupato sino alla fine del XIX secolo, epoca in cui fu prosciugato, da un lago di origine vulcanica noto come "lacus Buranus o Sanctae Praxedis" o ancora come lago di Castiglione.

Domus Aurea

Domus Aurea stanza 42

Dopo l’incendio del 64 d.C., che distrusse gran parte del centro di Roma, l’imperatore Nerone si fece costruire una nuova residenza con le pareti ricoperte di marmi pregiati e le volte decorate d’oro e di pietre preziose, tanto da meritare il nome di Domus Aurea. Venne progettata dagli architetti Severo e Celere e decorata dal pittore Fabullo. L’enorme complesso comprendeva sconfinati vigneti, pascoli e boschi, un lago artificiale, tesori saccheggiati nelle città d’Oriente e preziosi ornamenti, fra i quali una colossale statua dell’imperatore nelle vesti del dio Sole.

Arco di Malborghetto

Il parco e il Casale di Malborghetto

Poco oltre il XIII miglio della Flaminia antica, si staglia la massa imponente del Casale di Malborghetto. L’edificio ha inglobato un arco quadrifronte del IV secolo d.C., posto a segnacolo dell’incrocio tra la Via Flamina e una strada di collegamento tra Veio e la Tiberina. Il tetrapylon, a pianta rettangolare, su quattro pilastri in laterizio, era coronato da un attico a copertura piana.

Museo delle Navi

Interno museo, Chiatte fluviali "Fiumicino 1 e 2"

All’interno del Museo delle Navi sono esposti i resti di cinque imbarcazioni (più frammenti di fiancata di altre due) databili dal II al V secolo d.C. I relitti furono riportati in luce tra il 1958 ed il 1965 in occasione dei lavori di costruzione dell’Aeroporto internazionale “Leonardo da Vinci”.

Delle imbarcazioni si conservano soltanto le strutture del fondo che, ricoperte dai sedimenti marini, hanno resistito all’azione distruttrice dell’acqua, della flora e della fauna marine.

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