Casa delle Vestali

Casa delle Vestali

Tempio di Vesta e Casa delle Vestali (Atrium Vestae)

Il tempio di Vesta, che appare  oggi  ampiamente  restaurato, è legato ad uno dei culti più antichi di Roma, e al suo interno conservava ed alimentava il fuoco sacro che doveva essere tenuto costantemente acceso. Parecchie volte distrutto e ricostruito, il tempio ha sempre conservato la forma rotonda del primitivo altare. Probabilmente all’inizio era in parte ligneo, mentre in seguito fu ricostruito in pietra e marmo.

Quello che attualmente vediamo è il tempio restaurato da Giulia Domna, moglie di Settimio Severo. Nell’interno è la fossa con la sacra stipe; su un basamento rotondo sorge l’elevato, composto di una cella circondata di un peristilio a colonne corinzie, che sostengono un architrave adorno di vari simboli. Pur se la costruzione si rifà a precedenti di età ellenistica, la sua struttura rotonda a pianta centrale è una originale creazione dell’arte romana.

La casa adiacente al tempio (Atrium Vestae), era la dimora riservata alle Vestali, le sacerdotesse custodi del fuoco sacro di Vesta, che avevano un posto assai importante nella vita e nella società romana. Scelte in numero di sei dal Pontefice Massimo, le fanciulle consacrate al culto della dea, dovevano essere di famiglia patrizia e prive di imperfezioni fisiche e prestavano servizio per 30 anni con l’obbligo della castità. Pittoresca era la cerimonia di vestizione, in cui alle fanciulle venivano tagliate le chiome (appese ad un albero di loto), veniva coperto il capo con un velo bianco ed un diadema.

L’abitazione in cui vivevano le Vestali  era composta da un grande peristilio rettangolare con doppio colonnato, circondato da vani disposti su due piani; nello spazio centrale sono presenti tre bacini di acqua.

Gli  ambienti che circondano il peristilio, di abitazione e di uso pratico, presentano pavimenti in mosaico. Si riconoscono (nella zona in restauro ancora chiusa al pubblico) il forno, le terme, il molino, e gli altri vani che costituiscono la casa romana. Una sala maggiore collocata sul fondo è probabilmente da interpretare come il tablino.

Nel portico sono ancora presenti delle statue su alti basamenti, con dediche alle sacerdotesse più illustri. Pur non avendo una pianta canonica, la casa delle Vestali costituisce un bell’esempio di ricca dimora romana. Attorno al  cortile le stanze sono armoniosamente disposte, con pianta ben congegnata. Il luogo, ancor oggi ameno e suggestivo, con  i roseti ivi piantati dal tempo di Giacomo Boni, è uno degli elementi del Foro in cui è più facile sentire l’atmosfera umana e religiosa di Roma antica.

Casa delle Vestali: veduta
Casa delle Vestali
Casa delle Vestali
Casa delle Vestali