La collezione numismatica di Vittorio Emanuele III di Savoia

Regno d'Italia, Vittorio Emanuele III di Savoia (1900-1946). Lire 20 (1906) con

Il 9 maggio 1946 Vittorio Emanuele III di Savoia, in procinto di partire per l’esilio, scrisse all’allora Presidente del Consiglio dei Ministri, Alcide De Gasperi, un biglietto in cui esprimeva la volontà di lasciare al popolo italiano la propria collezione di monete, “la più grande passione” della sua vita. Ufficialmente accettata dallo Stato italiano con Decreto n.108 del 6 settembre 1946, la raccolta fu in un primo momento affidata in custodia all’Istituto Italiano di Numismatica e in seguito, con D.L. del 5 novembre 1968, definitivamente assegnata alla Soprintendenza Archeologica di Roma.

La collezione rappresenta un documento di straordinario interesse storico ed economico, assolutamente unico nel suo genere: è costituita da più di 100.000 monete italiane di età medievale e moderna, battute in un arco cronologico che abbraccia oltre quindici secoli, dal V al XX, e da un elevato numero di pesi monetali, prove e scarti di zecca.

Molto razionale è l’ordinamento dei materiali all’interno della collezione. Le monete sono divise per regioni, a partire dall’Italia settentrionale; ogni regione è divisa per zecche, disposte secondo l’ordine alfabetico della città alla quale la zecca appartiene, ad eccezione di quella del capoluogo, che precede le altre. Il materiale di ciascuna zecca segue l’ordine cronologico legato all’autorità che ne ha decretato l’emissione, mentre nell’ambito di ciascuna autorità emittente i nominali sono disposti in ordine decrescente, dal maggiore al minore. Unica eccezione a quest’ordine è costituita dai materiali emessi da Casa Savoia, disposti per autorità emittente in ordine cronologico, senza divisione per zecche.

(Per saperne di più, v. G. Angeli Bufalini, Le monete del Re numismatico, in La moneta dell’Italia unita: dalla lira all’euro (cat. mostra), Roma 2011, pp.193-200, con bibliografia precedente)