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... tra cui l’ager Vaticanus
con la Meta Romuli e il Terebinto di Nerone; il Mausoleo di Adriano;
il Campo Marzio con il teatro di Pompeo e i templi di Largo Argentina,
l’Odeon di Domiziano, le Terme di Agrippa, l’Hecatostylon e l’Euripo;
la zona dei Fori imperiali con la colonna Traiana; il Colosseo,
le mura Aureliane etc. fino ad arrivare al suburbium della città,
zona ricchissima di insediamenti di ogni tipo, ville, strade consolari
ed acquedotti.
Il tessuto edilizio e i monumenti antichi, anche laddove non più
visibili in elevato, sono quasi certamente conservati nel sottosuolo
in ampi settori dell’area interessata. E’ proprio la ricchezza e
l’importanza dei monumenti archeologici, strettamente collegati
ai più noti avvenimenti della storia antica, che danno a
Roma il suo carattere peculiare e ne fanno un unicum al mondo.
Realizzare una metropolitana in una città come Roma é
pertanto un compito difficile, che è stato accuratamente
programmato e che prevede una vasta campagna di indagini preliminari,
in base ai risultati delle quali sarà possibile avere una
prima verifica del tessuto archeologico che interferisce con il
tracciato e avviare la progettazione definitiva ed esecutiva del
tracciato.
Giova ricordare che il tracciato della metro corre ad una profondità
di circa 25–30 metri di profondità dal livello stradale e che pertanto
le interferenze con gli strati archeologici riguardano solo le stazioni,
le uscite, i pozzi di servizio, le griglie di areazione.
Nella tratta T2–T3 (da Piazzale Clodio a S.
Giovanni) le indagini, iniziate nel mese di luglio–agosto
2006, sono in corso in alcune delle aree del centro dove è
particolarmente ricca la stratificazione archeologica.
Si dà di seguito il quadro riassuntivo della stato dei cantieri
e dei risultati raggiunti. |
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