Gli auditoria di Adriano

Auditorium Adriano - ricostruzione

Le indagini per la realizzazione della Linea C della Metropolitana di Roma, condotte con la Direzione Scientifica della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (Ministero per i Beni e le Attività Culturali) tra il 2007 e il 2011, hanno riportato in luce un’ampia porzione di un imponente edificio pubblico costruito durante l’impero di Adriano (117-138 d.C.), adibito a incontri culturali, luogo di declamazioni, agoni poetici e lezioni di retorica.

L’edificio era su due piani, separato dal Foro di Traiano da una strada curva e svettava sulla sottostante via Flaminia – nell’attuale piazza Venezia – posta circa due metri più in basso. Il piano terra, in parte conservato, si articolava in tre grandi aule dotate di gradonate affrontate ai lati di un corridoio centrale, disposte a raggiera lungo la strada curva. Il corridoio centrale era destinato all’oratore, che si rivolgeva al pubblico, composto da personaggi di elevato livello culturale, per sottoporre ad esso il suo lavoro e accoglierne il parere.

Due delle aule, arricchite da decorazioni pavimentali e parietali in marmi policromi, sono emerse nel corso dei recenti scavi; parte della terza fu individuata agli inizi del Novecento durante la costruzione del Palazzo delle Assicurazioni Generali.

L’edificio adrianeo confinava a nord con un complesso abitativo del II sec. d.C. (insula) e a ovest con un isolato commerciale posto lungo la via Flaminia, anch’esso riportato in luce nelle recenti indagini per la Metro C al centro di Piazza Venezia.

Nel VI sec. d.C., all’interno delle aule ormai private dei rivestimenti marmorei, si insedia un’officina metallurgica destinata alla lavorazione delle leghe di rame. Si tratta di un impianto di vaste proporzioni, il più grande noto a Roma per questo periodo, del quale rimangono, oltre alle scorie di lavorazione e ai lingotti, le fosse di alloggiamento di piccole fornaci scavate nel pavimento e lungo le gradonate. L’officina fu distrutta tra la fine del VII e gli inizi dell’VIII sec. d.C. e l’aula centrale fu utilizzata per alcune sepolture.

Il terremoto dell’847-848 d.C. determina il crollo del piano superiore e delle coperture a volta: una consistente porzione della volta è visibile sul pavimento dell’aula nord.

Tra il XII e il XIII secolo, al di sopra dei crolli della sala centrale sorge un impianto destinato alla produzione della calce, forse in relazione alla costruzione dei vicini quartieri che vanno a occupare il Foro di Traiano e la contigua area commerciale lungo la via Flaminia.

E’ alla fine del XVI secolo che sorge in quest’area l’Ospedale dei Fornari, realizzato dall’omonima Confraternita cui si deve anche la costruzione della vicina chiesa di Santa Maria di Loreto. Il nuovo fabbricato, impostandosi sui resti dell’antico edificio adrianeo, ne ha garantito la conservazione fino ai nostri giorni. Dallo scavo di un pozzo rinvenuto all’interno del cortile proviene una straordinaria quantità di vasi, per la maggior parte integri o ricomponibili, utilizzati nell’Ospedale.